4
marzo

Sanremo 2021, dai numeri non si scappa: Rai Pubblicità ha stimato il 55%

rai pubblicità sanremo

Rai Pubblicità, Sanremo

Dai numeri non si scappa. Imbellettare il dato e cercare di evidenziare gli aspetti positivi, a scapito di quelli negativi, è legittimo ma fino a un certo punto. Soprattutto se si parla di Festival di Sanremo. La verità è che nessuno si attendeva questi risultati (qui i dati della seconda serata) e se è vero che la situazione non è immediatamente sovrapponibile a quella degli altri anni, è altrettanto vero che la rilevanza del calo non può essere ricondotta soltanto alle difficoltà produttive. Anche perchè il coprifuoco delle 22 avrebbe potuto favorire la kermesse. E questo è quello che, evidentemente, pensavano anche a Rai Pubblicità.Se la parola d’ordine in conferenza stampa è “imparagonabile”, la concessionaria pubblicitaria i confronti li aveva fatti. E, sulla base del Festival di grande successo dello scorso anno, stimava ascolti addirittura al rialzo. Ci si attendeva un incremento di audience del 2% per un totale complessivo di 10 milioni di spettatori e il 55% di share. Non è un’interpretazione ma un fatto. Ed è quanto meno curioso che ora Amadeus dica di “temere ascolti più penalizzanti”.

E, a proposito di interpretazioni, su quelle del direttore Stefano Coletta ci sarebbe qualcosa da dire. Ieri ha attribuito il calo all’abbassamento della platea prendendo come riferimento la platea di febbraio 2020 e non quella della prima serata del Festival 70. Che poi, a rigor di logica, l’abbassamento della platea avrebbe dovuto aiutare lo share e un evento come Sanremo di norma ha la forza di convogliare il Paese davanti alla tv. Oggi, invece, Coletta lega il calo di  di 4 punti circa, tra una serata e l’altra, alla presenza delle partite (peraltro nota a Rai Pubblicità). Sostiene che l’aumento di Sky corrisponda esattamente al decremento del Festival. Peccato che anche il giorno precedente ci fosse il calcio (giocava la Juve!) e che il totale Sky sia leggermente calato; la differenza l’ha fatta Dazn che però ha raccolto l’1.16%. Se, invece, il confronto è con lo scorso anno, Sanremo ha perso ben 11 punti.

La ciliegina sulla torta sono i risultati su Raiplay, non vengono mai comunicati i dati ma soltanto le percentuali di crescita per dare l’illusione di chissà quali numeri. Il che può dire tutto o niente.

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4 Commenti dei lettori »

1. andrea ha scritto:

4 marzo 2021 alle 15:25

dati alla mano, non si scappa: articolo preciso che fotografa perfettamente il netto calo.
Inutile rifarsi alla “platea diversa”. Diversa si, e più ampia visto il coprifuoco di tutta Italia, fatta eccezione per la Sardegna.



2. Sanremese ha scritto:

4 marzo 2021 alle 15:51

Ottimo articolo, descrive in maniera puntuale la situazione. Era Coletta stesso a prevedere ascolti analoghi o superiori all’anno scorso, a prescindere dalla pandemia. Inutile che ora la usi come scusa per il crollo. Sarebbe il caso di licenziarlo in tronco, anche se è in quota PD…

Tra l’altro ieri sera hanno perso ascolti anche tra i giovani. Senza contare che la strategia di “puntare sul pubblico giovane” con musica rap e ospiti tamarri si basa sull’assunto – SBAGLIATO – che i giovani medesimi continueranno ad ascoltare la stessa musica anche in futuro. Non è così, i gusti cambiano crescendo: io da ragazzino ascoltavo rock e metal, oggi preferisco musica più leggera e il “bel canto” italiano. Se Sanremo avesse la stessa musica che a me piaceva da ragazzino, oggi non lo guarderei più!



3. ILMAPA ha scritto:

4 marzo 2021 alle 18:56

BUONGIORNO A TUTTI GLI AMICI DI QUESTO BLOG.

Non conosco bene le dinamiche pubblicitarie in maniera di ascolti ma vorrei sapere se l’ascolto inferiore, rispetto alle stime di vendita di pubblicità, comporteranno una penalizzazione economica per chi credeva alle percentuali alte di ascolto, rispetto alla realtà che risulta inferiore e perciò penalizzante per chi ha pagato.

Grazie per chi vorrà darmi questo chiarimento e tanti saluti a tutti.



4. lele ha scritto:

5 marzo 2021 alle 12:00

Una valutazione azzardata da parte di Rai Pubblicità, forse tarata su scenari favorevoli al festival (spettacolo per intero con pubblico, ospiti, programmi di contorno ecc…) che non si sono concretizzati.



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