18
marzo

Carosello Carosone su Rai1 con le musiche di Stefano Bollani

Carosello Carosone

Carosello Carosone

Un grande artista da riscoprire ed omaggiare; un cast capitanato da attori giovanissimi, talentuosi e poco noti al pubblico televisivo; un regista che ha diretto diverse fiction corali, nelle quali è il gruppo a fare la differenza; un musicista che ha saputo avvicinare le sette note alla tv e ai telespettatori, mettendosi qui a servizio di un suo mito ed illustre collega. Sono questi gli elementi cardine di Carosello Carosone, biopic che questa sera porterà alle 21.25 su Rai 1 la storia di Renato Carosone, uno dei musicisti italiani più famosi al mondo, che è stato capace di lasciare il segno pur abbandonando le scene a neanche quarant’anni.

Protagonista principale del film tv è Eduardo Scarpetta, trisnipote dell’omonimo commediografo e Pasquale Peluso ne L’Amica Geniale, che veste i panni di Carosone; accanto a lui Vincenzo Nemolato, già visto in Gomorra, che impersona il batterista fantasista Gegè Di Giacomo, mentre Ludovica Martino, passata per i set di Tutto può Succedere, Don Matteo e Che Dio ci aiuti, sarà Lita Levidi, la ballerina che Carosone conobbe ad Asmara e che sposò. Completano il cast Nicolò Pasetti, Flavio Furno, Davide Lorino, Tony Laudadio, Andrea Di Maria, Leonardo Lidi, Alfonso Postiglione e Marianna Fontana.

A dirigerli per Groenlandia e Rai Fiction Lucio Pellegrini, mentre la sceneggiatura, tratto dal libro Carosonissimo di Federico Vacalebre, è stata scritta da Giordano Meacci e Francesca Serafini. Il musicista che firma la colonna sonora è Stefano Bollani, che ha debuttato proprio questa settimana nell’access prime time di Rai 3 con il suo nuovo programma Via dei Matti n° 0; nel racconto sono state usate le partiture originali di Carosone e per Bollani collaborare a questo film tv – nel quale interpreta anche Alberto Curci, maestro di Carosone al Conservatorio – è stato molto importante, perchè quello con l’artista napoletano è stato per lui “un incontro spirituale ed epistolare, una vera e propria folgorazione“, scattata quand’era ancora un bambino.

Gli scrissi una lettera che spedii insieme a una cassettina dove avevo registrato le sue canzoni suonate e cantate da me, piccolo pianista in erba. Era il 1983 e la sua risposta, del tutto inaspettata, mi ha aperto un mondo nuovo: “Qualsiasi cosa tu voglia fare nel campo della musica, studia il Blues che è alla base di tutto”. E così ho fatto e mi ci sono immerso [...] Con le musiche che ho creato per questo film, ho voluto rendere omaggio a quel suo mondo a me tanto caro, a quel fermento culturale della sua Napoli degli anni ‘50, con quei colori e quei profumi che, in qualche modo, mi porto addosso da sempre“.

Carosello Carosone: la trama

New York, 1958. Le luci si accendono sul palco del Carnegie Hall, dove il Sestetto è pronto a esibirsi. Un sogno che si avvera per Renato Carosone che arriva in America dopo una lunga tournée di grandissimo successo in giro per il mondo. Si parte da lì per ripercorrere a ritroso la vita e l’ascesa ai vertici delle classifiche internazionali di uno dei maggiori autori e interpreti della musica italiana.

Dopo essersi diplomato in pianoforte al Conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli, grazie all’aiuto e gli sforzi del padre Antonio, Renato parte per l’Africa Orientale Italiana, scritturato come pianista e direttore d’orchestra dalla compagnia di arte varia diretta da Aldo Russo. Ma i loro spettacoli non riscuotono molto successo e, mentre la compagnia si scioglie, Renato decide di restare in Africa. Con non poche difficoltà arriva ad Asmara, si esibisce nel night-club del teatro Odeon e lì conosce e si innamora di Lita (Italia Levidi), ballerina di spicco di origini veneziane. I due si sposano poco dopo formando una famiglia con il figlio di Lita, Pino, che Renato accoglie e ama come suo.

Tornato in Italia, finita la guerra, Renato viene chiamato a formare un trio per un nuovo locale a Napoli, lo Shaker Club. Con il chitarrista olandese Peter Van Wood e il batterista-fantasista napoletano Gegè Di Giacomo, che diventa presto suo inseparabile compagno, Renato forma il Trio Carosone che ottiene subito un clamoroso successo, riproponendo brani noti in vesti sonore inedite e conquistando il pubblico con esibizioni originali e carismatiche. E’ dall’incontro con il paroliere Nisa che nascono alcuni dei brani più famosi e di successo di Renato che scalano le vette delle classifiche italiane e internazionali come Tu vuò fà l’americano, Torero, Pigliate ’na pastiglia, Caravan Petrol, O’ sarracino.

L’onda del successo viene cavalcata con lunghe tournée e partecipazioni a programmi televisivi: Carosone e i suoi compagni sono i primi musicisti ad apparire in televisione a uno dei primi programmi della neonata tv, l’Orchestra delle quindici. Ma il desiderio di stare al fianco della sua famiglia e le riflessioni sulla sua stessa arte portano Renato, al culmine del successo, ad abbandonare le scene, lasciando un segno indelebile nella musica e nel cuore delle persone.



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