15
febbraio

Popolo sovrano: svolta politica e istanze sociali. Il nuovo approfondimento è tutto da rodare

Popolo sovrano, Alessandro Sortino

Meno pop, più popolo. Rai2 ha archiviato il proprio magazine generalista, lo ha rimaneggiato e trasformato in approfondimento d’attualità. La prima puntata di Popolo sovrano, il nuovo programma di prime time nato dalle ceneri di Nemo, si è distinta soprattutto per la differenza di contenuti rispetto al passato: il focus si è spostato nettamente su temi sociali legati alla politica e all’economia, con una particolare attenzione alle istanze popolari. 

Pur mantenendo uno studio praticamente identico a quello di Nemo (nessuno stravolgimento estetico), con Popolo sovrano la rete diretta da Carlo Freccero ha tentato di interpretare in corsa lo spirito dei tempi. Passando dalle periferie disagiate al grido di rabbia dei risparmiatori traditi, dai gilet arancioni al tema migranti, l’approfondimento di prime time ha assunto un tono politico, alternando reportage, testimonianze e momenti di talk alla presenza di esponenti di partito.

Il format – una miscellanea di generi ambiziosa e a tratti confusa – va ancora rodato, così come va calibrato l’apporto dei conduttori. Con Alessandro Sortino al timone, lo spazio ha acquisito un taglio più giornalistico ed impostato, ma di conseguenza si è fatto anche pericolosamente simile agli approfondimenti tradizionali che hanno ormai saturato l’informazione tv. Al riguardo, se da una parte i reportage di Daniele Piervincenzi testimoniano uno sforzo immersivo, dall’altra i dibattiti tra politici gestiti con scarso mordente da Eva Giovannini rischiano di provocare un calo d’attenzione.

Si avverte la mancanza di quella irriverenza naif un tempo garantita da Enrico Lucci, il quale però sarebbe stato poco adatto (e forse disposto) ad interpretare l’avvenuta svolta contenutistica. L’ex conduttore di Nemo – lo ricordiamo – proseguirà l’esperienza di Realiti sciò e curerà un nuovo programma, nel quale forse confluirà quella parte di costume e di rutilante realtà di cui Popolo sovrano si è privato.

L’impressione è che la nuova trasmissione sia ancora una pietra molto grezza, che andrà scalpellata (o picconata) in base all’attualità e soprattutto al riscontro del pubblico (per ora non pervenuto): quello sì, è davvero “sovrano“.



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1 Commento dei lettori »

1. Dario ha scritto:

15 febbraio 2019 alle 15:44

La svolta ci può anche stare, ma metterlo al giovedì dove c’è anche piazzapulita non é una buona scelta..



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