26
novembre

La vera storia di Rita Levi Montalcini

Rita Levi Montalcini

Rita Levi Montalcini

Elena Sofia Ricci sarà la protagonista di Rita Levi Montalcini, film tv diretto da Alberto Negrin e coprodotto da Rai Fiction e Cosmo Productions che – in onda questa sera alle 21.35 su Rai1 - renderà omaggio alla grande scienziata torinese. Il racconto prenderà il via dal 1986, anno in cui la Montalcini ricevette il Premio Nobel per la medicina, il più alto tra i tanti riconoscimenti che hanno coronato la sua lunga vita, interamente dedicata alla scienza e alla ricerca.   

La vera storia di Rita Levi Montalcini

Rita Levi Montalcini nacque a Torino il 22 aprile 1909 in una famiglia ebrea sefardita. Figlia di Adamo Levi, un ingegnere elettrotecnico e matematico, e di Adele Montalcini, una pittrice, aveva una sorella gemella di nome Paola, morta a 91 anni nel 2000, un fratello di nome Gino, venuto a mancare a 72 anni nel 1974, ed un’altra sorella, Anna, morta nel 2000 a 105 anni. Nel 1930, nonostante il parere inizialmente contrario del padre, si iscrisse alla facoltà di medicina dell’Università di Torino. Una scelta in parte influenzata dalla morte per cancro della sua amata governante Giovanna Bruatto. Sin dai primi anni dell’università si dedica allo studio del sistema nervoso. Ebbe come compagni universitari due futuri premi Nobel, Salvador Luria e Renato Dulbecco.

Nel 1938 la proclamazione delle leggi razziali non le permise di continuare i propri studi all’università. Questo non le impedì però di proseguire i propri studi sui meccanismi della differenziazione del sistema nervoso prima in Belgio e poi di nuovo a Torino nel 1940, in un piccolo laboratorio privato. Durante l’occupazione tedesca, lei e la sua famiglia trascorsero inoltre un periodo a Firenze per nascondersi dai nazisti, ma rimanendo in costante contatto con i dirigenti del Partito d’Azione.

Su invito del Prof. Viktor Hamburger nel 1947 si trasferì negli Stati Uniti alla Washington University di St Louis nel Missouri, per continuare le ricerche iniziate a Torino e per insegnare neurobiologia. Nel 1952 si recò in Brasile per continuare i propri esperimenti di cultura in vitro, presso l’Istituto di Biofisica dell’Università di Rio de Janeiro, ospite del direttore Prof. Carlo Chagas. Gli esperimenti effettuati in Brasile nel dicembre 1952 portarono all’identificazione del fattore di crescita delle cellule nervose (Nerve Growth Factor, acronimo NGF). In seguito al suo ritorno a St. Louis nell’inverno 1953, venne affiancata nella ricerca dal giovane biochimico Stanley Cohen. Insieme, usando il sistema in vitro ideato da Rita Levi Montalcini, effettuarono la prima caratterizzazione biochimica del fattore di crescita. Questo lavoro fu premiato con il premio Nobel per la Medicina nel 1986.

Nel 1969 si stabilì definitivamente in Italia per assumere la direzione dell’Istituto di Biologia Cellulare del CNR a Roma. Dal 1983 al 1998 fu la direttrice dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, negli stessi anni ricoprì numerosi ruoli nelle più prestigiose accademie scientifiche, come l’Accademia Nazionale dei Lincei, l’Accademia Pontificia, l’Accademia delle Scienze, la The National Academy of Sciences negli USA e la Royal Society. Nel 1992 istituì in memoria de padre la Rita Levi-Montalcini Onlus, fondazione di cui fu Presidente e che ancora oggi finanzia borse di studio a sostegno dell’istruzione di donne africane. Nel 2001 venne nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica. Nel 2002 fondò l’EBRI (European Brain Research Institute) di cui è stata Presidente fino alla sua scomparsa, avvenuta il 30 dicembre 2012, all’età di 103 anni.

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