8
marzo

Il Commissario Montalbano ‘vittima’ del Metodo Catalanotti: nel nuovo film si innamora follemente di un’altra

Luca Zingaretti e Greta Scarano

Luca Zingaretti e Greta Scarano

Il Metodo Catalanotti è quello applicato da un uomo che aveva una morboso attaccamento al teatro e usava ogni mezzo possibile, anche il più duro e indelicato, per scuotere gli attori della sua compagnia e far venire fuori la loro passione. Andrea Camilleri fa lo stesso con Il Commissario Montalbano nel romanzo da cui è tratto l’omonimo film in onda questa sera alle 21.25 su Rai 1, mettendo in atto una trasformazione radicale, che metterà in crisi lui e i telespettatori.

Un salto nel vuoto, uno scollamento interno” lo ha definito il protagonista Luca Zingaretti, che ha anche preso in corsa le redini della regia dopo la scomparsa di Alberto Sironi. Il compianto autore, stando alle parole dell’attore, “opera un tradimento al suo personaggio, sovverte un po’ tutto, è come se facesse fare a cappuccetto Rosso una rapina in banca“. Ma cosa accade di così grave a Salvo? Semplice: si innamora follemente di un’altra donna Antonia Nicoletti, una collega interpretata da Greta Scarano, e per stare con lei si scopre disposto a rinunciare a tutto e tutti.

L’attrice sente il peso della responsabilità per questo ruolo così scomodo, che “sconvolge il mondo di Montalbano, sconvolge lui e i personaggi che fanno parte dell’universo di Camilleri“. E a subire quest’onda d’urto saranno proprio loro, i personaggi storici della fiction Palomar, che tornano in questo trentasettesimo film della serie: nel cast, accanto ai loro interpreti Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Sonia Bergamasco e Angelo Russo arrivano stavolta Antonia Truppo, Aglaia Mora, Marina Rocco e Carlo Cartier.

Lo spiazzante episodio – come lo definisce il promo - per il momento è l’ultimo atto della fiction più amata dagli italiani, ma il produttore Carlo Degli Esposti non esclude un ritorno sul set alla fine della pandemia, per dare un finale degno al viaggio televisivo del Commissario Montalbano.

Il Metodo Catalanotti: la trama

Carmelo Catalanotti è stato assassinato con una pugnalata al petto, ma quest’ammazzatina, fosse anche solo per la strana compostezza della salma e l’assenza di sangue, presenta subito qualcosa di strano. Presto Montalbano scopre che la vittima era uno strozzino, benché a suo modo “equo” o almeno non particolarmente esoso. Ma Catalanotti non era solo un usuraio, era anzitutto un fervente e originale artista di teatro, anima e fondatore della Trinacriarte, attivissima compagnia di teatro amatoriale di Vigàta. La Trinacriarte non è una semplice filodrammatica, buona parte dei suoi soci sono letteralmente posseduti, quando non addirittura invasati dalla passione per il teatro. Carmelo Catalanotti era il guru di questo gruppo, un guru che sapeva essere geniale, ma anche crudele e sadico. Tanto che Montalbano si rende conto che proprio nella sua concezione dell’arte tragica e del suo personalissimo e inquietante Metodo è la soluzione del mistero della sua morte. A complicare questo già non facile caso ci si metterà l’incorreggibile Mimì Augello che, nel tentativo di sfuggire al marito cornuto della sua ennesima amante, si imbatterà in un cadavere che sorprendentemente non riuscirà più a ritrovare. Ma, più di tutto, ad impegnare Salvo Montalbano sarà l’incontro con Antonia Nicoletti, una nuova collega della scientifica dalla quale resterà folgorato.



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