26
febbraio

La Mossa del Cavallo – C’era una volta Vigata: i personaggi

La Mossa del cavallo - Giuseppe Lanino e Michele Riondino

La Mossa del cavallo - Giuseppe Lanino e Michele Riondino

Michele Riondino è il protagonista de La Mossa del Cavallo – C’era una volta Vigata, ma è un volto già caro per il pubblico di Rai 1 e per gli appassionati di Camilleri e Montalbano. Tuttavia, pur essendo l’interprete più famoso del gruppo che dà vita alla storia, non è certo l’unico, anzi il racconto in onda questa sera su Rai 1 sarà ricco di attori e personaggi. Conosciamoli tutti.

La Mossa del Cavallo – C’era una volta Vigata: tutti i personaggi

GIOVANNI BOVARA (Michele Riondino)
E’ il nuovo ispettore ai mulini arrivato a Montelusa. Pur essendo nato proprio a Vigata, ha sempre vissuto a Genova. Infatti è in tutto e per tutto un uomo del Nord, e fin da subito fatica a comprendere il vero sistema di potere – quello della mafia – che detta legge nell’isola. Finirà vittima delle trame del boss don Cocò Afflitto, e solo attraverso un personale ritorno alle sue origini riuscirà a salvarsi e a vincere la sua partita.

TRISINA CICERO (Ester Pantano)
E’ un’allegra e bellissima giovane vedova. Tradiva con disinvoltura il marito già da vivo e, da morto, lo onora con la stessa gaudente moneta. Al momento, ha una relazione con padre Carnazza, ma quando incontra il nuovo pigionante della sua villetta di Vigata, il bell’ispettore ai mulini Giovanni Bovara, non può fare a meno di infatuarsi di lui.

PADRE CARNAZZA (Antonio Pandolfo)
E’ un sacerdote di mezza età ma, a dispetto dell’abito che porta, è davvero tutt’altro che un sant’uomo. È un incallito libertino, crapulone e avido di tutti i piaceri terreni. Padre Carnazza, invaghito di Trisina, è in contrasto con don Memè Moro, il cugino a cui sta cercando con successo di sottrarre tutta l’eredità familiare.

MEMÈ MORO (Maurizio Bologna)
Rampollo nullafacente, è accecato dall’odio per il cugino, padre Carnazza, che gli sta portando via tutta l’eredità, riducendolo sul lastrico. Al furente don Memè non resta che rivolgersi al potente Don Cocò per mettere in atto la sua vendetta.

DON COCÒ AFFLITTO (Maurizio Puglisi)
E’ il capo assoluto della mafia montelusana, e le sue mani si allungano praticamente su ogni attività lucrativa del territorio. Tutti lo temono e gli si sottomettono, anchela polizia e gli ufficiali dell’Intendenza. Solo Giovanni Bovara si ostina a tenergli testa e a contrastare i suoi sporchi affari. Ma don Cocò non può sopportare a lungo e si prepara a schiacciarlo come un insetto, col più diabolico dei tranelli.

AVVOCATO FASULO (Filippo Luna)
Vuole apparire al mondo come uomo specchiato, pio e religiosissimo, ma è in realtà il più viscido dei serpenti. È il potentissimo braccio destro di don Cocò Afflitto, il faccendiere che ordisce ed esegue tutti i suoi intrighi e le sue macchinazioni.

PROCURATORE REBAUDENGO (Giancarlo Ratti)
Come Bovara viene dal Nord ma, a differenza dell’altro, ha capito bene la realtà del potere mafioso ed è assai disincantato sulla possibilità di poterla contrastare. Le precise e circostanziate denunce di Bovara rianimano la sua combattività. Quell’ispettore sta scatenando il finimondo e il giudice Rebaudengo non intende tirarsi indietro.

CAPITANO LOSTRACCO (Giuseppe Lanino)
Ufficiale dei carabinieri, è consapevole di come funzionino le cose da quelle parti, ma è fedele al proprio ruolo e alla divisa. Quando Rebaudengo gli ordina di approfondire le accuse di Bovara, Lostracco esegue senza esitazioni e gli fornisce le prove per poter avviare la sua inchiesta contro don Cocò Afflitto.

SPAMPINATO (Cocò Gulotta)
Uomo rozzo e cinico; pur essendo il delegato di polizia, è totalmente asservito al potere di don Cocò e dell’avvocato Fasulo, tanto da divenirne complice.

LA MANTÌA (Angelo Libri)
Vice del delegato Spampinato. È lui, in sede d’interrogatorio, a incastrare in maniera astuta e iniqua il povero ispettore ai mulini. Ma in realtà, non volendo, fornirà a Bovara gli elementi su cui imbastire quella mossa del cavallo che gli permetterà di salvarsi.

PINTACUDA (Roberto Salemi)
Integerrimo giudice siciliano, comprende che Bovara è innocente ed è stato incastrato da don Cocò e dall’avvocato Fasulo. Insieme a Rebaudengo, tenta un contrattacco, ma dovrà rendersi conto che con la mafia si possono ottenere solo vittorie parziali. Almeno per il momento.

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