18
febbraio

Un Diario del ‘43: un’indagine pirandelliana per il Commissario Montalbano

Il Commissario Montalbano - Peppino Mazzotta e Luca Zingaretti

Il Commissario Montalbano - Peppino Mazzotta e Luca Zingaretti

Il Commissario Montalbano ha fatto di nuovo centro: lunedì scorso, indagando su un delitto efferato ed affrontando il delicato tema dei migranti, ha portato a casa quasi il 45% di share ed appassionato più di undici milioni di telespettatori. Cifre da capogiro, che ne fanno un cult senza precedenti, che difficilmente troverà degni successori. L’attesa adesso è tutta per il secondo nuovo episodio di quest’anno, Un Diario del ‘43, in onda questa sera su Rai 1 alle 21.30.

Il Commissario Montalbano: questa sera alle 21.30 su Rai 1 Un Diario del ‘43

Il film, tratto dai racconti Un Diario del ‘43 e Being here, entrambi presenti nella raccolta Un Mese con Montalbano, è diretto come sempre da Alberto Sironi ed interpretato dal cast storico della fiction Palomar, composto da Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Angelo Russo e Sonia Bergamasco. Accanto a loro, stavolta, Dominic Chianese (sarà John Zuck), Selene Caramazza (Alessandra De Rossi) e Marco Basile (Matteo); Olivia Sellerio firma ancora una volta la colonna sonora con il brano originale Comu aceddu finici, che parla di memoria, verità ed inganno.

Il Commissario Montalbano – Un Diario del ‘43: la trama

Tre storie arrivano a Montalbano dal passato e si intrecciano tutte in questo film. Si parla dalla scoperta, dopo la demolizione di un vecchio silos, di un diario scritto nell’estate del 1943 da un ragazzo che allora aveva quindici anni, un certo Carlo Colussi: il ragazzo, intriso di ideologia fascista, confessa di aver compiuto un atto terribile all’indomani dell’8 settembre 1943, una strage.

Quel giorno stesso si presenta da Montalbano un novantenne dall’aria arzilla, un certo John Zuck; l’uomo, vigatese di nascita, durante la guerra fu fatto prigioniero dagli americani e, complice anche la morte di entrambi i genitori in un incidente stradale, decise di restare negli USA e di farsi lì una vita. Tornato a Vigata ha scoperto il suo nome inserito erroneamente sulla lapide dei caduti in guerra e chiede a Montalbano se può aiutarlo a far cancellare il suo nome dal monumento. Zuck fa molta simpatia a Montalbano, che prende a cuore la sua pirandelliana vicenda.

Il giorno dopo l’incontro con Zuck, un altro novantenne, Angelino Todaro, uno dei più ricchi imprenditori della città, viene trovato morto: qualcuno l’ha ucciso. Tra le luminarie della festa di San Calorio, Montalbano capirà che le tre storie sono collegate fra loro, ma in modo del tutto sorprendente. E tragico.



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