27
luglio

Canone TV abolito in Francia

Emmanuel Macron (da Facebook)

Emmanuel Macron (da Facebook)

Il vento di novità dalla Francia continua a soffiare. Dopo le notizie riguardanti l’imminente introduzione della rilevazione auditel anche per le piattaforme streaming, adesso nella Repubblica di Macron sale alla ribalta uno dei temi più controversi per quanto riguarda la tv pubblica, quello del canone, con un cambiamento epocale: già da quest’anno quello francese sarà cancellato.

La decisione è stata presa dall’Assemblea Nazionale, nonostante diversi voti sfavorevoli e numerose astensioni. Per la ministra della Cultura Rima Abdul Malak questa scelta era necessaria perchè la tassa era ormai “obsoleta e inadatta“, come riporta Repubblica, e soprattutto i soldi risparmiati aumenteranno il potere d’acquisto della popolazione in un momento così delicato dal punto di vista dell’inflazione.

Il canone, che ammontava a 138 euro per nucleo familiare, portava nelle casse dello Stato circa 3,14 miliardi di euro e finanziava le principali emittenti statali di France Télévisions ovvero France 2, France 3, France 4, France 5 nonchè Radio France. Al momento tale cifra dovrebbe essere coperta attraverso un aumento dell’IVA, ipotesi che ha già scatenato malcontento tra le varie parti politiche.

Improbabile che l’esempio francese possa a stretto giro essere seguito dall’Italia, ma di certo la questione è accesa anche da noi. Lo scorso aprile c’è stata una prima apertura del Governo all’ipotesi di scorporare il canone dalla bolletta elettrica, in cui era stato inserito nel 2016 per frenare il fenomeno dell’evasione, ma il timore di ricadere nel problema resta.

In un contesto politico incerto e difficile come quello attuale, tale questione non sembrerebbe prioritaria, ma non è detto che non possa diventare un argomento caldo proprio nell’ambito della campagna elettorale; va ricordato, infatti, che Emmanuel Macron aveva lanciato l’idea dell’abolizione in Francia proprio durante la sua.

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1 Commento dei lettori »

1. andreaC. ha scritto:

28 luglio 2022 alle 08:15

Anziché pagare la tassa direttamente (138E) , verrà pagata indirettamente con la differenza che in questo modo la tv pubblica dipenderà sempre più dal governo. Misura demagogica, come quando Mediaset dice che la sua è tv gratuita (la paghiamo eccome, indirettamente ma la paghiamo con la virtuale “tassa” sulla pubblicità che si paga quando facciamo la spesa)



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