25
maggio

Super Raoul, il Giustiziere

Raoul Bova

Raoul Bova

Si scrive “Roberto Beltrami” e si legge “Superman”: il protagonista della nuova fiction di Canale 5 Giustizia per Tutti, di cui questa sera andrà in onda la seconda puntata (qui le anticipazioni) è degno dei più grandi supereroi del mondo dei fumetti, capace di cose che voi altri non potete neanche immaginare. E deve aver preso dal suo interprete, Raoul Bova, che in due settimane è stato e sarà protagonista di ben sei prime time, finora tutti compresi tra il 20% e il 30% di share.

A causa dei raddoppi di Don Matteo su Rai 1, in onda sia la scorsa settimana che questa al martedì e al giovedì, e considerata la messa in onda di Giustizia per Tutti il mercoledì sera, per tre giorni di fila il volto dell’attore romano campeggia sul piccolo schermo. Un ottimo periodo per lui e per la serialità italiana in generale, dal momento che la sua presenza dà un colpo alla botte di Rai 1 e uno al cerchio di Canale 5.

Sull’ammiraglia del Biscione Bova è un uomo che, accusato ingiustamente dell’omicidio della moglie, ha passato dieci anni in carcere e, mettendosi a studiare giurisprudenza nel tentativo di tirarsi fuori da lì, è riuscito davvero a dimostrare la sua innocenza. Uscito di galera, si è visto offrire un ottimo lavoro in un prestigioso studio legale e, forte della sua esperienza sul campo, sfida regole e Istituzioni per aiutare scagionare altri innocenti, riuscendoci puntualmente.

Super-Roberto entra dove nessuno riesce ad entrare, ottiene facilmente permessi che nessuno è riuscito ad avere, affronta a mani nude un pericoloso omicida armato riuscendo a metterlo ko con un solo colpo, rischia di far commettere un omicidio ad un’ex poliziotta fino a quel momento innocente e mette puntualmente in subbuglio lo studio legale, dove si annidano per lui nemici e amore (sotto forma della compagna di Bova, Rocío Muñoz Morales).

E’ tutto certamente poco credibile, ma ti fa illudere che tutto sia facile, possibile, ed è qualcosa che al pubblico piace, perchè di un lieto fine ce n’è sempre bisogno. Così le vicende di Roberto e la sua battaglia, atta a trovare il vero assassino della moglie, riescono a coinvolgere lo spettatore, facendo leva sul bisogno di rassicurazione e buoni sentimenti evergreen.

Da questo punto di vista, è un peccato che venga raccontato e mostrato poco del percorso fatto in carcere dal protagonista, che vediamo già forte e sicuro di sé dopo tutto il male subito: ciò che lo ha reso quello che è viene più che altro raccontato, e forse toccarlo “con mano” avrebbe reso la sua investitura a salvatore dell’universo un filino più realistica.

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