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gennaio

Romanzo Famigliare: anticipazioni quinta puntata di lunedì 22 gennaio 2018

Romanzo Famigliare - Guido Caprino

Romanzo Famigliare - Guido Caprino

Non c’è pace per Agostino, il personaggio di Romanzo Famigliare interpretato da Guido Caprino: se nella puntata di questa sera ha avuto finalmente la conferma che Micol (Fotinì Peluso) è sua figlia, nella prossima in onda lunedì 22 gennaio rischierà un procedimento disciplinare che potrebbe distruggere per sempre la sua carriera militare.

Tutto nascerà dal legame morboso che Nicoletta (Barbara Venturato) ha instaurato con lui. La ragazza, sua allieva in Accademia e vittima di turbe comportamentali che le impediscono di interagire al meglio con i compagni e le compagne di corso, si è attaccata fino troppo ad Agostino, ne ha fatto un punto di riferimento e ben presto si spargerà la voce che tra i due ci sia una relazione.

Secondo gli psicologi Nicoletta (o meglio Nicola, come preferisce farsi chiamare lei) non era adatta alla vita militare, e il fatto che proprio Agostino abbia insistito per ammetterla al corso sarà un’aggravante per le accuse, dalle quale però l’uomo riuscirà a sottrarsi, come si legge nelle anticipazioni che seguono.

Romanzo Famigliare: anticipazioni quinta puntata di lunedì 22 gennaio 2018

Emma ha compiuto un atto ingiusto, e pericoloso, l’appropriazione indebita del TFR, e deve prendere coscienza attraverso Mariuz che i soldi non saranno restituiti così presto. Chiede spiegazione a Giorgio, che è laureato in diritto societario: la informa che se il TFR non dovesse essere restituito, la responsabilità sarà di Emma, e si tratterebbe di un reato penale, non amministrativo, che prevede dai sei mesi ai tre anni di reclusione. La presunta relazione tra Agostino e Nicola viene riferita ai superiori e Agostino subisce un procedimento disciplinare. Un vero e proprio processo davanti alla commissione e all’Ammiraglio.

All’ufficiale psichiatra che interroga Nicola, però, risulta evidente che la ragazza ha dei seri problemi di percezione della realtà. Agostino viene discolpato. La ragazza ritenuta non idonea alla vita militare. Ivan intanto scopre che Federico è a Livorno. E’ attaccatissimo a Micol e non capisce se la loro è solo un’amicizia o qualcosa di più. Anche per questo non riesce a prendere una decisione sull’operazione per l’impianto cocleare che potrebbe ridargli l’udito.

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1 Commento dei lettori »

1. Pongo&Peggy ha scritto:

17 gennaio 2018 alle 15:25

La serie la guardo e continuerò, per la qualità dell’ambientazione, della recitazione, della regia. Ma la storia ….. non mi convince, e non mi avvince. Tanta carne al fuoco, troppa, che non so come si potrà risolvere da qui alla fine. Tanti personaggi, talmente tanti che nessuno è realmente messo a fuoco. Fanno eccezione solo la figura di Micol e del fidanzato clarinettista, e quella di Vanni. Per il resto, se non avessi letto qui su DM la descrizione analitica dei personaggi ancora mi chiederei chi sono Marius, la ex baby sitter e suo figlio, e che senso hanno nella storia. Tutti sembrano agire in preda a raptus improvvisi, non c’è un filo conduttore, una logica … La protagonista nel giro di una settimana si trasforma da hippy ribelle e pigrissima che si fa pulire casa e portare colazione a letto dalla figlia, a signora bene che riceve gli ufficiali dell’Accademia con le porcellane dell’800 e non disdegna nessuno dei privilegi del suo status, autista compreso. Come non bastasse si scopre improvvisamente insofferente al marito per motivi che capisce solo lei e gli preferisce l’amico d’infanzia rintronato. Per parte sua il marito, uomo di sani principi e tutto d’un pezzo, non trova di meglio che anfrattarsi in mezzo alle cabine con la migliore amica (e quasi cognata) della moglie senza un vero perchè.
Giannini mi sembra un’occasione sprecata, il suo personaggio non si riesce nè ad amarlo nè ad odiarlo, semplicemente non lo si capisce come quasi tutti gli altri. E poi un contorno di storie potenzialmente interessanti ma buttate lì senza criterio, come la vicina di casa (una Pamela Villoresi sprecata pure lei) e la di lei figlia, e le storie piuttosto assurde delle donne cadetto di cui si poteva fare anche a meno. Non parliamo di Ivan e famiglia.
Una quantità spropositata di personaggi in cerca di autore, senza che ce ne sia nessuno a cui si riesce davvero ad affezionarsi, o in cui ci si possa immedesimare. Non so come questo caos si potrà ricomporre nel finale, e infatti temo non si ricomporrà.
Personalmente tifo solo per il povero topolino salvato dalle fauci del pitone, che ogni tanto la regia inquadra mentre vaga per Villa Liegi. Speriamo si salvi almeno lui.



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