28
febbraio

Auditel: entro pochi giorni i dati d’ascolto rilevati dai device digitali

Device digitali

Svolta nella misurazione degli ascolti televisivi: entro pochi giorni, Auditel pubblicherà con cadenza quotidiana anche i dati risultanti dal monitoraggio dei device digitali. Verrà quindi calcolato e reso noto anche lo “share addizionale” generato dal consumo dei contenuti sui nuovi dispositivi elettronici, con effetti che si possono già prefigurare visto che Auditel ha già iniziato con le rilevazioni. Le nuove specifiche percentuali d’ascolto verranno rese note alle ore 17. Il primo passo di questa rivoluzione è stato annunciato stamane a Montecitorio durante la relazione annuale di Auditel al Parlamento.

I dati sulla fruizione tramite supporti digitali sono l’esito del nuovo Super Panel inaugurato nel 2018 da Auditel, che ha allargato il proprio campione a 16.100 famiglie, pari a 41.000 individui, aprendosi alla possibilità di rilevare i dati relativi agli ascolti su smartphone, pc, tablet, smart TV e vari dispositivi OTT. 10 mila saranno le case in cui verranno monitorati, tramite l’ indirizzo IP, anche i device digitali con cui si possono vedere programmi tv. La visione di un contenuto televisivo in streaming diventerà oggetto di misurazione, sia tramite i siti delle emittenti sia attraverso i video su Youtube, Facebook o Google.

Come anticipato, i dati Auditel sui dispositivi digitali verranno resi noti ogni giorno attorno alle 17 e non alle 10 come i dati tradizionali. Questo perché l’operazione di monitoraggio digitale è più complessa e richiederà più tempo. Per quanto riguarda i festivi, invece, i dati saranno diffusi il primo giorno lavorativo utile.

Si tratta di un passaggio fondamentale che Auditel intende offrire all’industria televisiva, incalzando sul terreno della trasparenza e della certificazione dei dati quei soggetti che fino ad oggi sono sfuggiti a ogni controllo o certificazione

ha dichiarato il Presidente di Auditel, Andrea Imperiali, definendo la rilevazione dei device “un primato a livello continentale“.

La nuova soluzione consentirà di misurare gli ascolti sia dei contenuti editoriali che della pubblicità, la cui rilevazione sui device digitali – spiega Auditel – comporta un’infrastruttura dedicata e particolarmente complessa. Verranno inoltre rilevati gli stream effettivamente visionati dagli ascoltatori, e non quelli semplicemente erogati o emessi dai diversi server. Inoltre, il nuovo sistema è stato progettato per realizzare un obiettivo atteso dai broadcaster ed in particolare dal servizio pubblico: la “Total Audience“, ovvero l’integrazione degli ascolti della tv tradizionale con quelli dei device digitali, attraverso metriche univoche e omogenee, che verranno rese disponibili sia con standard digitali sia con i tradizionali standard televisivi.

In attese di rendere noti i primi dati, Auditel è già in grado di evidenziare alcune macrotendenze che emergono dalle analisi effettuate dalla società in tre mesi di monitoraggio. Innanzitutto, la rilevazione dell’ascolto sui device digitali restituirà ai broadcaster una parte dell’erosione che ha interessato la tv tradizionale. Al riguardo, tuttavia, Auditel avverte che i punti di “share addizionale” appaiono complessivamente contenuti, ma la novità è che non si distribuiscono più in modo lineare, bensì secondo logiche del tutto nuove e diverse.

Si rileva inoltre come i programmi la cui struttura narrativa è nativamente organizzata per clip, quindi più fruibile ai giovani, beneficino di un ascolto addizionale sui device digitali che può arrivare a raddoppiare, o addirittura triplicare, l’ascolto rilevato sulla sola tv tradizionale.

I dati sinora ottenuti confermano inoltre alcune caratteristiche tipiche della fruizione on-demand, legata ad un consumo rapido, prevalentemente in mobilità, con livelli di attenzione elevati e una visione individuale del contenuto tv, secondo una formula destinata probabilmente a incidere sulla futura produzione: meno tempo a disposizione, ma anche più attenzione e più scelta.

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6 Commenti dei lettori »

1. Drew ha scritto:

28 febbraio 2019 alle 16:48

Domanda stupida: comprendono anche i decoder sky (tipo i canali mediaset tornati sul satellita potrebbero beneficiare dal pubblico che li segue tramite il dispositivo della pay tv)



2. Patrick ha scritto:

1 marzo 2019 alle 00:35

41 mila persone che decidono le sorti della televisione italiana in tutto e per tutto. Se non è una mafia questa…



3. ANDREA ha scritto:

1 marzo 2019 alle 15:03

Era ora e mi credo che i dati di ascolto, soprattutto quelli della RAI, cambieranno e di molto con cifre inferiore.



4. Claudio ha scritto:

1 marzo 2019 alle 20:26

Giusto così. Io ad esempio guardo quasi tutto dal tablet, sia in diretta che in demand.



5. Patrick ha scritto:

1 marzo 2019 alle 20:32

Andrea ma non conta nulla dove noi comuni mortali guardiamo la tv… ci sono solo 41mila persone in tutta Italia ad essere monitorate e a fare bello e cattivo tempo di tutto. Noi non contiamo nulla!



6. Mariano ha scritto:

2 marzo 2019 alle 09:52

@Patrick
Chi conosce un minimo di probabilità e statistica sa che il campione in esame è più che sufficiente per avere un dato soddisfacente sugli ascolti effettivi.



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