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dicembre

Geo, un successo lungo 35 anni

Geo

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Ben 2 milioni di spettatori, e il 15% di share, è questo l’ascolto record realizzato lo scorso 27 novembre da Geo, il contenitore “a tutta natura” del pomeriggio di Rai3 condotto da Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi. Un successo che premia l’ottimo e costante lavoro di tutta la squadra del programma, e che sta creando non pochi problemi ai competitor delle altre reti come La Vita in Diretta di Rai1 e Pomeriggio Cinque di Canale5, sempre più insidiati sul fronte Auditel dalla storica trasmissione di Rai3. Gli ottimi consensi ottenuti da Geo assumono ancor più valore se si pensa che il programma, in onda sin dal lontano 1984, è il più longevo appuntamento della terza rete Rai dopo il Tg3 e il TgR. Una storia lunga 35 anni, che ha visto Geo cambiare spesso forma, struttura, collocazione in palinsesto e conduttori, ma mantenere intatto l’amore per la divulgazione chiara e sobria. Un programma privo di artefatte spettacolarizzazioni, in cui a fare spettacolo è sempre solo la natura e tutto ciò che la circonda.

Geo – Il debutto con Folco Quilici

Il programma debutta sugli schermi di Rai3 sabato 28 gennaio 1984 alle 19.35 con il titolo Geo – L’avventura e la scoperta. L’idea di un contenitore settimanale della durata di circa 40 minuti, nel quale proporre uno o più documentari seguiti da approfondimenti in studio e interviste a viaggiatori professionisti, è di Folco Quilici, regista, scrittore, documentarista e fotografo, attivo in Rai sin dalla fine degli anni ‘50. In questa nuova avventura Quilici veste i panni di autore e conduttore televisivo, affiancato in studio da Mita Medici. Nella prima puntata si parla di dinosauri e dei loro “discendenti”, i varani. Intervistato dal Tv RadioCorriere per il lancio del programma, Quilici spiega così la scelta del titolo Geo:

“Il termine Geo vuol dire terra, ma evoca anche altri concetti: ad esempio geografia, geopolitica, geocultura, geologia, geoetnia. Su questi temi si articola la rubrica, sullo sfondo di un ambiente “studio” dove io e Mita Medici ci presentiamo come conduttori protagonisti”.

La trasmissione ottiene da subito un grosso successo e prosegue per 21 appuntamenti sino a sabato 16 giugno, per poi lasciare lo spazio in palinsesto per tutta l’estate e l’autunno a Geo Antologia, rubrica che alterna il meglio di quanto già andato in onda con nuovi documentari. Folco Quilici, entusiasta del risultato, sempre sulle pagine del Tv RadioCorriere dell’epoca dichiara:

“Tra le emozioni indimenticabili che Geo mi ha dato c’è la scoperta, dopo quasi 30 anni di lavoro in tv, del rapporto diretto col pubblico. E’ stato appunto come sentir sorgere delle voci dal nulla, Il mio lavoro sino ad oggi era stato quello di realizzare filmati e affidarli all’immobile foresta delle antenne e dei ripetitori. Non avevo mai sentito il rimbalzo diretto, la reazione, il colloquio con la misteriosa e sconfinata platea di chi ascolta, vede, giudica, chiede, reagisce. Geo mi ha dato tutto questo”.

La trasmissione, condotta questa volta in solitaria da Quilici, torna in onda con una seconda edizione, sempre nella collocazione del sabato dal 17 novembre 1984 per un totale di 29 puntate in onda sino al 13 luglio 1985, per poi cedere nuovamente lo spazio a Geo Antologia. Le novità più importanti arrivano nel 1986. Il 18 febbraio il programma, visto il crescente successo, approda con la sua terza stagione nella prima serata del martedì di Rai3. La messa in onda dei documentari viene alternata ad interviste e numerosi ospiti in studio, non esclusivamente legati al mondo della divulgazione. Al fianco di Quilici arriva la giornalista e inviata Patrizia Schisa. La stessa formula, dopo una nuova stagione di Geo Antologia in onda per tutto il periodo estivo ed autunnale, viene ripresa anche per la quarta stagione, in onda dal 23 dicembre dello stesso anno sempre al martedì in prime time e successivamente al giovedì in seconda serata. Dal 5 ottobre 1987, Geo per la sua quinta stagione cambia nuovamente veste e si trasforma in appuntamento quotidiano, in onda dal lunedì al venerdì alle 17.45. Nei 45 minuti a disposizione Quilici propone un documentario legato ogni giorno della settimana ad un genere diverso (esplorazione, archeologia, animali, piante). Per intercettare il pubblico dei ragazzi viene organizzato un concorso nel quale si mettono in palio viaggi di 3 settimane in Inghilterra. Il gioco, destinato ai giovani dai 12 ai 18 anni, comporta la risposta attraverso delle cartoline da spedire ad una domanda che ogni settimana viene fatta in trasmissione dal conduttore. A fine stagione Quilici decide di lasciare il programma per intraprendere nuove avventure. Al suo posto arriva la conduttrice Manuela Antonelli, che per alcune settimane propone il meglio della stagione appena conclusa all’interno del programma Geo Reprint.

