19
marzo

La7 e il girl power dell’informazione

Tiziana Panella

La bionda, la mora e la rossa. Ti sintonizzi su La7 e stai sicuro di trovarne almeno una. Myrta Merlino, Tiziana Panella e Lilli Gruber sono le indiscusse signore del palinsesto giornaliero della rete terzopolista. Il racconto dell’attualità politica, ormai, è affare loro: materia adatta a donne toste e competenti quali sono, con buona pace dei signori colleghi. Il segreto? La loro abilità di conduzione unita ad una discreta e comune ruffianeria.

Per le signore di La7, apprezzate e riconosciute dal pubblico, L’Aria che tira è certamente frizzantina. In particolare per la bionda Myrta Merlino, la quale apre quotidianamente il proprio salotto televisivo ai principali protagonisti dell’attualità. Non c’è politico, di primo o di second’ordine, che non sia passato dai suoi studi. La giornalista campana ha un piglio deciso, che si riflette nel ritmo sostenuto del dibattito da lei condotto, ed è piuttosto risoluta: guarda caso, dal fitto chiacchiericcio che si consuma nel suo talk show, qualche notiziola la si ricava sempre. I giornali ne parlano, i notisti politici stanno in ascolto, e la ‘maga Merlino’ gongola, perché il giochetto conferisce credibilità al suo matinée.

Poche ore più tardi tocca a Tiziana Panella: la mora. Il suo programma Tagadà, a dispetto del titolo, è tutt’altro che una giostra da capogiro: gli ospiti infatti stanno comodamente adagiati su un divano, accanto alla piacente conduttrice napoletana, che alterna ammalianti sorrisi a domande ben mirate. A proposito: se l’interlocutore la pensa diversamente da lei – fateci caso – il quesito probabilmente sarà più ficcante del solito. Rispetto alla bionda collega del mattino, Tiziana gestisce un approfondimento dai tempi meno serrati e dai toni colloquiali, ma lo fa con altrettanta personalità.

Di sera, in access prime time su La7, imperversa la rossa Lilli Gruber, padrona di casa a Otto e Mezzo. Il programma – anche in virtù della sua collocazione – è ambito dai politici e la conduttrice bolzanina ne è consapevole. A seconda del parterre presente in studio, la giornalista modera i toni e sceglie se incalzare o meno l’interlocutore: se c’è De Benedetti, ad esempio, il clima è serafico, con l’esponente grillino e il leghista, invece, raffica di domande e interruzioni tattiche.

La bionda, la mora, la rossa: tre conduttrici capaci e diverse tra loro, accomunate però da un’astuta ruffianeria tutta al femminile, grazie alla quale l’ospite – al di là delle eventuali asperità del dibattito – si sente a proprio agio e torna volentieri (effetto collaterale: a lungo andare può crearsi una monotona compagnia di giro). C0sì, le signore di La7 hanno sottratto i loro rispettivi programmi al formalismo o, in opposto, alla caciara tipici di certi talk show. E si sono conquistate un posto di primissimo piano all’interno di una rete che sull’informazione (e sulla riconoscibilità dei suoi volti) ha scelto di puntare tutto.



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10 Commenti dei lettori »

1. Marfe ha scritto:

19 marzo 2018 alle 17:08

Nonostante la rossa mi sia simpatica come un dito nell’occhio, il mio voto va al palinsesto femminile di La7.



2. Luna ha scritto:

19 marzo 2018 alle 17:33

Se qualcuno avesse del tempo da perdere non dovrebbe fare altro che seguire le trasmissioni di queste tre ciarlatane.



3. vicky ha scritto:

19 marzo 2018 alle 17:45

Ricordo benissimo quando la signora Merlino parlando della Raggi si toccava ridendo le orecchie. Proprio sopra le parti!!!!!!!!!!!!



4. Marco Urli ha scritto:

20 marzo 2018 alle 09:28

Tre sinistrosse. Una snob e irritante, una barbadursonizzante e la bionda che potrebbe condurre anche un programma di cucina senza alcuna differenza.



