23
marzo

La Concessione del Telefono – C’era una volta Vigata: su Rai1 una nuova storia in costume targata Andrea Camilleri

La Concessione del Telefono - Alessio Vassallo

La Concessione del Telefono - Alessio Vassallo

Andrea Camilleri non ha lasciato solo Montalbano al pubblico di Rai 1, ma anche la serie C’era una volta Vigata, che racconta com’era un tempo il paese dell’amato commissario, e quali strane storie vi accaddero. Un racconto di fantasia che giunge oggi al suo terzo capitolo: questa sera alle 21.25 andrà in onda La Concessione del Telefono, film tv diretto da Roan Johnson per Palomar e Rai Fiction e tratto dall’omonimo romanzo, pubblicato dall’autore siciliano nel 1998.

La Concessione del telefono: il cast

Si tratta di una storia ironica e dissacrante, una commedia degli equivoci che critica la società di un tempo e ne sottolinea tutte le sue debolezze. L’interprete principale è stato scelto proprio dall’universo Montalbano: trattasi, infatti, di Alessio Vassallo, che ne Il Giovane Montalbano interpretava Mimì Augello prima maniera e che era già nel cast del secondo film di questa serie in costume, La Stagione della Caccia.

Sarà lui a prestare il volto al protagonista della storia, Pippo, attorniato da un cast di tutto rispetto, nel quale spiccano Thomas Trabacchi (il Questore Monterchi), Corrado Fortuna (Sasà La Ferlita), Corrado Guzzanti (Prefetto Marascianno), Fabrizio Bentivoglio (Don Lollò Longhitano), Ninni Bruschetta (Padre Macaluso), Federica De Cola (Taninè) e Dajana Roncione (Lillina).

La Concessione del Telefono: la trama

Pippo Genuardi, nato a Vigata il 3 settembre 1856, è un commerciante di legnami, ma il suo vero talento è quello di cacciarsi nei guai. Spiantato, ironico, amante delle donne e della tecnologia, sembrerebbe aver messo la testa a posto sposando Taninè Schilirò, figlia dell’uomo più ricco di Vigàta. Peccato che sia un uomo che non si accontenta mai, e così, spedendo tre lettere al Prefetto Marascianno, un napoletano paranoico e complottista, mette in moto un meccanismo che lo porterà a trovarsi sotto due fuochi incrociati: lo Stato, che pensa di avere a che fare con un pericoloso sovversivo, e l’uomo “di rispetto” Don Lollò, che inizia a credere che il Genuardi lo stia prendendo per fesso.

Per salvarsi Pippo sarà disposto a tutto: cercare l’appoggio di suo suocero, ma anche della mafia; corrompere funzionari pubblici e tradire il suo vecchio amico Sasà. Il tutto sotto gli occhi del Questore Monterchi, venuto dal Nord, che osserverà sgomento e impotente il concatenarsi folle degli eventi.



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