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gennaio

M, Michele Santoro torna su Rai3: «Nei talk show c’è Kamasutra di politici. Prima ero un Padreterno, ora ho un incastro contrattuale»

Michele Santoro, M

Zorro c’aveva la Z, Michele Santoro la M. Come il giustiziere mascherato, anche il giornalista intende lasciare il segno. Da domani, l’ex teletribuno di Annozero tornerà su Rai3 con il proprio programma d’attualità – M, appunto – per “fare quello che i tg non fanno“. In diretta dalla sede torinese del servizio pubblico, il conduttore presenterà in prima serata un ciclo di quattro puntate dedicate ciascuna ad un tema monografico: si parlerà di Banche, immigrazione, Roma Capitale ed evasione fiscale. L’obiettivo dichiarato è quello di fare una trasmissione opposta a Porta a Porta, almeno nell’approccio. 

Secondo il giornalista, infatti, il programma di Rai1 costituirebbe un modello di talk show oggi prevalentemente diffuso in Italia e motivato dal fatto che “la politica è riuscita a stabilire una sorta di primato, ovvero senza ospiti politici la trasmissione non esiste“. Il conduttore intende invece sovvertire questo modello, come fatto in passato coi suoi stessi talk show.

Noi ci dobbiamo provare, per questo sono convinto che occorra costruire un ‘laboratorio’ per dare vita ad una serialità. Riparto con lo spirito di 22 anni fa, io faccio quello che i tg non fanno, quello che il flusso non fornisce. La carta stampata ci prova ma non con molto successo. Proviamo con il tema monografico, mentre la tv di oggi va per pezzetti

ha spiegato il giornalista durante la conferenza stampa di presentazione del programma. Santoro ha inoltre definito il suo approdo su Rai3 come un ritorno a casa, ma anche come un tentativo di uscire dallo schema secondo cui “se tradisco il pubblico che c’è allora è un problema, se invece non tradisco il pubblico che c’è allora non farò mai nulla di nuovo. E’ questo il dilemma da cui nasce M“, ha detto.

M prenderà spunto dalla realtà, adoperando una varietà di soluzioni e di linguaggi. Un protagonista al centro della scena rappresenterà il tema centrale della puntata, ma a scandire i tempi della diretta sarà una inchiesta registrata, mentre si alterneranno opinionisti ed esperti, rubriche e un cast di giovani provenienti da tutta Italia: una formula molto simile a quella adottata, con scarso successo, nei due appuntamenti con M trasmessi nella primavera scorsa su Rai2.

Al programma prenderà parte anche Roberto Saviano, che in ogni puntata pronuncerà un monologo-editoriale. Tornerà la maschera di Nazareno Renzoni con Vauro ed è prevista una miniserie dei The Pills. Sara Rosati condurrà il dibattito con i giovani in studio e, tra i protagonisti, si sarà anche Andrea Rivera.

Ospite della prima puntata sarà il finanziere italiano Giuseppe Bivona, che lavora a Londra ed ha intrapreso una battaglia di trasparenza sul sistema bancario italiano. All’esordio, quindi, nessun politico in studio:

Ormai siamo al Kamasutra dei politici nei talk. C’è quello che chiede di fare l’intervista in piedi, quello che chiede di avere accanto due ospiti precisi, quello che chiede di fare l’intervista alle quattro di pomeriggio. E la concorrenza dei talk è tutta giocata sulla caccia all’ospite. Noi non abbiamo mai fatto questo. Chi viene nei nostri programmi accetta il nostro rito

ha precisato al riguardo Santoro. Nella seconda puntata interverrà il ministro dell’Interno Marco Minniti, nella terza dovrebbe esserci il sindaco di Roma Virginia Raggi. Per l’ultima sono attesi Matteo Renzi, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, in tre momenti distinti della trasmissione.

A margine della presentazione del programma non poteva mancare la polemica santoriana:

Oggi io per fare questi programmi sono in un incastro contrattuale che se lo descrivessi… E’ stata un’operazione di bravura da parte di chi l’ha fatta, però per chi lavora è una condizione di minorità. Io quando lavoravo in Rai e avevo il mio programma ero un Padreterno da questo punto di vista, qui invece sei sottoposto a qualunque tipo di meccanismo, soglia, controlli

ha dichiarato Michele, dicendosi disponibile a fare il consulente per un nuovo programma fatto con giornalisti Rai e in onda tutto l’anno. A maggio, il conduttore tornerà con un nuovo ciclo di quattro puntate di M dedicate al caso Moro.

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1 Commento dei lettori »

1. Sabato ha scritto:

10 gennaio 2018 alle 20:54

La monotematicità delle puntate e l’assenza della rissa fra (i soliti) politici in studio rendono questo nuovo esperimento di Santoro davvero coraggioso. Lo seguirò con interesse, come sempre!



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