17
marzo

Più Forti del Destino non ‘infiamma’

Più Forti del Destino - Giulia Bevilacqua

Più Forti del Destino - Giulia Bevilacqua

E’ un feuilleton in piena regola, Più Forti del Destino. Un melò di quelli che in tv non si vedevano da un po’ di tempo, e che sembra riportare il pubblico indietro di quasi vent’anni, a quando il genere spopolava con titoli quali Orgoglio o Elisa di Rivombrosa. Un’operazione che, più che scatenare nostalgia, ricorda quanti limiti ci fossero già in quelli che al tempo erano diventati veri e propri cult.

La narrazione televisiva rispetto ad allora è decisamente più smaliziata e certe ingenuità risultano poco concepibili. Com’è possibile, per esempio, che la giovane Costanza (Dharma Mangia Woods) pensi che la sua dama di compagnia Rosalia (Laura Chiatti) sia la sfortunata Margherita (Francesca Valtorta)? Va bene che la folle madre di quest’ultima – interpretata da Loretta Goggi – le abbia scambiate e che l’amica sia sfigurata, ma come si fa a non riconoscere a distanza ravvicinata la voce e lo sguardo di una persona cara?

E’ uno dei tipici espedienti di questi racconti in costume, pieni di eccessivi intrighi, amori tormentati e ricchi prepotenti. Un universo inverosimile nel quale tutto è enfatizzato in cui i buoni sono troppo buoni e i cattivi troppo cattivi: in tale contesto anche gli attori più validi faticano a venire fuori, perchè ingabbiati in personaggi stereotipati. E il clima eccessivamente cupo e drammatico sa di artificiale.

Sono difetti che appartengono ad un genere ormai fuori tempo più che a questa fiction in sé e per sè. La quale, pur partendo da una storia intricata e potenzialmente appassionante, che ha ereditato dall’originale francese Le Bazar de la Charité (Destini in Fiamme su Netflix, con la protagonista di Morgane – Detective Geniale), non riesce ad emanciparsi e coinvolgere emotivamente lo spettatore, non offre nulla di nuovo, nulla per cui valga la pena.

Infine, non aiuta il fatto che il momento più alto e forte di tutta la narrazione venga “bruciato”  – il gioco di parole ci sta tutto – subito: ci riferiamo, infatti, all’incendio in cui la vita delle tre protagoniste viene sconvolta per sempre, reso oltretutto in video con alcuni effetti grafici poco riusciti.

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6 Commenti dei lettori »

1. controcorrente ha scritto:

17 marzo 2022 alle 11:48

ho visto negli ultimi anni e anche di recente molto ma molto di peggio, essere premiato da pubblico e critica ! e comunque non riesco a capire questo terremoto nbegli ascolti: dicono che non c’entri il switch off ma e’ tutto iniziato proprio l’8 marzo…



2. andrea ha scritto:

17 marzo 2022 alle 12:29

Peccato invece, perchè questo melò è a parer mio molto ben confezionato e riuscito.
Non si capisce come mai abbia riscosso meno successo delle più fortunate fiction mediaset proposte dal periodo di rinascita conosciuto lo scorso anno con Ferilli/Bova in poi (anche se ovviamente il genere è diverso e torna dopo tanti anni come da voi sottolineato).

D’accordo solo su una cosa delle Vs recensione: il fatto che la donna sfigurata non venga riconosciuta da Costanza ne in volto ne nella voce: hanno in effetti avuto un incontro molto ravvicinato.
Per il resto invece la trovo ben fatta, sia nelle location scelte, costumi, fotografia e nel coinvolgimento emotivo che tiene lo spettatore attaccato.
Senza dimenticare la chicca di una in formissima Loretta Goggi.

Ricordo però che anche “i segreti di borgo larici” non ottenne grandissimi ascolti nonostante il lato giallo fosse ancora più presente e coinvolgente.



3. Stefano ha scritto:

17 marzo 2022 alle 17:26

Neanche a me dispiace, importante è il messaggio che ci lascia di un periodo storico dove le donne non erano prese in considerazione e che 5anti neanche sanno……per quanto riguarda gli ascolti…basta sapere che la gente sta incollata alla TV per il grande fratello, l’isola e la pupa e il secchione per capire il livello di intelligenza degli utenti.



4. Marco3.0 ha scritto:

17 marzo 2022 alle 19:42

Ennesimo orrendo remake di una serie estera già vista doppiata in Italia e che era pessima di suo ed era stata rifiutata dal pubblico.
Questa versione italiana è oltre il low budget, è cheap: pessimo cast, pessima fotografia, pessima regia, recitazione da teatro amatoriale di paese. Sembra fatta da dilettanti.
Non c’è niente da salvare in questa serie, e per una volta tanto il pubblico se n’è accorto.



5. controcorrente ha scritto:

18 marzo 2022 alle 09:49

#Marco3.0 molla il fiasco.. da esperto di cinema e comunicazione ti dico tutto il contrario che dici tu… cast, fotografia,regia e recitazione 2 spanne sopra alle fiction che girano da anni in tv (vedi anche le ultime con Anna Valle su canale 5 e rai1 ad es.)



6. Marco3.0 ha scritto:

18 marzo 2022 alle 19:29

controcorrente, beh, se sei esperto di cinema devi aver perso tutte le lezioni di fotografia, di regia e di recitazione. oppure era un corso CEPU. Oltretutto questo non è cinema, ma tv di scarso livello. Altro che spanne!
Questa serie non solo ha una confezione cheap, ma tutti i reparti tecnici sono miseri e mal utilizzati. La recitazione è dilettantistica e svogliata, la fotografia è sgranata, la regia è schizofenica. Non si salva nulla di questa roba. E nemmeno voglio parlare degli sceneggiatori che hanno messo mano a un copione già esistente e lo hanno adeguato con artifizi ridicoli rispetto all’originale.
Le altre serie a cui fai riferimento nemmeno le tengo in considerazione. Non esistono.



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