24
novembre

Matrimonio a quattordicesima svista

Fabrizio Quattrini, Nada Loffredi e Mario Abis

Fabrizio Quattrini, Nada Loffredi e Mario Abis

Il totale fallimento della quinta edizione di Matrimonio a Vista, che per l’ennesima volta ha visto tutte le coppie scoppiare, apre la strada per una riflessione generale sul programma di Real Time, che per le prime tre edizioni è stato appannaggio di Sky Uno. Se come offerta di intrattenimento si rivela perfetto, data la capacità di appassionare il pubblico e di offrire un reality vero in un contesto televisivo in cui il genere sembra sempre più costruito a tavolino, più che un esperimento sociale è ormai diventato una vera e propria pagliacciata.

Dopo cinque stagioni e quindici coppie formate dagli esperti Nada Loffredi, Mario Abis, Gerry Grassi (che ha lasciato dopo la terza) e Fabrizio Quattrini, solo una si è rivelata indovinata e resiste ancora oggi, quella composta nel 2017 da Francesca e Stefano. Le altre unioni sono tutte naufragate, alcune al momento della scelta ed altre qualche tempo dopo, e non bisogna essere sociologi, sessuologi o terapisti per rendersi conto che alcune scelte fatte dagli esperti fossero infelici in partenza, più utili a costruire uno show che a testare il valore di compatibilità statistiche e studi fatti sui partecipanti.

Che ad esempio una persona come Sitara Rapisarda, con un carattere così individualista ed aggressivo, sia stata scelta per una prova delicata come questa, è un qualcosa di inspiegabile e nonsense. La Loffredi, quando si è ritrovata al cospetto della ragazza – che dopo la fine del suo matrimonio ha iniziato una relazione con un altro “sposo” di questa edizione – non ha potuto nascondere il fastidio provocato dai suoi atteggiamenti indisponenti, ponendosi in aperto conflitto con lei e perdendo quella calma e compostezza che dal 2016 ne aveva fatto un faro per partecipanti e pubblico.

In generale, selezionare soggetti immaturi, che non sono pronti non soltanto a sposarsi, ma neanche a convivere per due giorni di fila, è risibile; portare all’altare una donna dai canoni fisici totalmente in contrasto con i gusti espressi dal suo sposo, è una forzatura inutile, che crea solo mortificazione e lascia ben poche chance a quell’unione; allo stesso tempo, mettere insieme due persone che provengono da aree geografiche lontane è un forte deterrente, perchè i problemi logistici legati soprattutto al lavoro possono scoraggiare anche i più motivati.

Che l’amore fosse la più grande incognita della vita si sapeva, e il programma in cinque anni non è stato capace di convincerci del contrario. Dunque, per il futuro, se di esperimento sociale si vuole continuare per forza a parlare, che sia fatto con maggiore concretezza, altrimenti la credibilità persa non la si potrà più recuperare.

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