5
febbraio

L’Altro Festival: un programma scomodo (da vedere)

L'Altro Festival

è un Dopofestival in esilio. Un terzo tempo sospeso nella rete. Al di là dei proclami che lo hanno anticipato, l’appuntamento notturno condotto da non differisce dal suo antesignano televisivo, se non per il fatto di andare in onda unicamente su RaiPlay. Una scelta discutibile e poco inclusiva, quest’ultima, sebbene motivata dalle migliori intenzioni.

Se infatti la volontà di estendere l’evento sanremese alle nuove modalità di fruizione è apprezzabile, non è altrettanto lungimirante la scelta per lo spettatore che magari non ha (ancora) grossa dimestichezza con le tecnologie digitali o le trova poco pratiche. In particolare, immaginiamo il disagio di chi – nel cuore della notte – è costretto a dover cambiare dispositivo per seguire L’Altro Festival. L’operazione, peraltro, contraddice un po’ il valore della crossmedialità, che dovrebbe integrare i nuovi media a quelli già consolidati.

Quello condotto da Nicola Savino dopo lo show all’Ariston è un programma scomodo. Sì, da raggiungersi. Quanto ai contenuti, invece, l’appuntamento si lascia seguire ed è scorrevole. Tra esibizioni live e commenti a caldo, lo spazio notturno rispetta i sacri crismi del format ‘Dopofestival’, rispetto al quale – peraltro – non si ravvisano innovazioni dovute al passaggio in digitale. Le premesse, però, erano state di tutt’altro avviso e si parlava di “cosa rivoluzionaria“. Appunto: cosa?

L’atmosfera della trasmissione è comunque leggera (come giusto che sia) e la speranza è che qualche polemica riesca ad infiammare l’atmosfera. Ieri ne abbiamo avuto un promettente assaggio.

Noi siamo italiani, non italioti. Io mi dissocio tantissimo da quello che è il genere del Festival di Sanremo

ha affermato nella notte Morgan, commentando la propria ultima posizione nella classifica provvisoria della prima serata. Da integrare (e inquadrare) meglio la presenza di Myss Keta. Nel primo appuntamento, gli interventi della performer milanese hanno dato l’impressione di aggiungere poco o nulla allo show. “Non sento abbastanza applausi, ma vado avanti lo stesso” ha lamentato l’artista mascherata durante lo spazio dedicato ai suoi commenti sui look dei cantanti.

Nel complesso, però, il programma non stona affatto. A maggior ragione, peccato per la sua esclusione dal piccolo schermo.

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