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febbraio

Non Mentire: la serie di Canale5 è un remake fedele dell’inglese Liar. Ecco come finisce

Joanne Froggatt e Ioan Gruffudd in Liar

Joanne Froggatt e Ioan Gruffudd in Liar

Domenica 17 febbraio ha debuttato su Canale5 Non Mentire, la miniserie drammatica interpretata da Greta Scarano e Alessandro Preziosi. Non Mentire è il remake di Liar (bugiardo), serie inglese creata dai fratelli Harry e Jack Williams. Protagonisti del thriller psicologico sono due attori molto popolari come Joanne Froggatt, la Anna Bates di Downton Abbey, e Ioan Gruffudd, il Mister Fantastic de I Fantastici 4. In patria, dove è stata trasmessa nell’autunno del 2017, Liar ha riscosso un ottimo successo, rivelandosi la miglior serie drama del network ITV. I 6 episodi hanno ottenuto una media del 33% di share e un ascolto medio vicino ai 9 milioni di spettatori. In Italia la serie è stata trasmessa a gennaio 2018 dal Nove, passando pressoché inosservata.

La versione italiana segue in maniera molto fedele la serie originale, il cui soggetto è stato ispirato alla celebre frase dello scrittore Grego Esopo: “Ogni verità ha due lati: è bene guardare entrambi, prima che ci impegniamo per l’uno o l’altro”. Tutto gravita dunque intorno alla verità. Entrambi i personaggi sostengono con grande tenacia la loro innocenza rivendicando il torto subito; per Laura la violenza sessuale, per Andrea l’infamante accusa di stupratore. Una trama avvincente e incalzante, in grado di coinvolgere totalmente il telespettatore, costretto a spostare in continuazione i suoi sospetti da un protagonista all’altro. Chi dei due dirà la verità? Sui social network il pubblico della serie propone le più disparate ipotesi, ma è facile immaginare che anche per il finale Non Mentire rispetti la serie madre.

Non Mentire – Come finisce? – ATTENZIONE SPOILER

Nel finale della serie Andrew viene smascherato come uno stupratore seriale, ma prima che possa essere portato finalmente in tribunale per essere processato, il suo corpo viene trovato senza vita, con la gola squarciata, mezzo sommerso da paludi fangose. Chi può aver ucciso Andrew? Forse una delle sue numerose vittime? Saranno queste le domande al centro della seconda stagione, la cui messa in onda è prevista in Inghilterra per il prossimo autunno.

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1 Commento dei lettori »

1. ChePalle ha scritto:

25 febbraio 2019 alle 07:06

Si, uguale preciso anche nelle virgole, ma solo una bruttissima copia dell’originale: mal recitato, mal diretto, mal fotografato, mal musicato.
Mi stupisco molto visto che il regista aveva dato ottime prove in passato e Indigo è di solito garanzia di qualità. Questo invece sa di muffa con scelte stilistiche e tecniche vecchie.
Qui sembra di assistere alla solita fiction mediaset in stile poliziesco invece che a un dramma psicologico: la Scarano non diventa mai vittima sembra un poliziotto 24 ore su 24, nessuna sofferenza, nessuna traccia di fragilità mentale. Preziosi dovrebbe essere accattivante e ambiguo e piacione invece esprime solo piattezza.
I comprimari completamente fuori ruolo, nessuno sfondo multirazziale tranne il piccolo accenno alla ragazza del figlio di lui, nemmeno approfondito.
E quasi del tutto tagliata la scena dello stupro della poliziotta che a vederla nella versione originale ti lascia un senso di sgomento, per quello che non si vede ma che viene percepito in penombra.
Non vedo margini di miglioramento quando ci troveremo di fronte alla scena del rapimento di lui: la Scarano non ha capito che non deve essere una badass girl, ma semplicemente una vittima spaventata fuori di testa.
Aspetto anche di vedere la scena finale, benissimo ripresa e fotografata nella serie originale: speriamo di non dover assistere all’ennesimo scroscio di luci accecanti e smarmellate come si è visto fino adesso, che forse vanno bene per Squadra Antimafia ma non di certo per un thriller psicologico come questo dovrebbe essere.
Mi stupisco molto del gradimento del pubblico di Canale5, o forse no. Si è talmente abituato nel tempo alla mediocrità delle fiction Mediaset che non riconosce la differenza tra un prodotto fatto bene e uno di basso livello. E così anche molti che dovrebbero essere esperti del settore e hanno gridato al miracolo: che si guardino la serie originale e si ripiglino, perchè paiono tutti diventati di bocca buona.
Non per niente come sottolineato da Salvatore Cau, la media di telespettatori inglesi era molto alta. Il prodotto era uno dei migliori visti negli ultimi anni.
Nove aveva in mano un gioiellino del genere e non ha fatto niente per promuoverlo, io nemmeno l’avrei saputo che sarebbe andato in onda se non ne avessi letto su internet, non mi ricordo se qui o altrove.
Nove ha raggruppato 2 episodi alla volta, facendo scemare ogni tipo di suspense e non dando al telespettatore il tempo di porsi delle domande tra un episodio e l’altro. Cosa che ha fatto anche Mediaset con questi 3 episodi complessivi della stessa identica durata dell’intera serie inglese, un grosso errore. Questa abitudine tutta italiana di mandare in onda più puntate insieme è una strategia di palinsesto che non capirò mai.
Il fatto stesso che sui social pensino si tratti di un classico giallo in cui si deve trovare i colpevole al di fuori dei due protagonisti la dice lunga su come sia stato male trasmesso l’intero significato della serie.
Se Mediaset non è in grado nemmeno di fare meglio un remake in cui bisognava solo copiare, come sarà il futuro del nuovo corso fiction di cui tanto si parla?



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