14
marzo

Il Cacciatore: tutti i personaggi

Il Cacciatore

Il Cacciatore - David Coco e Paolo Briguglia

La nuova fiction di Rai 2, al via questa sera, Il Cacciatore, è ispirata al libro del magistrato Alfonso Sabella intitolato Cacciatore di Mafiosi e racconterà la lotta alla mafia da due punti di vista: quello dei poliziotti costretti a vivere sottobraccio con la paura per poter fare il proprio lavoro e quello dei criminali, di cui verranno messe in scena tanto la ferocia quanto le debolezze umane. Pur essendoci un protagonista principale importante, ovvero quel Saverio Barone che fa le veci di Sabella, si tratta di un racconto corale, e a seguire vi presentiamo tutti i personaggi con relativi interpreti.

Il Cacciatore: il cast e i personaggi

Saverio Barone (Francesco Montanari)
Poco più che trentenne, ambizioso, istintivo. Da ragazzo giocava armato di fucile nei boschi di Bivona, suo paese natale, e quell’istinto da cacciatore è ciò che lo guida ancora oggi nel suo lavoro di PM. Ultimo arrivato nel pool antimafia, nonostante la diffidenza iniziale dei colleghi, si guadagna presto sul campo, arresto dopo arresto, le indagini sui superlatitanti Giovanni Brusca e Leoluca Bagarella, gli assassini di Giovanni Falcone e i rapitori del piccolo Giuseppe Di Matteo. Riportare a casa quel bambino, scomparso il giorno stesso del suo ingresso in antimafia, diventa l’ossessione di Saverio, un fantasma per il quale il PM finisce per fare terra bruciata di tutti gli affetti che ha attorno a sé.

Giada Stranzi (Miriam Dalmazio)
Giada conosce Saverio praticamente da sempre. A unirli c’è un legame speciale, che sarebbe riduttivo chiamare amore. Tra Saverio e Giada è sempre stato un prendersi e lasciarsi, fin da quand’erano ragazzi, ma quel legame non si è mai spezzato. Quando Saverio entra nel pool antimafia, Giada decide di trasferirsi a Palermo insieme a lui, rinunciando al suo lavoro in una galleria d’arte a Roma. Conosce Saverio meglio di chiunque altro e sa che in quella discesa agli inferi, per non perdersi, avrà bisogno di lei.

Carlo Mazza (Francesco Foti)
Di temperamento compassato, Mazza è uno dei procuratori più esperti del pool antimafia. È apparentemente l’opposto di Barone: tanto Saverio e istintivo e sfacciato, quanto Carlo è paziente e misurato. Facile intuire che il loro rapporto, fin da subito, non può essere dei migliori. Eppure, quando Carlo si vedrà affiancare proprio da Saverio nelle indagini su Bagarella e Brusca, i due PM scopriranno di avere in comune molto più di quanto credono. Perché anche Carlo è sprofondato nella propria personale ossessione: farla pagare agli assassini di Falcone, che di Mazza era il miglior amico.

Andrea Elia (Roberto Citran)
Nordico, ironico, apparentemente imperturbabile. È il Procuratore Capo di Palermo, e quindi diretto superiore di Saverio e leader del pool antimafia. Con il suo accento veneto, a Palermo sembra un pesce fuor d’acqua e coi mafiosi non riesce nemmeno a intendersi. Non ne capirà un granché di mafia, però ha l’abilità di comprendere le persone e di tirare fuori il meglio da loro. È lui il primo a credere in Saverio, nonostante tutti lo ritengano solo un ragazzino saccente, disposto a pur di arrivare in alto. Ed è lui a intuire che la miscela esplosiva Mazza/Barone, in termini investigativi, può fare sfaceli.

Leoluca Bagarella (David Coco)
Dopo l’arresto di Totò Riina è Bagarella, detto Don Luchino, a ereditare il comando di Cosa Nostra. E, proprio come Riina, è sostenitore della guerra totale allo stato, la strategia del terrore, il sangue, le stragi. Con più di cento omicidi all’attivo, l’ultimo atto della sua guerra allo stato è il rapimento del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino Di Matteo che, con le sue confessioni, sta mettendo nei guai lui e tutti gli altri responsabili di Capaci. Sempre sobrio, attento a non dare nell’occhio, a non concedersi pericolosi eccessi, Bagarella trascorre la latitanza là dove i magistrati mai si sognerebbero di andare a cercarlo: in un palazzo nel cuore di Palermo.

Vincenzina Marchese (Roberta Caronia)
Moglie di Bagarella, appartenente a una famiglia di alto lignaggio mafioso. Inseparabile compagna di vita e di latitanza di Don Luchino, che per lei farebbe qualunque cosa. Vincenzina è bella, elegante, ha un sorriso che sembra irradiare luce. Ma sotto quella superficie, nasconde il dolore di non riuscire ad avere un figlio da Bagarella. Un dolore che si fa insopportabile dopo il rapimento del piccolo Di Matteo. Perché Vincenzina, in un percorso che assume le fattezze di una moderna deriva psicopatologica, si convince che non le verrà concessa la grazia di avere un figlio fino a che suo marito terrà in catene quel bambino…

Tony Calvaruso (Paolo Briguglia)
Da poco uscito dal carcere Tony ha bisogno di lavorare e così, grazie all’intercessione di un amico, diventa nientemeno che l’autista personale di Leoluca Bagarella. Inizia così a trascorrere gran parte del proprio tempo con il feroce boss di Cosa Nostra, condividendone segreti e confidenze, e diventando involontario testimone di molte delle atrocità commesse da Don Luchino. Tony si limita a guidare, a trasportare avanti e indietro il suo capo per la città, a portare a casa uno stipendio dignitoso per sé e la sua famiglia. Tony si illude che esista una strada per poter campare di mafia senza dovere necessariamente sporcarsi le mani, ma presto si accorgerà che le cose non sono così semplici.

Giovanni Brusca (Edoardo Pesce)
Detto il Verro, autore di un numero di omicidi che va dai 150 ai 200, Giovanni Brusca è l’uomo che ha premuto il tasto che ha fatto saltare l’autostrada a Capaci. Figlio di un potente capomandamento mafioso, latitante cronico, abituato a dormire tra stalle e fienili, è l’erede designato di Bagarella alla guida dei Corleonesi. Tuttavia mal sopporta la leadership di Don Luchino, tra loro corre un conflitto sottile ma perpetuo: Bagarella è il rappresentante della vecchia guardia, Brusca è il futuro del crimine organizzato e reclama più spazio, affari propri, libertà d’azione. E invece Don Luchino, come ennesimo affronto, gli rifila il compito più scomodo e pericoloso: la carcerazione del piccolo Giuseppe Di Matteo.

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