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febbraio

Super Bowl 2019: la diretta stanotte su Rai 2. Halftime show con i Maroon 5

Super Bowl 2019

Super Bowl 2019

Per gli appassionati di football americano è la ‘notte degli oscar’, un appuntamento con la storia che si rinnova ogni anno. E’ il Super Bowl, uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo, di scena in Georgia, al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta. La sfida per il trono della National Football League (NFL) vede protagonisti i Los Angeles Rams, campioni della National Football Conference, e i New England Patriots, vincitori dell’American Football Conference.

Super Bowl 2019: dove seguirlo in diretta TV

Il Super Bowl, giunto alla 53° edizione, torna ad essere trasmesso dalla Rai, a distanza di nove anni dall’ultima volta. Ad accendersi questa notte, dalle 00.20, su Atlanta, è Rai 2, per la diretta con il commento di Vezio Orazi e Antonio Maggiora Vergano. In studio, invece, con Cristina Caruso e Andrea Fusco, Valerio Iafrate, giocatori della nazionale italiana ed esperti di football americano. L’attesa sfida tra i Rams e i Patriots, inoltre, potrà essere seguita live anche in streaming su DAZN. Il fischio d’inizio è alle 00.30 (18.30 locali). Domani – lunedì 4 febbraio – replica alle 20.30 su RaiSport.

In America l’evento sarà trasmesso da CBS. E a beneficiare del gigantesco traino di oltre 100 milioni di spettatori sarà il nuovo talent The World’s Best, che può contare su una giuria formata da Drew Barrymore, RuPaul and Faith Hill e 50 esperti provenienti da mezzo mondo (non c’è l’Italia).

Super Bowl 2019: halftime show tra polemiche e Maroon 5

Un’attrazione importante del Super Bowl è anche la parte dello spettacolo, il cosiddetto halftime show. L’intermezzo musicale, previsto attorno alle 2.30/3.00 (nell’intervallo della partita), quest’anno arriva sulla scia di non poche polemiche, complici alcune illustri defezioni (su tutte quella di Rihanna) e una petizione che chiedeva ai performer di dare forfait o, in caso contrario, di esibirsi ma in ginocchio, in favore della protesta inaugurata dal quarterback Colin Kaepernick nell’estate di tre anni fa (e per questo rimasto ancora oggi senza squadra).

Diversi giocatori della lega, infatti, hanno iniziato ad inginocchiarsi durante il tradizionale inno nazionale, che precede l’inizio di ogni partita, per protestare contro la discriminazione nei confronti degli afroamericani. Una battaglia a sfondo anche politico (nel mirino il presidente Trump), fortemente osteggiata dalla NFL, che – al contrario – ha imposto a tutti i giocatori di rimanere in piedi durante l’esecuzione dell’inno.

“Avrei sbagliato mestiere se non sapessi affrontare un minimo di controversia”, ha ammesso Adam Levine, il leader dei Maroon 5, la band che ha detto sì al Super Bowl 2019, prendendo il testimone di Justine Timberlake, protagonista della scorsa edizione. “Lo spettacolo è la musica. Vogliamo tornare indietro a un’epoca in cui era un po’ più semplice, quando il focus era la connessione con le canzoni”, ha aggiunto il frontman del gruppo statunitense.

Con i Maroon 5, protagonisti dell’halftime show anche i rapper americani Travis Scott e Big Boi.



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