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febbraio

Sanremo 2018: Nonno Claudio chiama a raccolta friends (& partners) ma lascia giocare Michelle e Pierfrancesco nella sua festa della musica

Baglioni, Hunziker e Favino a Sanremo 2018

Baglioni, Hunziker e Favino a Sanremo 2018

Doveva essere un Festival di rottura. Ed in effetti la prima di Sanremo 2018 è stata una discreta rottura di Baglioni. Con qualche bagliore. Nonno Claudio non è stato così sprovveduto: probabilmente consapevole dei propri limiti televisivi, ha pensato bene di organizzare la sua ‘festa della musica’ chiamando a raccolta friends (& partners), lasciando giocare sul palco due nipotini che si sono rivelati, in barba alle catastrofiche previsioni della vigilia, meno a disagio di quanto ci si potesse aspettare.

Ancor meno sprovveduta è stata Mamma Rai. Calcare la mano sull’intrattenimento dopo il triennio di Carlo Conti, sperando di bissarne i successi, si sarebbe quasi certamente rivelata una nota stonata; condivisibile, dunque, riportare al centro della scena la musica, potendo contare sul padrone di casa come richiamo importante per i big della canzone nostrana. E bene ha fatto Baglioni a puntare su una conduzione per sottrazione, preoccupandosi -come un vecchietto al parco- del divertimento dei nipotini ed intervenendo soltanto in caso di necessità.

I nipoti Hunziker e Favino si sono dimostrati più coscienziosi e disciplinati del previsto. Pierfrancesco ha messo da parte la sua proverbiale antipatia e, dopo una palpabile tensione iniziale, ha trovato la sua cifra distogliendo lo sguardo dal copione e condendo i suoi interventi con qualche simpatica battuta e alcuni divertenti (e ben interpretati) uno-due con Michelle. La Hunziker, dal canto suo, ha potuto beneficiare dell’ignoranza televisiva dei due compagni di viaggio, cosa che l’ha trasformata in un battibaleno da spalla simpatica e leggera, quale è, a conduttrice navigata. Alla fine è stata lei a portare avanti la baracca con due valletti di lusso.

Di lusso, invece, non possono essere certamente definiti gli autori: Sanremo 2018 è stato scritto troppo e (spesso) male. La gag di Gianni Morandi, tanto per dirne una, non la realizzerebbero più nemmeno nella peggiore sitcom della peggiore emittente locale. Per contro, si è trovata una chiave apprezzabile per ospitare sul palco il cast di ‘A Casa tutti Bene”. La sensazione è che per il 68esimo Festival non ci sia stata una scrittura corale, percependosi mani e menti diverse nel corso delle oltre quattro ore di diretta.

Il tutto nel solco di un’ordinarietà spezzata in alcuni momenti da Hunziker e Favino (potrebbero fare ancora meglio nelle prossime puntate), oltre al solito Fiorello, bravissimo ad accendere le platee e ancor più bravo a rubare la scena ai padroni di casa. Però se vai a Sanremo, qualcosa devi prepararla, altrimenti il rischio è sempre quello di sembrare un animatore di lusso. Anzi, per usare le sue stesse parole, uno scaldapubblico.



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10 Commenti dei lettori »

1. giacomo bartoluccio ha scritto:

7 febbraio 2018 alle 08:39

Una palla allucinante…..ho cambiato dopo Fiorello.
Le finte gag Hunziker e Favino, spontanee come il mais della Bonduelle
Baglioni un manichino della rinascente, secondo me simpatico come la sabbia nelle mutande…non ha un’anima questo festival ed è il prezzo da pagare quando prendi dei “non televisivi”



2. Luca ha scritto:

7 febbraio 2018 alle 10:04

Fiorello verso i 60 anni che ripete in continuazione : su le mani ,è a dir poco raccapricciante
Basta Fiorello ,l’animatore turistico hai smesso di farlo 30 anni fa



3. XxdanyxX ha scritto:

7 febbraio 2018 alle 10:59

Sono d’accordo su quasi tutto quello scritto
avevo molta paura e molti preconcetti circa questo festival eppure ieri la serata mi è sembrata piacevole, e Baglioni ha saputo confezionare un buon festival con due presentatore d’eccezione (Favino assoluto mattatore della serata)
speriamo tengano gli ascolti,



4. Andrea ha scritto:

7 febbraio 2018 alle 11:02

Favino proverbialmente antipatico ed Hunziker simpatica? Ohibò, il mondo alla rovescia!
Fin troppo stucchevole lei e non così avvezza quanto si voglia pensare. Il momento in cui un cantante (Canzian mi pare) ha preso parola per dire qualcosa contro la violenza sulle donne: Pippo gli avrebbe strappato il microfono dalle mani in quanto un cantante non dovrebbe poter dire nulla subito dopo l’esibizione.

