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gennaio

Stefano Coletta a DM: «Gli ascolti di Rai3? Siamo meno terremotati del previsto». Ho sostituito Asia Argento con Veronica Pivetti per due ragioni…

Stefano Coletta, direttore di Rai3

Il terremoto annunciato – assicura – non s’è visto. E, se c’è stato, non ha fatto disastri. A sei mesi dal suo insediamento, Stefano Coletta parla della Rai3 da lui diretta e traccia un primo bilancio con toni ottimistici. Da una parte – lo ammette lui stesso – la rete ha perso dei pezzi importanti, da Fabio Fazio al gruppo di Gazebo, ma dall’altra ha acquisito nuovi innesti: il ritorno di Michele Santoro, la nuova serie di Valerio Mastandrea, l’arrivo dell’intrattenimento con Carlo Conti. “Voglio riportare ascolto in prima serata e rafforzare le ventiquattr’ore” ci spiega Coletta, che abbiamo incontrato a Milano a margine della presentazione dell’undicesima stagione di Amore Criminale, condotta da Veronica Pivetti. 

Direttore, lei ha definito questa trasmissione “connaturata alla missione del servizio pubblico, nonostante le critiche“. A cosa alludeva?

Alludevo alla critiche che ci sono sempre, per qualsiasi programma. Amore Criminale affronta una materia delicata, ma la trattiamo nel modo più serio possibile, perché ricostruiamo gli atti processuali con grande attenzione, con un adattamento di senso televisivo e quindi sono soddisfatto del lavoro fatto. Appena insediato ho deciso che Amore Criminale dovesse tornare in prima serata con una conduzione forte. Sono assolutamente contrario al ragionamento per cui la tv può contenere il rischio di emulazione su certi temi. Anzi, questo programma fa un gran lavoro di prevenzione e di messa in campo di strumenti per tutte le donne.

Quella di posizionare Amore Criminale nel prime time della domenica, contro Fazio, è stata una scelta tattica?

Una scelta tattica per la domenica sera, ma in realtà una scelta portatrice di un sapore diverso rispetto alle precedenti conduzioni. Veramente Veronica è di una normalità per cui lascia da parte il suo ruolo professionale e si mette a nudo come donna. Ho scelto questa collocazione difficile abbastanza scientemente, perché Rai3 aveva perso dei pezzi che hanno prodotto un meccanismo per cui ora Fabio Fazio va su Rai1 dopo anni di fiction in quella serata. Allora ho pensato che questo programma mette in campo processi narrativi di cui un pubblico è rimasto orfano e l’ho messo in quella collocazione.

Perché ha scelto di sostituire Asia Argento con Veronica Pivetti alla conduzione?

Perché è inutile negare che gli ascolti dell’ultima edizione con Asia Argento non erano in linea con gli obiettivi di rete. Ma, al di là di questo, il coinvolgimento di Asia sulla storia americana era stato talmente troppo che mi sarebbe sembrato di approfittare di questo dibattito. E poi, dopo la scelta più dark e più noir di Asia, volevo una donna più popolare.

Intanto su Rai3 è arrivato un altro volto popolare: Carlo Conti.

Rai3 da molto tempo non aveva più l’intrattenimento ed è venuto da me Carlo Conti a propormi questo originale remake di Ieri e Oggi: non ci ho pensato più di cinque minuti, non solo perché Carlo è il più grande professionista che abbiamo ma perché volevo testare già da subito la risposta di una rete come Rai3, ed è andata benissimo. Con quasi il 9% della prima puntata abbiamo triplicato gli ascolti della seconda seconda serata del venerdì.

E il ritorno di Michele Santoro?

Michele è sempre un grandissimo professionista. Giovedì scorso è partito con tema molto tecnico, alto, ed ha vinto la serata tra i tre programmi informativi in campo, peraltro essendo quello che durava anche meno, e quindi questo suo 4,9% è un dato importante proprio perché era una puntata senza facce note della politica ed il tema era altissimo.

Tra le novità del 2018 c’è anche La linea verticale, con Valerio Mastandrea.

Sì, è un prodotto bellissimo, perché è scritto con grande sapienza. Ho visto tutte le otto puntate e abbiamo deciso di collocarle in prima serata dopo l’access di Gramellini. In questo caso non mi interessano tanto gli ascolti, ma il fatto che un linguaggio nuovo e molto interessante possa arrivare in prime time al sabato, una serata solitamente di leggerezza, a più persone possibili. Mastandrea è straordinario e lo è anche l’autore Mattia Torre.

Capitolo Cartabianca. Ma le lamentele di Mannoni per gli sforamenti della Berlinguer le sono arrivate davvero?

I programmi in diretta hanno sempre una quota di imprevedibilità e quello che leggiamo a volte è attribuibile alla fantasia di chi legge gli avvenimenti televisivi. Accade che in una diretta di tre ore possano esserci dei naturali sfori, ma non c’è assolutamente da parte di Bianca Berlinguer alcuna sfida nei confronti di Mannoni. Può accadere che a volte la contabilità della diretta contenga degli imprevisti. Cartabianca quest’anno ha quasi sempre rispettato il termine di chiusura, tranne una volta in cui un ospite non arrivava. Stavamo aspettando Casini per portare una notizia e può capitare che a volte in diretta si possano perdere i tempi.

In generale, come giudica la situazione ascolti di Rai3? C’è stato un calo?

Io lavoro a Rai3 da tanti anni, negli ultimi tempi al palinsesto e al marketing, quindi conosco la rete come le mie tasche. Devo dire che sono positivamente sorpreso del fatto che siamo sempre la terza rete nelle ventiquattr’ore, nonostante abbiamo perso in autunno due serate di prime time con Che tempo che fa e Rischiatutto. Nonostante sia andato via anche il gruppo di Gazebo in access, i nuovi access non hanno subito scarto numerico. Il lavoro che ho cominciato a fare è quello di cercare di riportare ascolto in prima serata e di rafforzare le ventiquattr’ore. Anche giovedì scorso, 11 gennaio, abbiamo fatto il 7% nelle ventiquattr’ore, che è un dato di grande permanenza. Rispetto al terremoto annunciato, insomma, siamo meno terremotati.



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2 Commenti dei lettori »

1. kalinda ha scritto:

14 gennaio 2018 alle 20:23

Dovrebbero rifare Ballarò magari con Santoro.



2. Sabato ha scritto:

15 gennaio 2018 alle 09:07

“Santoro è partito giovedì con un tema molto tecnico ed alto, eppure ha vinto la serata tra i tre programmi informativi in campo, peraltro essendo quello che durava meno. Il suo 4,9% è un dato importante per una puntata senza politici e con un tema altissimo”: esattamente quello che ho scritto io venerdì! Il risultato d’ascolto di M è stato positivo non solo perché significativamente superiore a quello degli altri due talk in onda in contemporanea (Quinta Colonna e Piazza Pulita), ma anche perché ottenuto con una puntata monotematica sulle banche (tema difficile e di nicchia), che non prevedeva né ospiti politici né confronti acchiappa-pubblico in studio.



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