28
aprile

Attacco islamista in Burkina Faso: uccisi il reporter spagnolo David Beriain e il cameraman Roberto Fraile

David Beriain

Un attacco jihadista in Burkina Faso è costato la vita al documentarista David Beriain e al cameraman Roberto Fraile, entrambi spagnoli. Il primo era però conosciuto al pubblico italiano per alcuni programmi televisivi trasmessi da e dedicati al tema della criminalità organizzata (uno di essi era però finito sotto indagine da parte della magistratura). I due, assieme ad un collega irlandese, sono stati assassinati il 26 aprile mentre erano a bordo di un convoglio anti-bracconaggio per realizzare un reportage.

Beriain e Fraile, la dinamica dell’attentato in Burkina Faso

A riferire la morte dei due cittadini spagnoli, dei quali si erano perse le tracce da diverse ore, la ministra degli Esteri di Madrid, Arancha González. Beriain e Fraile facevano parte di un gruppo che comprendeva anche membri di una Ong ambientalista e che si trovava nella nazione africana per realizzare un reportage per MovistarTv sulla caccia di frodo nell’est del Paese. Secondo fonti locali, l’agguato è avvenuto sulla strada che porta alla riserva forestale di Pama, nella provincia di Fada N’gourma. Gli attentatori sarebbero stati a bordo di due pick-up e di una ventina di moto. Nell’assalto risulterebbero, oltre ai decessi, altri tre feriti mentre è ancora disperso un cittadino burkinabé.

David Berian, i programmi tv e l’indagine per truffa

Beriain, 43 anni, era conosciuto in particolare come autore delle inchieste de “Il mondo dei narcos“, programma tv sui cartelli della droga dell’America latina trasmesso in Italia dal canale Nove e introdotto da Roberto Saviano. Proprio lo scrittore anti-mafia, nelle scorse ore, ha dedicato al reporter un messaggio di cordoglio. “Ci eravamo incontrati qualche anno fa per raccontare i nuovi clan del centro di Napoli” ha ricordato Saviano sui propri profili social.

Il reporter spagnolo era anche stato presentatore del programma d’inchiesta “Clandestino“, trasmesso anche in Italia nel 2019, sempre dal canale Nove, e dedicato al tema della criminalità organizzata in diverse parti del mondo. A fine marzo scorso, proprio in riferimento ad un episodio di quel programma incentrato sulla Ndrangheta in Lombardia, si era appreso che la Procura di Milano aveva indagato lo stesso Beriain per truffa in concorso con il sospetto che quel lavoro televisivo fosse un fake realizzato con degli attori, a danno di Discovery Italia che lo aveva acquistato per 425 mila euro. A far scattare gli accertamenti era stato un Carabiniere, che – guardando il programma tv – aveva riconosciuto un palazzo indicato falsamente dagli autori come il luogo dove abitualmente la ‘Ndrangheta raffinava la cocaina.

Il cameraman Fraile, padre di due figli, aveva invece coperto diversi conflitti come freelance, inclusa la guerra decennale in Siria. Nel 2012 era sopravvissuto a un attacco nella città siriana di Aleppo in cui è stato ferito da schegge al bacino.

Tra le voci istituzionali che per prime hanno espresso cordoglio per la tragica morte del reporter e del cameraman, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez. “Il nostro apprezzamento va a coloro che, come loro, svolgono quotidianamente un giornalismo coraggioso ed essenziale dalle zone di conflitto” ha scritto il capo del governo iberico.

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