9
maggio

Mentre ero Via: il cerchio si è chiuso

Mentre ero Via - Francesca Cavallin e Flavio Parenti

Mentre ero Via - Francesca Cavallin e Flavio Parenti

Ivan Cotroneo sta abituando il pubblico a gialli intricati la cui risoluzione non sempre è così scontata. Dopo l’epilogo di Sorelle, la cui attesa portò anche alla stesura di un toto-assassino, è stata la volta di Mentre ero Via, la fiction in sei puntate che si è conclusa questa sera su Rai 1 svelando tutta la verità sull’amnesia di Monica (Vittoria Puccini) e sulla morte di suo marito.

Mentre ero Via: tutto sul finale

La donna, risvegliatasi dal coma ed accusata di aver tradito il marito spingendolo ad uccidere il suo amante, aveva indagato insieme a Stefano (Giuseppe Zeno), fratello di quest’ultimo. I due, dopo essersi innamorati, avevano scoperto che in realtà il legame tra Monica e il defunto Marco era solo professionale e che l’uomo, un avvocato, stava indagando sull’azienda farmaceutica del marito della donna, rea di aver causato l’aborto di diverse donne.

Ebbene, all’alba dell’ultima puntata Monica aveva ricordato di aver ingannato Marco, non di averlo aiutato come si era persuasa di aver fatto nel corso dell’indagine, e di essere stata anche lei a causarne la morte. Nel finale, però, si è scoperto che l’intera terapia a cui era stata sottoposta era falsata, perchè la sua psicologa (Stefania Rocca) era in realtà l’amante del cognato Riccardo (Flavio Parenti), artefice di tutte le malefatte aziendali e suo carnefice.

Monica, pentita degli sbagli del passato, voleva redimersi e costituirsi ma il cognato, insieme alla sorella Barbara (Francesca Cavallin) e alla psicologa, l’ha drogata cercando di inscenare il suo suicidio, e a salvarla sono stati il suocero e Stefano. Monica ha così raccontato tutta la verità alla Polizia, finendo in carcere insieme ai cognati; i figli, una volta persa la villa di famiglia, sono andati a vivere in un appartamento insieme al nonno e alla fine del processo Monica, sebbene condannata a quattro anni di detenzione, si è potuta ricongiungere a Stefano, ancora innamorato di lei e pronto a perdonarla.

Mentre ero Via: la seconda stagione non ci sarà?

Mentre ero Via, come spiegato dallo stesso autore, è stata il terzo capitolo di una serie antologica con protagoniste donne costrette a ricominciare daccapo. Una serie iniziata con Un’Altra Vita e proseguita con Sorelle, due fiction che, nonostante i buoni ascolti, non hanno avuto un seguito, lasciando spazio ad altre storie. Per questo motivo, e nonostante la vicenda di Monica abbia appassionato il pubblico Rai con una media di share del 22.16%, è improbabile che venga messa in produzione una seconda stagione.

Tanto più con un finale così esaustivo, che non ha lasciato nodi da sciogliere. Anzi, nell’ultima scena Monica ha detto proprio di essere pronta ad iniziare “un’altra vita”, chiudendo il cerchio.

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1 Commento dei lettori »

1. YleGi ha scritto:

10 maggio 2019 alle 11:15

Buon finale. Forse ce ne sono stati anche di migliori, ma non mi lamento. Scongiurato il pericolo di chiudere con il marito presunto morto che torna nell’ultima inquadratura e pronuncia una fase incomprensibile, sto. Volendo fare le pulci alla trama, diciamo che la colpevolezza dei due fratelli era abbastanza scontata fin dalla prima puntata, così come era chiaro, ormai da un paio di puntate, che l’amante di Riccardo fosse l’ambigua dottoressa.
Non era scontato affatto, invece, che alla fine Monica risultasse colpevole, anzi era scontato aspettarsi il contrario. Questo è stato l’aspetto più innovativo e interessante anche se per certi versi il più debole, perchè è difficile pensare che una donna così ambiziosa, egoista, e dissoluta, possa cambiare personalità tanto radicalmente. Ma la fiction giustamente ha ragioni che la ragione non conosce, sennò non si chiamerebbe fiction.
A parte queste spigolature, nel complesso è stata una serie fatta davvero bene, che ha tenuto incollati al televisore dal primo all’ultimo secondo. Direi uno dei prodotti migliori della premiata ditta Cotroneo&co. E’ vero che alla fine dispiace lasciare andare “per sempre” personaggi e situazioni a cui ci si è affezionati, ma se penso alle code “ingloriose” di TPPA o di Una grande famiglia, dico meglio così.



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