23
novembre

Vigilanza Rai, Fuortes: «Sulle nomine ho rispettato la legge. Share non sia unico parametro»

Carlo Fuortes

Sono molto soddisfatto delle nomine per i direttori delle testate giornalistiche perché rispondono ai criteri di equilibrio, pluralismo, completezza, obiettività, imparzialità…“. Carlo Fuortes ha schivato così le polemiche sulla recente assegnazione dei nuovi incarichi in Rai e ha rivendicato le proprie scelte. Nulla di strano: era logico che l’AD del servizio pubblico lo facesse, a maggior ragione dopo le frizioni politiche e le accuse di aver escluso il Movimento Cinque Stelle rivoltegli proprio dai grillini. Nell’odierna audizione in Vigilanza Rai, il top manager ha spiegato che decidere in autonomia sulle nomine rientrava nelle sue prerogative.

Sono qui per spiegare i criteri del mio operato dopo aver letto e ascoltato molte valutazioni. Ho letto molte imprecisioni e scenari distorti. Lo Statuto della Rai, che riprende la legge 200 del 2015, assegna all’amministratore delegato i poteri di nomina di tutti i dirigenti dell’azienda. E’ un potere che spetta all’AD, non al Cda

ha affermato Fuortes. Ricordando poi cosa prevedono la legge e lo Statuto Rai rispetto ai vari tipi di nomine, il top manager si è riferito nello specifico alla recente designazione dei direttori di testata e ha detto:

Ho rispettato le normi esistenti. E’ quanto ho fatto e farò in seguito, in autonomia quando è previsto e ricercando l’accordo con il Cda quando è richiesto“.

Rai, Giuseppe Conte ritratta: “Decisione non irreversibile”

Parole alle quali hanno fatto idealmente da contraltare le dichiarazioni di Giuseppe Conte, il quale raggiunto dai cronisti è tornato a commentare la propria decisione di ritirare gli esponenti 5Stelle dalle partecipazioni tv sul servizio pubblico, come segnale di protesta contro le nomine di Fuortes.

Non vogliamo contrastare quella che è la funzione del servizio pubblico o prendere una decisione irreversibile, ma occorreva un punto di chiarimento”

ha dichiarato l’ex premier, ritrattando rispetto all’iniziale irremovibilità.

Rai, Fuortes: “Share non è unico parametro”

Tornando all’audizione di Fuortes in Vigilanza, si registrano anche le sue dichiarazioni in merito ai contenuti editoriali e agli ascolti. Parlando del nuovo modello organizzativo per generi, l’AD ha sostenuto che “potrà consentire di realizzare un nuovo servizio pubblico adeguato alle esigenze di sviluppo culturale, sociale, economico, artistico del Paese“.

Poi ha aggiunto:

Dal mio punto di vista deve essere un servizio pubblico che non insegue lo share come unico parametro di successo ma che propone e offre una vera e piena alternativa al modello di televisione commerciale… Sia chiaro, con questo non è che da domani l’amministratore delegato si disinteressi dello share. Tutt’altro. Significa che per portare nella platea del servizio pubblico le nuove generazioni lo share non va inteso come una tagliola che uccide ogni innovazione“.

Nello specifico, Fuortes ha anche fatto riferimento al pubblico giovane, spiegando che in linea teorica il servizio pubblico potrebbe aumentare lo share eppure diminuire nel pubblico le classi più giovani coinvolte. E al riguardo ha osservato:

Ciò sarebbe un peggioramento del servizio pubblico, non un miglioramento. Immaginiamo invece una trasmissione che ottenga la metà dello share medio della rete sulla quale va in onda, ma che questa quota sia composta quasi esclusivamente da giovani. Rappresenterebbe un grande risultato. Seguendo i criteri correnti, quella trasmissione andrebbe chiusa“.

In fin dei conti, comunque, si tratterebbe sempre di un criterio di share: al posto dello share sul totale individui, si guarderebbe lo share sul target giovani.

Infine, Fuortes ha spiegato che gli attuali palinsesti sono stati varati sotto la governance precedente e non sarebbe corretto applicare stravolgimenti in corso d’opera. “I cambiamenti si cominceranno a vedere nella prossima estate e più compiutamente dal nuovo palinsesto 2022/23 che dovrà iniziare a dare nuova luce al Servizio Pubblico di Rai“, ha osservato.



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