24
agosto

Presa Diretta: Riccardo Iacona riparte dal terremoto che nel 2016 sconvolse il centro Italia

Riccardo Iacona

Riccardo Iacona

La stagione 2020/2021 di Rai3 prende ufficialmente il via questa sera con la prima puntata del nuovo ciclo di Presa Diretta, il programma di inchieste curato e condotto da Riccardo Iacona. Giunto alla sua 23^ edizione, con ben 167 puntate all’attivo, Presa Diretta si è confermato negli anni uno degli appuntamenti di punta della terza rete, affiancandosi con le sue inchieste ad un altro appuntamento storico di Rai3 come Report. La trasmissione, che lo scorso 25 marzo salutò il pubblico con una puntata dedicata in piena emergenza al Coronavirus, riparte con un’inchiesta incentrata su quanto è stato fatto, o meglio, quanto non è stato fatto, in seguito al drammatico terremoto che esattamente 4 anni fa colpì il centro Italia.

Erano le 3:36 del 24 agosto 2016 quando una scossa di terremoto tra i comuni di Accumoli e Arquata del Tronto sconvolse il centro Italia, provocando 299 vittime. Nel quarto anniversario di quel drammatico terremoto Presa Diretta realizza un viaggio all’interno del cratere del sisma per raccontare e cercare di capire perché a distanza di anni la ricostruzione non è mai decollata. I soldi c’erano, eppure le zone terremotate di Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio sembrano dimenticate e abbandonate al loro destino. In studio, ospiti di Riccardo Iacona, Carlo Cottarelli, economista e direttore dell’Osservatorio per i Conti Pubblici Italiani; Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico; Nicola Alemanno, sindaco di Norcia; Cesare Spuri, direttore dell’Ufficio Speciale Ricostruzione per la Regione Marche. A 4 anni dalla prima scossa un pezzo dell’Italia centrale è ancora in ginocchio e rischia di spopolarsi definitivamente. Le macerie non ancora rimosse del tutto, i cantieri privati e quelli pubblici che non riescono a partire, le imprese che non ce la fanno più, la popolazione sparsa tra hotel, casette e container.

I sindaci che denunciano: c’è troppa burocrazia. Ma c’è anche la svolta positiva delle iniziative messe in campo dal nuovo Commissario Straordinario alla Ricostruzione e le novità contenute nel decreto Semplificazione e in quello di Ferragosto che potranno accelerare una ricostruzione mai partita. E ancora, le mappe di pericolosità sismica, quelle che ci dicono quali aree del Paese sono più o meno a rischio, sono affidabili? Oggi l’Italia colpita dal sisma aspetta di capire se le misure previste dal Decreto Semplificazioni riusciranno a sbloccare finalmente i cantieri. Il programma è andato inoltre a Genova durante la ricostruzione del ponte Morandi, per capire se rappresenta un modello esportabile per le opere pubbliche. Ma se l’Italia non è riuscita a spendere i soldi stanziati per il sisma in 4 anni, ce la farà ad affrontare la prova di una ricostruzione ancora più impegnativa come quella dell’economia nazionale devastata dalla pandemia?

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