23
dicembre

Mental: Rai Play va ‘oltre la soglia’

Mental - Cosimo Longo, Greta Esposito, Romano Reggiani e Federica Pagliaroli

Mental - Cosimo Longo, Greta Esposito, Romano Reggiani e Federica Pagliaroli

Poco più di un anno fa Canale 5 propose ai telespettatori Oltre la Soglia, una fiction difficile che non ebbe successo, nonostante fosse valida e ben interpretata: il tema trattato, ovvero i problemi psichiatrici durante l’adolescenza, era ostico e respingente, per nulla adatto a quel contesto televisivo e forse eccessivamente romanzato. A riaprire quel capitolo e toccare nuovamente un argomento così delicato ci prova adesso Rai Play, con la co-produzione Rai Fiction e Stand by me Mental, interamente disponibile in streaming sulla piattaforma.

Se in Oltre la Soglia c’era il personaggio di Gabriella Pession che fungeva da medico e paziente, con i suoi problemi mentali irrisolti, qui ad emergere sono solo i ragazzi. I quattro interpreti principali – Greta Esposito (la schizofrenica Nico), Romano Reggiani (il bordeline e tossicomane Michele), Cosimo Longo (Daniel, bipolare e logorroico) e Federica Pagliaroli (l’anoressica Emma) – offrono un’interpretazione intensa e credibile, capace in alcuni momenti di spaventare e in altri, quando l’amicizia tra i loro personaggi diventa concreta, anche di commuovere.

I pensieri di questi giovani ed indifesi pazienti rimbombano ossessivi nelle orecchie degli spettatori, nei loro scambi si inseriscono immagini di repertorio a volte raccapriccianti e fastidiose, il linguaggio è esplicito ma, proprio come la malattia mentale, la serie concede qualche pausa. E nell’insieme fa riflettere, rattrista ed emoziona.

Che un tema così scomodo, del quale fino a qualche anno fa neanche si parlava tanto, diventi sempre più alla portata di tutti, è un grande passo in avanti. La fruizione in streaming si rivela tuttavia indovinata rispetto alla messa in onda in prime time su un canale generalista, perchè la serie non è per tutti, ma solo per chi è disposto ad immergersi in un racconto che sembra a tratti documentaristico, a tratti surreale. Surreale perchè, chi non ha mai sofferto di disturbi mentali, fatica anche solo a crederli reali.

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