30
luglio

Michele Santoro scende in politica: «Serve il partito che non c’è. Sono disponibile»

Michele Santoro

Michele Santoro

Dopo aver trattato la politica dall’altra parte della barricata, quella dei talk show, Michele Santoro si dice pronto a buttarsi nella mischia e fondare un nuovo partito di vera sinistra, che a suo dire non esiste più.

Serve il partito che non c’è e che non c’è mai stato

ha dichiarato il giornalista e conduttore a Repubblica, confermando l’intenzione di scendere in politica. I tempi in vista del voto del 25 settembre non consentono – o comunque sconsigliano – la nascita di un nuovo partito, ma Santoro ha deciso che il passo s’ha da fare e dunque per il momento guarda a possibili alleati da appoggiare:

“Un partito non nasce per decisione di una o poche persone ma per rappresentare le esigenze di un pezzo di società. Di sicuro non mi interessa fare il candidato indipendente senza un progetto che guardi al futuro (…) Dovrei fondare un partito in una settimana? Io sono sinceramente disponibile con tutte le mie conoscenze e capacità di comunicazione a dare un contributo.

La sua linea è chiara: no alla destra, e questo non sorprende, ma è no anche al PD (“Non ha più nulla a che vedere con la sinistra”, dice) e alle “vedove” di Mario Draghi, che considera persino il primo responsabile della caduta del Governo. Resta lo spazio per un campo alternativo. Se in questo campo ci fosse spazio per una lista per la pace, perché no?, sottolinea Santoro, auspicando di avere dalla sua “chi ha partecipato alla serata ‘Pace proibita’ al teatro Ghione”, evento/protesta da lui organizzato lo scorso maggio contro la decisione di inviare armi agli ucraini per combattere i russi.

“Qualunque cosa succeda il 25 settembre, io dal giorno dopo andrò avanti comunque”

aggiunge il giornalista, che proprio in virtù dell’imminente voto sembra propendere dalla parte di Giuseppe Conte:

“Ci sono delle contraddizioni nella storia del M5S, ma gli riconosco la qualità di aver saputo interpretare un pezzo di società che non aveva voce, pur con tutte le contraddizioni. Reddito di cittadinanza e superbonus sono provvedimenti mal fatti ma importantissimi”.

L’ex premier, oggi leader del Movimento 5 Stelle, non a caso giorni fa aveva aperto ad un coinvolgimento dell’ex conduttore di Annozero:

“Parleremo sicuramente anche con lui. Ma voglio evitare operazioni a tavolino. Siamo aperti a chi vuole condividere il nostro progetto, ma l’importante è che tutti i nostri sostenitori condividano la non negoziabilità dei nostri principi”.

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3 Commenti dei lettori »

1. Paolo ha scritto:

30 luglio 2022 alle 13:33

Venghino siore e siori che c’è il carrello dei bolliti!



2. Marco Cappuccini ha scritto:

31 luglio 2022 alle 11:30

Il nuovo che avanza….



3. Andrea ha scritto:

31 luglio 2022 alle 21:00

Ci manca solo lui per fare altre figure nel mondo. È una persona squallida, un modesto giornalista e un gran furbone.



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