Geo – Il successo quotidiano

La sesta edizione in onda dal 3 ottobre 1988 alle 17.30 e in seguito alle 18.00, sempre dal lunedì al venerdì, presenta una grossa novità, l’arrivo della coppia di conduttori formata da Gianclaudio Lopez e Giovanna Ventura. Quest’ultima, programmista e regista, è stata la spalla per anni di Quilici, mentre Lopez è un insegnate di lettere di una scuola tecnica di cinematografia, arrivato alla conduzione per caso dopo essere stato intervistato in tv per un servizio sul sul “malessere degli insegnanti”. Pur non essendo un esperto naturalista o un giornalista, e non avendo alcuna precedente esperienza televisiva, complici i modi affabili e le numerose citazioni e rimandi di carattere filosofico-letterario, Lopez conquista il pubblico e riesce a consolidare il successo del programma. L’edizione prosegue sino a fine stagione e viene seguita da un nuovo ciclo di Geo Reprint, affidato alla giovane conduttrice Serena Albano, e dal 3 luglio da Geo Estate, in onda dal lunedì al venerdì dalle 20.00 alle 20.30 con la conduzione di un’ancora sconosciuta Caterina Vertova.

La settima stagione prende il via il 2 ottobre 1989 con la conduzione in solitaria di Gianclaudio Lopez, che da aprile 1990 cede il posto a Grazia Francescato. La politica e ambientalista, leader del WWF Italia e in seguito presidente del partito dei Verdi, rimane al timone anche della prima parte dell’ottava stagione, per poi riaffidare la conduzione di Geo a Lopez. In questo periodo prende il via anche Speciale Geo, ciclo di appuntamenti nei quali vengono mostrati esclusivi documentari di produzione internazionale. Formula e successo invariato anche per la nona stagione che, partita a novembre 1991, vede alla conduzione Stefano Ardito. Il giornalista rimane alla guida di Geo anche nella decima edizione, in onda per un lungo periodo dall’Orto Botanico di Roma, e nell’undicesima stagione, trasmessa a partire dall’autunno del 1992. A febbraio del 1993 la trasmissione, che nel frattempo ha acquisito il sottotitolo Viaggio nel Pianeta Terra, torna nelle mani di Grazia Francescato che rimane alla guida di Geo sino al 1996. In questi anni ottengono un buon riscontro in edicola diversi cicli di VHS legate al programma.

La nascita di Geo & Geo con Licia Colò

Il 23 settembre del 1996 il programma si trasforma in Geo & Geo, guadagna la diretta e si presenta al pubblico con una veste completamente nuova. Alla conduzione arriva Licia Colò, che si occupa non solo di natura ma anche di antropologia, biologia, astronomia, ed ecologia. Ogni puntata, in onda dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 18.30, prevede filmati, incontri e brevi servizi. Non manca il consueto spazio dedicato al documentario di Geo. Questa volta però sono i telespettatori attraverso il televoto a scegliere cosa guardare tra le proposte fatte in studio dalla conduttrice. La nuova formula, inizialmente prevista per soli 3 mesi, convince il pubblico e prosegue per l’intera stagione. La Colò rimane alla conduzione anche nella stagione successiva, nella quale, al centro di una scenografia realizzata soprattutto con materiale riciclato, ospita gli amici di Geo & Geo, ovvero gruppi di giovani militanti e volontari di associazioni legate al mondo degli animali e della natura.

L’ultraventennale conduzione di Sveva Sagramola

Nell’autunno del 1998 il timone di Geo & Geo passa a Sveva Sagramola, giornalista proveniente dalla scuola di Giovanni Minoli e di Mixer, ancora oggi alla guida del programma. La formula vede un sempre maggiore coinvolgimento del pubblico a casa ed in studio. Alla fine del 1998 nasce Geo & Geo Doc (in seguito Geo Magazine), programma in onda in vari orari a seconda delle esigenze di palinsesto, incentrato sulla messa in onda di documentari. Nel 2001 la trasmissione, ormai della durata di quasi due ore, viene divisa in due parti. Nella prima, intitolata Cose dell’altro Geo, ci sono giochi a premi e un televoto per decidere quale di tre documentari proposti mandare in onda, nella seconda va in onda il documentario scelto dal pubblico e un approfondimento in studio. Dal 2010 lo spazio Cose dell’altro Geo viene affidato a Massimiliano Ossini. Per due stagioni, dal 2011 al 2013, il programma viene addirittura diviso in tre parti: Cose dell’altro Geo, con Ossini ed una formula concentrata principalmente sull’approfondimento di tematiche legate all’agricoltura e all’alimentazione; Geo Scienza, condotto da Marco Castellazzi, dedicato a temi scientifici, e il consueto appuntamento con Geo & Geo, affidato alla Sagramola. Dal 2013 il programma riacquista lo storico titolo di Geo e torna ad essere diviso in due parti: Aspettando Geo, in cui viene proposto un documentario, e Geo, condotto da Sveva Sagramola e dal naturalista Emanuele Biggi. Dal 2016 il meglio della trasmissione viene riproposto alla domenica mattina in Domenica Geo.

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