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luglio

Stefano Coletta: «Tutto vorrei tranne che leggere Gay1. Giudicherei i conduttori per la professionalità».

Diaco

Pierluigi Diaco, conduttore di Rai1

“Tutto vorrei tranne che leggere ‘Gay1’, ‘Rai1 gay’. Basta piccolezze, bassezze. Di fronte alle persone non mi chiedo mai con chi vanno a letto” - è solo un piccolo estratto di una risposta data dal direttore di Rai 1, Stefano Coletta, all’incontro con la stampa per la presentazione (anche se sono già andate in onda due puntate) di Sette Storie di Monica Maggioni.

“Questa storia della ‘gayzzazione’ di Rai1, in riferimento a tutte le persone chiamate dal precedente direttore, Teresa De Santis, mi sembra che possa indurre una riflessione: che cacchio ce ne frega. Tutti i conduttori cui si fa riferimento in tutti gli articoli, anche in maniera un po’ gratuita, tutti i nomi indicati in maniera dispregiativa per la loro inclinazione sessuale, che io peraltro non conosco, sono stati scelti dal precedente direttore di Rai 1“.

Come riportato da ADN, Coletta risponde, dunque, allo sgradevole chiacchiericcio venutosi a creare nei giorni scorsi sulla presenza di conduttori omosessuali sull’ammiraglia Rai. Il tutto sembrerebbe partito da un post di (nemmeno a dirlo) Mario Adinolfi, cui sono seguite delle uscite infelici sui social di Alberto Salerno (prontamente ripreso dalla moglie Mara Maionchi) e le insistenti domande su una presunta “gayzzazione” della rete fatte da una giornalista de Il Messaggero a Fabio Canino.

Il direttore ribatte anche alle malelingue colpevoli di averlo additato come simpatizzante di conduttori appartenenti alla comunità LGBTQI per motivi personali:

“Chi vuole usare questi nomi per fare riferimento alla mia vita privata sbaglia, non parlo mai della vita delle persone, sono un uomo molto libero e non mi interessano le chiacchiere su questi temi. È deprimente quello che si legge” – e poi ancora – “Mio padre, a 80 anni, mi chiedeva se i personaggi televisivi fossero sposati o meno, era nato nel 1920. Nel 2020, dopo cento anni io mi occuperei del livello culturale delle persone, giudicherei i conduttori per la loro professionalità“.

Parole condivisibili quelle di Coletta. Difatti più che badare all’orientamento sessuale, bisognerebbe preoccuparsi delle competenze e del gradimento da parte del pubblico dei conduttori. Sotto questo aspetto, le polemiche e le proteste potrebbero essere ben più calzanti.

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2 Commenti dei lettori »

1. PeppaPig ha scritto:

10 luglio 2020 alle 21:36

In tempi non sospetti, ovvero prima che uscisse il post di Adinolfi, e prima che nascesse questa polemica, avevo scritto proprio qua sopra che i conduttori etero su RaiUno sono in via di estinzione.
Caro Direttore Coletta, neanche a me interessa minimimamente l’orientamento sessuale di chi vedo in tv o da qualsiasi altra parte, e nessuno al mondo sarebbe più felice di me se vivessimo in un mondo dove le persone, a qualsiasi livello e per qualsiasi ruolo, vengono scelte per i loro meriti e niente altro, a prescindere da colori e orientamenti.
Ma il punto è proprio questo, e cioè la meritocrazia, e chi fa finta di non capirlo mente sapendo di mentire. Difficile credere che sia un caso se questa ondata di conduttori con precisi orientamenti sessuali e politici arriva nello stesso momento in cui al governo ci sono persone con i medesimi orientamenti.
Se al governo ci fosse una persona bionda con gli occhi azzurri che piano piano (ma nemmeno troppo) epurasse da RaiUno tutti coloro che non sono biondi con gli occhi azzurri, ci sembrerebbe normale? E ci sembrerebbe normale che il direttore di RaiUno commentasse: “a me non importa niente del colore degli occhi e dei capelli e non giudico le persone per quello”? E’ davvero troppo comodo nascondersi dietro il paravento del politically correct e del rispetto per gli omosessuali per giustificare qualcosa che così pacifico non è. Favorire persone che per qualsivoglia motivo sono gradite al potere non può avere nulla di etico e di politicamente corretto, mai.



2. CISCA ha scritto:

12 luglio 2020 alle 11:30

Si sapeve da mesiiiiiiiiiiiii del SUO COMING OUT,
A me lui è mai piaciutto nè prima nè adesso



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