28
settembre

Mezz’ora in più: una lungaggine Annunziata

Mezzo'ora in più - Antonio Di Bella, Romano Prodi, Lucia Annunziata

Lucia Annunziata vuò fa’ l’americana (e ci riesce), ma senza dimenticare le più modeste vicende italiche. Per dare respiro al proprio programma domenicale, la giornalista si è attaccata al Trump e all’accesa sfida elettorale di quest’ultimo con Joe Biden. Ma si sa: la cronaca internazionale, da sola, non basta ad accontentare il pubblico nostrano e infatti la nuova edizione di Mezz’ora in più si è aperta con un’intervista a Matteo Salvini, politico visibilmente indigesto alla conduttrice ma in grado di catalizzare l’attenzione.

Il confronto tra i due è stato vivace ma anche rispettoso. Intenzionata a rendere serrato il contraddittorio, la Annunziata ha più volte incalzato il leader leghista, ricevendo però le sue lamentele per le ripetute interruzioni. Un giochetto tutto sommato prevedibile, non dissimile da quanto accade abitualmente in altri talk show. A incuriosirci infatti, non è stata tanto la parte dedicata all’attualità italiana quanto il nuovo e successivo segmento riservato agli esteri. Cosa assai rara nei palinsesti di casa nostra.

Quest’anno, infatti, a Mezz’ora in più è stato introdotto un inedito e lungo blocco incentrato sui fatti internazionali e condotto in tandem da Lucia Annunziata con , ex direttore di Rainews24 e attuale corrispondente dagli States. Al debutto, la nuova sezione non poteva che soffermarsi sulla campagna elettorale per le Presidenziali negli Stati Uniti: la sfida tra Donald Trump e Joe Biden è stata raccontata in maniera abbastanza dettagliata, con un servizio sull’elettorato a stelle e strisce (descritto attraverso la storia di una famiglia italoamericana) ed un interessante sondaggio sul peso degli evangelici e dei cattolici bianchi nel voto repubblicano.

Alla vigilia del primo duello tv tra i due candidati presidenziali, le voci intervenute in trasmissione hanno però lasciato trasparire una certa preoccupazione per l’eventuale riconferma di Trump. Lo ha fatto – praticamente senza contraddittorio – Romano Prodi, che per storia e sensibilità politica non si può certo ascrivere tra gli opinionisti più imparziali in materia. La par condicio televisiva, tuttavia, non riguarda le elezioni estere e dunque non discuteremo le scelte editoriali della trasmissione, pur auspicando che – in vista dell’importante appuntamento americano – venga fornita un’informazione polifonica il più possibile.

Piuttosto esprimiamo perplessità sulla durata della trasmissione, allungatasi dai 30 minuti originari alle attuali due ore. Un lasso di tempo eccessivo, considerando che la collocazione non depone a favore di una tale lungaggine. Nella fascia postprandiale della domenica, a nostro avviso, anche il pubblico più famelico di notizie avrebbe diritto ad un format più agile. Il nuovo Mezz’ora in più, in questo senso, risulta non solo sproporzionato ma anche sprecato. E l’impressione è che anche la stessa Lucia Annunziata, sotto sotto, ne sia un po’ consapevole.

Ringrazio il professor Prodi che è stato carinissimo per essersi sorbito tutta questa lunghissima trasmissione

ha affermato la conduttrice a chiusura del primo appuntamento. Riconosciuto l’impegno all’esimio professore, ora qualcuno pensi al medesimo e respingente sforzo d’attenzione chiesto agli spettatori. Prodi davvero, questi ultimi.



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1 Commento dei lettori »

1. maurizio ha scritto:

28 settembre 2020 alle 16:43

Un articolo scritto davvero bene, un piacere leggerlo.



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