28
novembre

Scomparsa: Rai 1 vince facile con la «solita» Vanessa Incontrada

Scomparsa - Vanessa Incontrada

Scomparsa - Vanessa Incontrada

Prendi un’adolescente che scompare, una madre disperata che la cerca, un padre che ignora perfino la sua esistenza ed una comunità che si stringe intorno a loro ma allo stesso tempo si chiude, per celare segreti inconfessabili. Mischia tutto ed il dramma familiare/sociale è servito e lo spettatore colpito al cuore: è questo ciò che sta accadendo con Scomparsa, la nuova fiction di Rai 1 in onda ogni lunedì (con ottimi ascolti).

Scomparsa: un racconto cupo che però coinvolge lo spettatore

La serie non brilla per originalità inserendosi perfettamente nel quadro dell’ultima offerta Rai che con Sorelle e Un’Altra Vita ha creato la dicotomia mistero/piccola città che diventa quasi personaggio del racconto. Qui il luogo in questione è San Benedetto del Tronto, una bella cornice naturale per una storia a più voci in cui si fatica a trovare leggerezza, visto il presupposto narrativo.

La sparizione di due ragazzine e lo spaccio di droga non lasciava presagire nulla di buono, dunque è ovvio che la fiction risulti cupa ed a tratti angosciante. Anche in questi frangenti lo spettatore dovrebbe comunque trovare una via di fuga, dovrebbe poter prendere una boccata d’ossigeno dall’ansia della ricerca, ma in Scomparsa questo è molto difficile, perchè tutti i personaggi sono portatori di un proprio dramma che non lascia spazio al sollievo.

Scomparsa: Vanessa Incontrada ancora una volta madre sola e combattiva

La mancata originalità sta anche nel fatto che la protagonista Vanessa Incontrada è ormai incastrata in una comfort zone che è garanzia di ascolti ma rischia di diventare troppo ripetitiva. Si citava prima Un’Altra Vita ma anche in Anna e Yusef, Non dirlo al mio Capo e ne La Classe degli Asini interpretava una madre sola e in difficoltà, disposta a tutto per i propri figli, e ben presto si calerà in un ennesimo ruolo simile. Questo, aldilà dei diversi toni con i quali tale condizione viene messa in scena, può stancare, portando quasi a confondersi tra un titolo e l’altro.

Scomparsa è un prodotto ben scritto e ben interpretato, che tiene alta l’attenzione dello spettatore e lo coinvolge in un’indagine disperata. Ma, toccando certe corde, è un po’ come vincere facile.

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4 Commenti dei lettori »

1. claudio75 ha scritto:

28 novembre 2017 alle 14:51

La verita, cara stefanelli, é che una ottima fiction ben scritta ed interpretata, batte sonoramente la festa de noantri di C5.

Perchè mi piacerebbe sapere da te, l originalità e la boccata di ossigeno dove si riscontrano nella tanto esaltata fiction mediaset quale Rosy Abate, L’isola di Pietro per non parlare delle Tre Rose di Eva….

Capisco la faziosità di chi commenta, ma almeno l obiettività di chi scrive!



2. Mauro ha scritto:

28 novembre 2017 alle 15:19

@claudio75 non so se è il troppo amore per la Rai o il troppo disprezzo per Mediaset… ma non riesci proprio a leggere le cose per quello che sono eh. Dove hai letto in questa recensione il passaggio in cui la Stefanelli dice che le fiction Mediaset sono migliori???



3. Stefania Stefanelli ha scritto:

28 novembre 2017 alle 15:37

@claudio75: Ogni fiction viene analizzata a sé, per quello che è e nel contesto in cui è inserita. Scomparsa, come ho scritto, è una buona fiction, ben scritta e ben interpretata, ma molto simile alle ultime offerte Rai e con una protagonista che fa da tempo lo stesso ruolo. Dunque è poco originale. Le Tre Rose di Eva 4 hanno ridato corpo ad una fiction che era praticamente morta con la terza stagione, il merito sta in quello.



4. claudio75 ha scritto:

28 novembre 2017 alle 20:58

Stefanelli, ma per carita!
Si é dato corpo ad una fiction morta.
La rianimazione di tale serie la vedi lei e pochi altri.
Siamo seri.
I dati di ascolto parlano chiaro.
E rispettiamo le scelte del pubblico che premia Scomparsa e boccia sonoramente le Rose di eva.

E mi permetto di sottolineare, il controsenso di quello che ha scritto.
Prima dice che la fiction risulta cupa ed a tratti angosciante lo spettatore dovrebbe comunque trovare una via di fuga dovrebbe poter prendere una boccata d’ossigeno dall’ansia della ricerca Ma questo è molto difficile perché la trama non Lascia spazio al sollievo.

Poi successivavante dice che la fiction é un prodotto ben scritto e ben interpretato che tiene alta l’attenzione dello spettatore e lo coinvolge in un’indagine disperata

Delle due l una o é angosciato dalla trama o ne é coinvolto.

D altronde il dato cumulativo delle prime due puntate parla chiaro.
Piu di sei milioni di persone sono coinvolte il lunedi sera in una trama avvincente e non affatto scontata e mielenza.



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