A parte queste piccolezze sono incredibilmente soddisfatto dal fatto che ci fosse veramente un sacco di musica e quasi zero fuffa. Il Festival lo preferisco così, sinceramente di vedere la famiglia conigli con 25 figli non me ne frega un fico secco.



5. Travis ha scritto:

7 febbraio 2018 alle 11:37

Contro tutti i miei pronostici il Festival mi è piaciuto. Ovviamente per quanto può piacere uno spettacolo che è più un rito liturgico e vecchio. Mi è piaciuta molto la conduzione di Michelle e la fluidità dei momenti. Le canzoni sono vecchie come chi le canta. Meno male che ci sono Annalisa, Noemi, Zilli, Vibrazioni, Kolors e Caccamo. Gli altri non pervenuti.



6. Vince! ha scritto:

7 febbraio 2018 alle 11:47

Vabbè, i gusti sono gusti e ormai noi affezionati lettori conosciamo quelli “diversamente raffinati” di Davide.

Una cosa mi ha fatto molto piacere: finalmente un programma televisivo dove tutto è stato provato a lungo. Alla fine si è notato che Fiorello (che ha un po’ buttato via il suo intervento) è stato l’unico a non averlo fatto.
Una professionalità che non vedevo da tempo in tv…



7. Andrea ha scritto:

7 febbraio 2018 alle 12:00

Vero Vince!, è una cosa che ho pensato anche io – che pur non sono un esperto di TV – guardando ieri sera. Anche la regia durante le canzoni niente di rivoluzionario ma si vedeva che c’era dello studio dietro, ad esempio.



8. Srich ha scritto:

7 febbraio 2018 alle 13:26

La tattica di far pensare il peggio possibile alla vigilia ha dato i suoi frutti :°D
Serata inaspettatamente scorrevole, Favino dominatore (con la recitazione ha trasformato sketch da sufficienza in momenti davvero divertenti), Hunziker finalmente cresciuta, Baglioni non scioltissimo, ma più simpatico di quello che ci si poteva aspettare.
Buona l’idea di sketch video, ma quelli con Morandi erano davvero davvero deboli. Regia sulle canzoni che ha fatto un salto di qualità enorme, palco bellissimo, buonissima la media delle canzoni. Da questo punto di vista visto che ha invitato un po’ chiunque poteva portare come ospiti Elio (l’idea della canzone di saluto è buona, ma già il fatto di doverla ricantare toglie forza) e Facchinetti/Fogli in modo da liberare due posti per canzoni migliori e progetti discografici più forti.



9. Sabato ha scritto:

7 febbraio 2018 alle 14:18

Promuovo Favino, molto più simpatico e padrone del palco dell’altro attore portato recentemente a condurre il Festival, Gabriel Garko. Bravissima la Hunziker, l’unica a conoscere i tempi televisivi e a porsi in maniera veramente gradevole; è l’opposto di Baglioni, che, al contrario, appare lento e “triste”. Canzoni, a mio parere, mediamente brutte (ma diffido sempre del primo ascolto); salvo solo Lo Stato Sociale, Max Gazzè, i Decibel ed i The Kolors (che non sopporto, ma hanno una canzone super orecchiabile, che spaccherà in radio). Ho molto apprezzato l’intervento di Fiorello, che ha contribuito a salvare la puntata: non sono d’accordo con Davide Maggio quando dice che Fiorello avrebbe dovuto prepararsi e scrivere di più, in quanto penso che Fiorello abbia scritto eccome, anche se il suo modo di fare show fa apparire i suoi interventi come chiacchiere improvvisate.



10. kalinda ha scritto:

7 febbraio 2018 alle 16:16

Molto positivo il fatto che non ci siano stati ospiti che non c’entrano nulla con il festival, interviste tappetino, momenti c’è posta per te come l’anno scorso.



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