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gennaio

Canone Rai, Renzi vorrebbe abolirlo. Calenda lo silura: «Presa in giro»

Carlo Calenda, Matteo Renzi

La Rai ci finisce sempre in mezzo. Soprattutto sotto elezioni, quando lo spettatore diventa votante. E quando occorre racimolare consensi. Stavolta a trascinare il servizio pubblico al centro dell’agone politico sono le indiscrezioni che arrivano dal Pd: secondo Repubblica, infatti, il segretario dei dem Matteo Renzi sarebbe sul punto di proporre nella prossima direzione del partito l’abolizione del canone di servizio della tv pubblica. Una eventuale mossa che il ministro dello Sviluppo Economico uscente, Carlo Calenda, ha subito bollato come una “presa in giro“.

A due mesi esatti dalla consultazione elettorale del 4 marzo prossimo, Renzi avrebbe pensato di giocarsi il jolly del canone Rai, una “brutta tassa” che il Pd potrebbe annunciare di voler cancellare. Che il partito ‘anti-populismi’ valuti l’idea – di per sé abbastanza populista – di abolire la gabella più invisa agli italiani è un po’ il colmo, ma in questo modo lo scossone sulla campagna elettorale sarebbe garantito. Il tema del canone Rai, del resto, è molto caro a Renzi, che durante la sua permanenza a Palazzo Chigi aveva ridotto l’importo della tassa, inserendola poi nella bolletta della luce.

Prima ancora di essere ufficializzata, tuttavia, l’ipotesi dell’abolizione ha suscitato critiche da parte del ministro dello Sviluppo Economico uscente, Carlo Calenda, che su Twitter ha espresso tutte le proprie perplessità su una eventuale manovra di questo tipo.

Calenda, che si è dichiarato favorevole alla privatizzazione del servizio pubblico, ha poi rincarato la dose, replicando alla difesa d’ufficio avanzata dal deputato Pd Michele Anzaldi (“Se tagliamo 1,5 mld spesa pubblica ed eliminiamo canone Rai i cittadini pagano meno“).

Intanto – scrive Repubblica – lunedì pomeriggio sarà convocata dal direttore generale Mario Orfeo una riunione ad hoc con tutto il CdA per discutere della questione. L’ipotesi di abolizione del canone, infatti, avrebbe già mandato in fibrillazione i vertici del servizio pubblico, che già in passato si erano lamentati per gli interventi governativi sull’imposta. Durante la governance dell’ex DG Campo Dall’Orto, il CdA Rai aveva infatti espresso preoccupazione per la riduzione del canone a 90 euro, parlando di “rilevanti criticità” e di necessità di ridurre gli investimenti.

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6 Commenti dei lettori »

1. Filippo ha scritto:

5 gennaio 2018 alle 15:17

Matteo Renzi in campagna elettorale is the new Silvio Berlusconi!



2. aaaaa ha scritto:

5 gennaio 2018 alle 17:03

Renzi si sta comportando come quando ritirò fuori il Ponte sullo Stretto qualche tempo prima del referendum. Pagliaccio ancestrale cancerogeno.



3. Sabato ha scritto:

5 gennaio 2018 alle 19:46

Si tratta evidentemente di una mossa pubblicitaria (in campagna elettorale se ne sentono di tutti i colori!), ma va detto che, se il canone Rai è sempre aumentato prima del governo Renzi (aumentava di anno in anno dal lontano 1961!), dal 2014 ad oggi è sceso da 113 a 90 euro. Renzi è un furbacchione, ma, stando ai fatti, è l’unico che, nella storia italiana, ha messo mano al canone riducendolo.



4. Luca ha scritto:

5 gennaio 2018 alle 20:02

Renzi ridicolo
Sa che alle prossime elezioni il PD prenderà una sonora batosta
e allora le tenta tutte



5. silvia ha scritto:

6 gennaio 2018 alle 05:01

è una tassa ingiusta,,,la rai ha tantissima pubblicità e dovrebbe avere o l’abbonamento o la pubblicità((((senza sperperi con contratti da artista, assunzioni inutili e sprechi di ogni genere))) come fanno tutte le altre tv che tra l’altro sono anche migliori!!!!questi sono capaci di far finta di toglierla per poi farcela ritrovare con un altro nome(((è una specialità dei politicanti!!))



6. Davide_C_ ha scritto:

6 gennaio 2018 alle 14:24

Renzi è quello che è stato 3 anni al governo e il canone lo ha messo in bolletta,misura confermata anche quest’anno. A 2 mesi dalle elezioni vuole abolire il canone. Dopo il ponte sullo stretto ci manca solo che promette l’abolizione del bollo dell’auto e poi il centro-destra gli deve chiedere i diritti d’autore. Se voleva abolire il canone perchè lo ha messo in bolletta? Perchè non lo ha abolito mentre era al governo? E poi se la Rai resta pubblica al posto del canone chi la finanzierà? Il contribuente italiano,anche chi non ha la Tv? Mi sembra la tipica mossa pre-elettorale.



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