20
settembre

Bruno Vespa, procedimento disciplinare per l’intervista a Lucia Panigalli. L’ad Rai Salini: «Condivido la contrarietà, faremo chiarezza sulla vicenda»

Bruno Vespa e Lucia Panigalli - Porta a Porta

Bruno Vespa e Lucia Panigalli - Porta a Porta

L’intervista di Bruno Vespa a Porta a Porta, nella puntata di martedì 17 settembre, a Lucia Panigalli, vittima di violenze da parte dell’ex compagno, è diventata un caso dopo le dure parole della donna, che ha dichiarato di voler prendere le distanze dal giornalista e conduttore e da quanto andato in onda su Rai 1. Una polemica che ha scaturito forti reazioni, nonché la presa di posizione dell’ad Rai Fabrizio Salini.

Caso Vespa: cosa è successo

Bruno Vespa decide di intervistare Lucia Panigalli, la donna vittima di tentato omicidio per il quale l’ex compagno, Mauro Fabbri, è già stato condannato a otto anni e sei mesi. Durante la detenzione, commissionava a un compagno di cella l’assassinio della donna; denunciato dal compagno di cella stessa, l’uomo è stato processato e poi assolto. Ora è libero, grazie a uno sconto per buona condotta.

Il caso scoppia dopo la messa in onda di martedì sera dell’intervista a Porta a Porta, dalla quale Lucia Panigalli prende le distanze:

“Le luci, la concitazione, il pubblico, i tempi velocissimi mi hanno frastornato in modo tale da impedirmi di capire ciò che era appena successo, ma ora a mente più fredda dichiaro di sentirmi profondamente offesa dal tono e dai modi usati da Bruno Vespa nel corso della trasmissione Porta a Porta. Mi sento offesa anche a nome di tutte le donne che non sono state ‘fortunate’ come me”.

Nel mirino, infatti, alcune espressioni usate da Vespa, che nella ‘chiacchierata’ con la donna l’ha definita “fortunata” perché ancora viva, spiegando che l’uomo – ammesso che si possa definire tale – “se avesse voluto ucciderla, l’avrebbe fatto”. Ringraziando la Rai per averle concesso l’opportunità di porre l’attenzione sul suo caso, Lucia aggiunge:

“Ho realizzato che non mi sono state poste le domande che mi aspettavo dopo i lunghi colloqui con la redazione. Viceversa mi è stato chiesto di rivivere le fasi più truci dell’aggressione subita, senza quasi darmi modo di spiegare il motivo vero per cui mi trovavo in quello studio e senza che si cogliesse l’estrema drammaticità di quanto patito”.

Caso Vespa: procedimento disciplinare per il conduttore

Le reazioni, inevitabilmente, sono state tante, a cominciare da quella dell’Ordine dei Giornalisti, dal quale si apprende che “Bruno Vespa, in seguito a un regolare esposto al Consiglio di disciplina inoltrato al consiglio territoriale del Lazio dall’Ordine nazionale in seguito alla segnalazione di una privata cittadina, sarà sottoposto al rituale procedimento disciplinare concluso il quale seguirà il pronunciamento”.

Voce alta la fanno anche la Commissione Pari Opportunità dell’Associazione Stampa Romana, con una denuncia all’Ordine e alla Rai poiché Vespa avrebbe violato il Testo Unico dei Doveri del Giornalista e il Codice Etico Rai; Usigrai (Unione Sindacale Giornalisti Rai) e FNSI (Federazione Stampa Nazionale Italiana), che accusa come il conduttore di Porta a Porta non sia nuovo “a questo tipo di interviste, che si trasformano in interrogatori alle donne invece che in occasioni per raccontare e approfondire un fenomeno strutturale come quello della violenza”.

Caso Vespa: la replica del conduttore

Non si è fatta attendere la replica di Bruno Vespa, che ha voluto subito chiarire la sua posizione:

“Mi sono dimesso il 23 gennaio 2016 dalla Federazione Nazionale della Stampa per il carattere violento, pretestuoso e settario delle sue polemiche nei miei confronti. Il mio giudizio si rafforza alla luce dell’incredibile dichiarazione di oggi. Credo sia la prima volta in assoluto che un giornalista viene criminalizzato a causa di  una trasmissione per la quale viene al tempo stesso ringraziato dall’avvocato della sua presunta vittima. La cosa è tanto più grave perché le principali agenzie di stampa avevano diffuso già ieri sera la dichiarazione dell’avvocato Giacomo Forlani difensore della signora Lucia Panigalli”.

L’avvocato, subito dopo la messa in onda dell’intervista, aveva pubblicamente ringraziato Vespa “per la sensibilità mostrata nei confronti di un caso umano”. A riguardo, il conduttore prosegue nella sua difesa:

“Ieri sera alla fine della trasmissione e prima della dichiarazione del suo avvocato, la signora Panigalli mi ha ringraziato con molta cordialità. Successivamente alla nostra collega che la ringraziava al telefono per la partecipazione, ha risposto testualmente: “Sono io che ringrazio voi”. Se a 24 ore di distanza ha ritenuto di smentire se stessa e il proprio avvocato dicendo di essere frastornata e di non aver capito quanto era accaduto in studio, è facile immaginare una strumentalizzazione ai suoi danni.

Caso Vespa: la reazione dell’ad Rai Fabrizio Salini

Dure, nei confronti di Bruno Vespa, sono però anche le parole di Fabrizio Salini, amministratore delegato della Rai, che si dissocia apertamente dall’intervista fatta alla donna a Porta a Porta:

Condivido la forte contrarietà suscitata dai toni dell’intervista realizzata da Bruno Vespa alla signora Lucia Panigalli. Prendo atto che lo stesso Vespa si è scusato per gli equivoci. Ribadisco che la Rai e tutte le sue strutture – a cominciare da Porta a Porta – devono aderire alla linea editoriale dell’azienda che condanna fermamente la violenza – di qualsiasi natura, in ogni forma e modo – e che considera la difesa e la tutela dei diritti delle donne un principio imprescindibile e indiscutibile della Rai, su cui non sono mai tollerabili equivoci. Assicuro che saranno svolti tutti gli approfondimenti necessari per fare chiarezza sulla vicenda.



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