14
aprile

Il finale di Leonardo: dalla fantasia alla fantascienza!

Leonardo - Freddie Highmore e Aidan Turner

Leonardo - Freddie Highmore e Aidan Turner

Che Leonardo fosse un’opera di fantasia e non un documentario sulla vita del famoso artista è stato messo in chiaro subito da Lux Vide e dagli stessi interpreti, dunque non bisognava aspettarsi un solido ancoraggio alla realtà dell’epoca né la messa in scena di fatti comprovati. Ma inventare una nuova realtà non significa poter impunemente valicare il confine del verosimile, soprattutto quando si ha a che fare con un personaggio entrato nella storia mondiale. Nella fiction terminata ieri sera su Rai 1, invece, è successo proprio questo, e dall’opera di fantasia si è passati alla quasi fantascienza.

Partiamo da un assunto fondamentale: il processo per omicidio a carico di Leonardo (Aidan Turner), inventato dagli autori per raccontare la sua vita da un punto di vista inedito, non aveva ragion d’essere in quanto non c’è delitto senza vittima e Caterina da Cremona (Matilda De Angelis) era tutt’altro che morta. Leonardo aveva inscenato la sua dipartita per permetterle di cominciare una nuova vita insieme al figlio, conscio che sarebbe stato accusato e molto probabilmente impiccato ingiustamente. Il suo voleva essere un folle atto di generosità, che lo avrebbe spinto a sacrificare la propria vita e il proprio dono per quella donna a cui era legato da un amore platonico ma totale. E se questo suggestivo espediente dice tanto sul carattere dell’artista, sul dolore che si portava dentro e sulla sua grandiosità, il modo in cui è stata sviluppata la narrazione lascia perplessi.

Innanzitutto Leonardo avvelena davvero Caterina e fa in modo che Bembo (Flavio Parenti), ex amante della donna, assista al suo svenimento e alla reazione fredda dello stesso Leonardo, così da avere un testimone dell’accusa; poi, con l’aiuto di Salaì (Carlos Cuevas) le dà l’antidoto e sostituisce il corpo con un cadavere che usava per i suoi studi, dopo essersi preoccupato di far sparire tutti i disegni e i dipinti che raffiguravano Caterina, così che nessuno potesse riconoscerla e ricordarla. E chi la conosceva di persona? Lo stesso Bembo, che era scappato via per chiedere aiuto e tentare di salvarla: al suo ritorno non si è accorto di nulla? No, perchè il cadavere era stato ricoperto di bende e reso dunque non identificabile. Quello stesso cadavere per il quale è stata aperta un’indagine, per il quale le forze dell’ordine si battono e che nessuno controlla a dovere o fa evidentemente riconoscere. Ora, va bene che siamo nell’epoca rinascimentale e non c’erano gli strumenti di CSI, ma si poteva studiare meglio la cosa per non lasciare lo spettatore basito.

Come se non bastasse, il principale accusatore di Leonardo, Stefano Giraldi (Freddie Highmore), dopo aver ottenuto la sua confessione firmata, dimostra di essere lui il vero genio della situazione perchè ha improvvisamente una brillante intuizione - non si sa bene come – e capisce tutto, correndo a casa dell’artista per trovare una lettera che lo scagionerebbe, accusando Sanseverino (Antonio De Matteo) del delitto. Una lettera che non trova ma poco importa: mentre Leonardo ha già il cappio al collo, lui arriva sventolando il foglio (bianco!) e con il suo bluff convince tutti senza difficoltà, provocando la sua immediata scarcerazione e riconducendolo (lui!) da Caterina.

Un racconto di quattro puntate così ricco, articolato e anche ben interpretato, meritava qualcosa di meglio, perchè anche nell’opera d’invenzione devono esserci congruenza e credibilità, chiarezza, soprattutto quando si ha intenzione di proseguire con una seconda stagione e la prima, pur chiudendo oltre il 20%, ha subito un progressivo calo di telespettatori, perdendo per strada quelli forse ormai troppo confusi.

Chissà se l’amministratore delegato Lux Vide Luca Bernabei non voglia aiutarli, e aiutarci, a capire meglio: ieri su RTL, a W l’Italia, si è lamentato di non aver potuto esercitare il proprio diritto di replica (sacrosanto) in merito alle critiche espresse da Repubblica sulla non veridicità della fiction in oggetto. Ebbene, se adesso volesse spiegare il senso di questo finale, chiarendo i punti rimasti oscuri, noi siamo a disposizione.

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