7
giugno

Così in terra: Rai3 racconta don Ciotti con un film introdotto da Vasco

Don Luigi Ciotti

Un prete “ribelle, libero, instancabile, scomodo, eretico“. Se non è una santificazione laica questa, poco ci manca. Rai3 celebra domani – 8 giugno – in prima serata , il sacerdote sotto scorta da 29 anni per la sua attività contro le mafie, fondatore del Gruppo Abele e ideatore dell’associazione Libera. A lui e al suo impegno è dedicato Così in terra, il film presentato in prima visione assoluta dalla terza rete.

Da oltre cinquant’anni quello di Don Ciotti è un lavoro volto a unire e mettere in risonanza le parti sane e attive del Paese, a denunciare senza mezzi termini crimine organizzato e corruzione, a ricordare che in una società civile non c’è zona grigia, perché l’indifferenza equivale a complicità. Il Vangelo e la Costituzione italiana sono gli strumenti della “rivoluzione delle coscienze” che il prete 72enne porta avanti ogni giorno e che verrà raccontata nella pellicola – a rischio agiografia – di Paolo Santolini.

Quello promosso da Ciotti è un lavoro costante e instancabile, volto a cucire e ricucire le parti sane dell’Italia. Nel film verrà documentata la sua attività senza sosta, costantemente “in ritardo” tra un impegno e l’altro, passando dall’incontro coi giovani sull’usura nel Lazio alla preghiera in ricordo di una vittima della nuova mafia pugliese, al dibattito sulla corruzione in una scuola lombarda.

Stando accanto a lui e agli uomini della sua scorta per oltre due anni, filmandolo in diverse occasioni pubbliche e private, osservandone i gesti, il rapporto con la natura, la fisicità, l’ostinata fiducia nella parola, abbiamo provato a capire cosa ci sia dietro l’instancabile fare del suo personaggio, cosa lo muova a quel fare. Così in terra non è un atto di fede, ma un invito a pensare con la nostra testa, a guardare con occhio critico quanto accade su questa terra e a immaginare quel che ognuno di noi potrebbe fare

ha affermato il regista Santolini. La messa in onda del film sarà introdotta da Vasco Rossi, che ha trovato in don Ciotti un riferimento e delle somiglianze con la propria “impossibilità di essere neutrali“. Parlando del loro rapporto, il cantante ha usato queste parole:

Un fratello ritrovato. Due vite spericolate, come sono tutte le vite che si lasciano guidare dall’inquietudine, che si sentono più a casa nel cercare che nel trovare…“.

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