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maggio

Aldo Moro – Il Professore: Sergio Castellitto porta su Rai 1 la vita accademica dello statista

Aldo Moro - Il Professore

Quarant’anni fa Aldo Moro veniva assassinato dalle Brigate Rosse. Da allora l’Italia non ha mai smesso di ricordare lo statista, le immagini del ritrovamento del suo corpo sono diventate parte della storia nostrana, e della sua carriera politica è stato detto tanto. Ma Rai Fiction, per omaggiarlo, stavolta punta su un altro aspetto della sua vita, quello accademico, e lo fa questa sera con il film tv Aldo Moro – Il Professore, coprodotto con Aurora Tv per la regia di Francesco Miccichè.

Aldo Moro – Il Professore: il cast del film tv in onda questa sera su Rai 1

Aldo Moro fu infatti professore, giurista di lungo corso e ordinario all’Università La Sapienza di Roma, e il film tv racconterà il suo rapporto privilegiato con alcuni studenti della facoltà di Scienze Politiche. A prestare il volto al protagonista sarà Sergio Castellitto mentre i quattro studenti saranno Valentina Romani (Lucia), vista ne La Porta Rossa, Sara Cardinaletti (Francesca), Filippo Tirabassi (Riccardo), figlio di Giorgio, e Andrea Arcangeli (Emilio), che è stato il figlio di Luciana Littizzetto in Fuoriclasse.

Aldo Moro – Il Professore: la trama

Il 16 marzo 1978, giorno del suo rapimento, Aldo Moro aveva dato appuntamento davanti al Parlamento a un gruppo di laureandi per farli assistere al discorso di insediamento del Governo guidato da Giulio Andreotti. Nel pomeriggio Moro avrebbe dovuto essere alla Sapienza per partecipare alla discussione delle tesi di laurea, nell’automobile crivellata dai colpi dell’agguato di via Fani tra borse e giornali furono ritrovati i lavori dei suoi studenti sporchi di sangue.

È questo il punto di partenza per raccontare i 55 giorni del rapimento: gli occhi e i sentimenti di quattro studenti del corso di Procedura Penale della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza di Roma. Nella speranza della sua liberazione e nell’ansia per il suo destino, i quattro ragazzi ripercorrono il loro rapporto con Moro, un Professore speciale che alle lezioni in aula alternava occasioni fuori dall’università per far conoscere la realtà della materia che insegnava.

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2 Commenti dei lettori »

1. controcorrente ha scritto:

8 maggio 2018 alle 11:45

e’ stata una delle pagine piu’ importanti della mia vita.. oltre che dell’Italia.. film sul caso Moro..come Buongiorno notte di Bellocchio.. mi riportano a quegli anni, a quel clima, a quei colori di fine anni 70
NON GUARDERO’ pero’ rai1 oggi.. sia perche’ trovo retorici personaggi come Castellito e Zingaretti.. sia perche’ mi e’ bastato 2 mesi fa gli speciali e i servizi che commemoravano il 40ennale dal rapimento.. e dove tutto venne semplicemente liquidato con una generica citazione del possibile coinvolgimento dei servizi segreti americani e palestinesi e “coni d’ombra dello Stato”… non si parla di Igor Markevitch (il direttore d’orchestra russo che avrebbe svolto gli interrogatori a Moro- altro che 4 strampalati brigatisti) sposato con una Caetani.. vicino al cui palazzo venne fatto ritrovare il corpo dentro la R4 rossa.. e poi il ministro degli interni..che secondo documenti americani recentemente desecretati non dispose l’intervento in seguito ad informativa certa che indicava il luogo in cui era sequestrato Moro.. e che tra l’altro secondo altri documenti recenti non sarebbe assolutamente stato l’angusto locale ricavato con una parete in cartongesso in via Gradoli… luogo incompatibile con lo stato delle articolazioni e dei muscoli del cadavere sottoposto ad autopsia.. meglio le bugffonate del GF alle barzellette su una pagina di storia cosi’ importante !!



2. nunzio ha scritto:

9 maggio 2018 alle 08:42

Concordo con controcorrente. Ritengo opportuno aggiungere che, oltre la retorica di Zingaretti e Castellito, ci sia un filtro (eufemismo per non dire “censura”), molto probabilmente imposto dalla direzione RAi. Sono rimasto sorpreso, ieri sera, da un particolare significativo, la lettura da parte di Zingaretti della lettera che Moro scrisse a Cossiga, pervenuta al ministro il giorno 29 marzo 1978 e resa pubblica dalle Br. Ciò che mi ha indotto a “pensar male”, secondo una teoria filosofico politica made Andreotti, è stata l’interruzione della lettura dello scritto. Zingaretti ne ha letto una sola parte, omettendo il passaggio più significativo, laddove Moro consiglia a Cossiga un possibile “intervento preventivo da parte della Santa Sede ( o chi altri ancora?)!!! Non occorre essere un geniale analista di linguaggi criptati per comprendere che un consiglio del genere stona nel contesto del contenuto generale della lettera. E’ infatti un fuori luogo per un lettore ignaro, ma un messaggio chiaro per Cossiga. Nel libro L’affaire Moro, Sciascia aveva affrontato l’argomento e, pur senza darne una interpretazione, aveva posto il sorprendente passaggio di Moro all’attenzione, se non dei politici, almeno dei lettori più attenti ( mi risulta infatti che l’elaborato di Sciascia abbia creato, nel 1978, molti “fastidi”). Ora, dopo 40 anni, mi spiace dover osservare questi comportamenti omissivi (il testo andava letto integralmente), indice di una evidente volontà: quella di non far emergere la verità storica. Povero Moro, povere vittime del dovere, gli uomini della scorta, poveri i familiari e, alla fine, poveri noi italiani, poiché figli di uno Stato privo di identità (altri poteri hanno deciso che maschera doveva indossare, di volta in volta, l’Italia), privo di memoria storica e, di conseguenza, tutt’ora a sovranità limitata.



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