17
agosto

«Non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello!»: storia e curiosità del celebre spot dei Pennelli Cinghiale

Enzo De Toma nello spot del Pennello Cinghiale

Enzo De Toma nello spot del Pennello Cinghiale

Tempo d’estate, tempo diPennello Cinghiale. Neppure l’emergenza Covid-19, che tante abitudini ha fatto cambiare agli italiani, è riuscita a fermare il tradizionale appuntamento estivo con il celebre spot. Armato di “grande pennello” l’imbianchino più famoso della tv è riapparso in questi giorni – in esclusiva sulle reti Mediaset – in sella alla sua bicicletta. Un appuntamento che si ripete sin dal lontano 1982, e che rappresenta un vero e proprio unicum nella storia della pubblicità italiana. Nessun altro spot è, infatti, andato in onda (seppure con qualche anno di interruzione) per così tanto tempo in maniera immutata, superando le mode e gli inevitabili cambiamenti di costume avvenuti in quasi quarant’anni.

Per quei pochi telespettatori che non hanno avuto mai modo di vedere lo spot, tutto si svolge in pochi secondi in mezzo al traffico milanese. Un imbianchino in bicicletta, impegnato a pedalare con un enorme pennello legato alla schiena, viene fermato da un vigile che gli chiede spiegazioni sullo strano carico. L’imbianchino risponde: “Devo dipingere una parete grande, ci vuole il pennello grande!”.  Il vigile replica prontamente “Non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello!”, facendo riferimento ai prodotti Cinghiale. Una formula di marketing semplice e diretta, ma allo stesso tempo ironica e decisamente efficace che, giocando sull’anteposizione dell’aggettivo rispetto al sostantivo, pone l’accento sulla qualità del prodotto. Uno spot decisamente fortunato, del quale vale la pena scoprire qualche curiosità.

Lo spot venne ideato da Ignazio Colnaghi, attore, doppiatore e direttore creativo, artefice di campagne pubblicitarie di successo come quella dei salumi Negroni (Le stelle sono tante, milioni di milioni, la stella di Negroni…) e del Galletto Vallespluga. A vestire i panni dell’imbianchino l’attore Enzo De Toma, caratterista attivo nel cinema degli anni ‘70 e ‘80  (tra i suoi film Il ragazzo di campagna e Il bisbetico domato), scomparso a 82 anni nel 2003. Ignota invece l’identità dell’attore che recitava il ruolo del vigile, scelto all’epoca tra diverse comparse e doppiato da Carlo Bonomi, storica voce di numerosi “caroselli”. Nelle primissime versioni, della durata di 30 secondi, dopo una piccola digressione aziendale, lo spot terminava con entrambi i protagonisti che pronunciano all’unisono lo slogan “Presto e bene, sempre avviene, con Pennelli Cinghiale!”. Successivamente la seconda parte venne eliminata, riducendo lo spot ad una durata di 15 secondi.

Non tutti sanno che nei primi anni ‘90 l’azienda Cinghiale realizzò altri due spot con protagonisti l’imbianchino e il vigile, questa volta con delle ambientazioni casalinghe, ma con un finale pressoché identico. I nuovi spot, uno dei quali con il vigile in borghese impegnato a dipingere, non riscossero lo stesso successo e vennero ben presto sostituiti dal precedente, divenuto nel frattempo un vero cult. Trasmesso quasi sempre in estate, poiché giudicato dall’azienda il periodo più adatto da destinare alle attività di pittura e manutenzione domestica, lo spot è stato negli anni oggetto di numerose parodie e sketch comici, ed è persino finito all’interno del film Non ci resta che il crimine di Massimiliano Bruno, con Alessandro Gassman e  Gianmarco Tognazzi. L’enorme pennello trasportato da De Toma viene ancora oggi esposto in tutte le manifestazioni a cui l’azienda Cinghiale partecipa.

Un spot di successo, del quale andava orgoglioso il Commendatore Alfredo Boldrini, fondatore nel 1945 a Cicognara – in provincia di Mantova – della ditta Cinghiale, che da subito aveva intuito l’importanza della pubblicità per l’espansione della sua azienda. In un’intervista rilasciata nel 2017 al Corriere della Sera, la nipote Eleonora Calavalle ricorda con un aneddoto la grande emozione del nonno la sera del 24 settembre 1975, quando, sugli schermi del Secondo Canale Rai, venne trasmesso il primo “carosello” dei pennelli Cinghiale, più istituzionale e fedele nella forma e nel linguaggio alle mode dell’epoca.

“Il nonno era a Roma la sera in cui davano per la prima volta in tv La Dolce Vita di Fellini. L’attesa era fortissima, ma lui era agitato soltanto perché la sera stessa avrebbe debuttato in tv anche lo spot Cinghiale”.
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1 Commento dei lettori »

1. Alex ha scritto:

17 agosto 2020 alle 14:34

Diciamo pure che dietro c’è pure un bel doppiosenso (malcelato) come per certe canzoni come gelato al cioccolato.



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