26
giugno

Quarto Grado, Gianluigi Nuzzi sul caso Denise: «Non si può diffidare l’informazione». Piera Maggio: «Andremo avanti nelle sedi opportune»

Quarto Grado, Gianluigi Nuzzi

C’è patto di fiducia tra Quarto Grado e i telespettatori: la notizia prima di tutto“. I fatti al primo posto. Così ha motivato la scelta continuare ad affrontare il caso di all’interno del proprio programma, in onda su Rete4. La precisazione del giornalista è arrivata a seguito dello sfogo con cui Piera Maggio, madre della bambina scomparsa a Mazara del Vallo nel 2004, aveva diffidato la trasmissione Mediaset dal trattare nuovamente la vicenda di sua figlia.

La reazione drastica della donna, causata da alcune affermazioni ritenute offensive che l’opinionista Carmelo Abbate aveva fatto in diretta, non ha però fermato la trasmissione di Rete4. “Se mamma Piera Maggio vuole delle scuse da noi, io le faccio” ha premesso Nuzzi aprendo la puntata di ieri, precisando però di avere un patto con il proprio pubblico, che significa “approfondire, dare notizie e documenti“. Un concetto che il giornalista ha ribadito più avanti, e in modo più articolato, nel corso del programma.

C’è patto importante di fiducia tra Quarto Grado e voi telespettatori. Questo patto ha una regola: la notizia prima di tutto. Senza tacere nulla, con grande rispetto di tutti. Noi non abbiamo la presunzione di risolvere i casi. Certo, possiamo avere un ruolo di stimolo per le indagini, raccontando però tutto, proprio tutto. E questo lo possiamo fare senza farci dettare le scalette o i temi da nessuno, se non dalla cronaca. La priorità è quella dei fatti

ha affermato Nuzzi. Il conduttore aggiunge poi:

Io ho in testa una parola che ripeto sempre a me stesso: rispetto. Rispetto delle vittime, dei loro parenti. Noi non inseguiamo il gossip, non inseguiamo i ’si dice’, ma il lavoro degli inquirenti, le testimonianze, i verbali, le relazioni di servizio, le sentenze, le motivazioni (…) Da quando conduco Quarto Grado ho un grande unico rammarico, quello di non essere stato presente quando è scomparsa la povera Denise, perché Quarto Grado non c’era. Se noi ci fossimo stati avremmo presidiato la giustizia e la verità“.

Parole con cui il conduttore ha difeso il lavoro della propria squadra, citando anche altri casi su cui la trasmissione di Rete4 si era spesa per arrivare alla verità. “Non si può diffidare l’informazione” ha aggiunto in un successivo passaggio il giornalista, spiegando di essere arrabbiato “con chi ha fatto male le indagini” ed escludendo invece una contrapposizione tra Quarto Grado e Piera Maggio.

Quarto Grado, il post di Piera Maggio dopo la puntata di ieri

Proprio nei minuti in cui la trasmissione volgeva al termine, però, la madre di Denise tornata ad esprimersi sui social con i toni polemici di questo messaggio:

Siamo stupidi? …ANDREMO AVANTI… Nelle sedi opportune. #DenisePipitone #VeritàPerDenise #Rispetto?“.

Avanti nelle sedi opportune dunque. Anche se difficilmente riuscirà ad impedire ad una trasmissione di affrontare un caso e le notizie ad esso legate (al di là delle opinioni espresse a margine dai singoli ospiti, che invece si possono contestare).

Piera Maggio, Facebook



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