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dicembre

Diego Fusaro: il filosofo «turbo-prezzemolino» dei talk

Diego Fusaro

Diego Fusaro

Il suo linguaggio aulico e quel caratteristico modo cantilenante di parlare sono diventati ormai un marchio di fabbrica e probabilmente anche la ragione principale della sua onnipresenza sul piccolo schermo. Diego Fusaro, filosofo vicino a movimenti sovranisti e cosiddetti populisti, negli ultimi mesi è diventato ospite irrinunciabile per talk-show e persino programmi comico-satirici come Quelli che Dopo il Tg. Ormai è diventato un prezzemolino da salotto tv. Anzi, un «turbo-prezzemolino», per dirla alla sua maniera. Ogni occasione, infatti, è propizia per ascoltare la sua opinione (e soprattutto scoprire quali nuove diavolerie lessicali utilizzerà) sui più disparati temi dell’attualità politica ed economica ma anche su questioni decisamente più prosaiche come il cibo e il sess0.

E lui puntualmente non delude le aspettative, sempre più calato nei panni di professore serioso che a colpi di espressioni come “le grandi multinazionali apolidi”, “l’erranza diasforica”, “il plusgodimento” vorrebbe educare la platea, finendo però talvolta per produrre un effetto grottesco. Ed è proprio questo l’elemento che diverte i vari Giletti, Merlino, Porro e gli altri conduttori di talk-show che si contendono i suoi interventi, e con loro il pubblico: Fusaro, evocando la “compostezza olimpica” di ellenica memoria, sembra impermeabile a qualsiasi tipo di ironia e ogni volta esplicita fino in fondo il suo ragionamento, senza tradire la minima esitazione.

Tra i suoi cavalli di battaglia c’è la difesa a tutti i costi della nazione a “serio rischio disarticolazione” per colpa del “turbocapitalismo” – immancabile – e dell’“aristocrazia finanziaria”. Ogni aspetto della nostra vita corre, secondo il filosofo da talk show, un pericolo. Anche in campo gastronomico rischiamo di perdere la nostra identità: “Ecco perché mangio solo italiano e non vado mai in un McDonald” ha affermato con orgoglio a Matrix davanti a un divertito Nicola Porro. “Purtroppo la devo avvisare che dentro la nostra trasmissione c’è la pubblicità e ci saranno anche prodotti stranieri gli ha ricordato poi con ironia il giornalista proprio poco prima di lanciare gli spot.

Massimo Giletti in una recente puntata di Non E’ l’Arena lo ha invece voluto in studio per parlare di perversioni sessuali, in contrapposizione con una coppia di scambisti e la p0rnostar Malena. Un’occasione troppo ghiotta per Fusaro per criticare “queste nuove forme regolamentate di godimento individuale” che starebbero portando alla “dissoluzione della famiglia”, ma anche per ricordare ai telespettatori che in libreria c’è la sua ultima fatica, Il Nuovo Ordine Erotico. E vai con la turbo-marketta. Perché il mercato è per il saggista un nemico, ma lo è un po’ meno, evidentemente, quando si tratta di pubblicizzare una propria opera.

Una contraddizione che tuttavia non deve stupire. Il personaggio sintetizza in fondo in sé idee e comportamenti contrastanti: è un po’ di destra (vedi l’esaltazione della patria e dei valori etici tradizionali) e un po’ di sinistra (difesa dei diritti dei lavoratori e delle classi subalterne), è critico verso la moda dei selfie che caratterizza la generazione Erasmus (bollato come ‘postura cosmopolita’ che ha sostituito la movida alla cultura) ma poi – tra una lettura dello Hegel e una del Plato – pubblica sul suo profilo Instagram centinaia di foto con in primo piano il suo volto.

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1 Commento dei lettori »

1. sameoldstory ha scritto:

7 dicembre 2018 alle 09:43

Fusaro e i suoi deliri sono l’apoteosi del trash, più di uno Zequila o di un Razzi, però lui mi pare troppo pieno di sè per rendersi conto



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