5. Pongo&Peggy ha scritto:

20 marzo 2018 alle 10:54

Articolo molto interessante, con un’analisi acuta, che condivido. Notevole anche la sintesi che ne ha fatto Marco Urli …. ;)

Nessun dubbio che siano tre donne di grande personalità e spessore professionale, capaci di attrarre sia il pubblico che gli ospiti, che sembrano gradire i loro salotti in modo particolare. Sono peraltro anche molto diverse tra loro, come dice l’articolo.

Myrta Merlino confesso che mi piaceva di più qualche anno fa, la trovavo più rigorosa. Il successo e il consenso unanime l’hanno resa un pò troppo autocompiaciuta per i miei gusti, ma per fortuna lo è sempre molto meno delle altre due. In tutti i casi il suo programma si vede sempre con piacere, ed è verissimo che riserva spesso anche piccoli/grandi scoop. Mi capitò casualmente di assistere “live” al coming out di Di Pietro sugli errori di Tangentopoli e rimasi a bocca aperta. Chissà quanti conduttori dei talk di prima e seconda serata avrebbero ucciso qualcuno pur di avere una dichiarazione così nella loro trasmissione.

La Panella la trovo pure io Dursizzata, la Gruber con la sua piacioneria e la sua partigianeria è insostenibile, purtroppo a quell’ora per chi non ama giochi indovienlli e strisce come me non ci sono molte alternative.



6. soralella ha scritto:

20 marzo 2018 alle 14:36

La Gruber deve gran parte del suo successo alla sua fisicità, al modo che aveva di porsi, all’uso spregiudicato che ha fatto della sua (fu) bellezza in tempi in cui le donne mezzobusto vestivano e si ponevano al pubblico come delle suore. E come tutte le donne vissute nel culto della propria bellezza invecchia male, al punto da avere ormai la faccia più larga che lunga a suon di gonfiarla.
Non fa nessun mistero di quali siano gli ospiti a lei cari, che ascolta rapita annuendo continuamente, e quelli a lei invisi, ai quali non lascia mai terminare un ragionamento, che interrompe fastidiosamente, che incalza con domande irritanti.
La sua compagnia di giro, come la definisce giustamente l’articolo, è ormai ben consolidata: De Benedetti, Travaglio, Scanzi, tutte personcine simpatiche almeno quanto lei e le sue smorfiette. Purtroppo data l’ora in cui va in onda è difficilmente evitabile, a meno di non spengere la tv.



7. vicky ha scritto:

20 marzo 2018 alle 15:08

Al posto della Gruber sul 49 c sono i Jefferson



8. soralella ha scritto:

20 marzo 2018 alle 15:20

Vorrei anche spezzare una lancia a favore delle giornaliste di La7 che lavorano nelle trasmissioni della mattina. So che l’ho già detto e non vorrei sembrare andrea con la chiabotto, ma apprezzo davvero molto Omnibus e Coffee Break, specialmente per l’assenza di quel protagonismo che purtroppo affligge troppo spesso i giornalisti televisivi.
Viceversa i conduttori dei due programmi si preoccupano di mostrare allo spettatore non il proprio pensiero o la propia opinione ma il pensiero e l’opinione degli ospiti intervistati, che poi è quello che dovrebbero fare tutti. Chiedono le cose che a noi spettatori interessa sapere, incalzano educatamente ma fermamente l’interlocutore svicolante, trattano tutti allo stesso modo senza lasciar trapelare opinioni preferenze e antipatie, e gestiscono egregiamente parterre, spesso di tutto rispetto, di ospiti in disaccordo, senza privilegiare l’uno a discapito dell’altro. Insomma, il giornalismo televisivo come dovrebbero farlo tutti.



9. soralella ha scritto:

20 marzo 2018 alle 15:31

vicky ahahaahah, ottimo suggerimento grazie !!! ;D



10. vicky ha scritto:

20 marzo 2018 alle 20:40

soralella episodi visti e rivisti ma rido sempre



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