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settembre

X Factor 11 brucia sul tempo Amici 17: concorrenti da ogni parte del mondo

Einar Ortiz, cubano - X Factor 2017

Einar Ortiz, cubano - X Factor 2017

Amici le pensa, X Factor le fa. Mentre Maria De Filippi ammette che le piacerebbe un cast internazionale per la nuova edizione di Amici, il talent di SkyUno dà il via alla nuova edizione con aspiranti concorrenti in arrivo da ben sedici diversi paesi del mondo.

Il programma condotto da Alessandro Cattelan quest’anno ha accolto cantanti (o aspiranti tali) da ogni parte del mondo. Dalle più vicine Spagna, Francia e Ucraina fino all’Australia; da Cuba, Brasile e Perù alla Cina; dall’Etiopia, il Marocco, il Senegal e la Nigeria fino alle Filippine. Quella appena iniziata su SkyUno è un’edizione, la numero 11, più multietnica che mai, con molti concorrenti stranieri che hanno tentato la via del successo passando da X Factor Italia.

Tra di loro, protagonisti della prima puntata di Audizioni (qui la recensione e i concorrenti ammessi), i giovanissimi e talentuosi Einar Ortiz, cubano, e Camille Cabaltera, filippina. Ma la storia più toccante è quella di Samuel Storm, un 19enne nigeriano, che per arrivare in Italia ha attraversato il deserto e il mare insieme ad altri 130 immigrati in cerca di una vita migliore. Un viaggio che lo ha impegnato 9 mesi.

Amici: casting in Spagna e UK

E Amici? Sull’argomento, il talent di Canale 5 è fermo alle buone intenzioni o, come dice Maria De Filippi, tiene i piedi per terra:

Mi piacerebbe fare un casting internazionale. E’ un sogno già un po’ infranto da chi ha il compito di tenermi con i piedi per terra, ci sarebbero molte difficoltà da superare, ad esempio in che lingua farli parlare, ma mi piacerebbe”.

Parlava così la conduttrice al termine dell’ultima edizione, vinta dal ballerino Andreas Muller. Qualcosa, nella scuola più famosa d’Italia, si è comunque mosso. Amici 17 ha infatti deciso di guardare all’estero, nel tentativo di ‘ripescare’ i talenti nostrani che hanno cercato di fare fortuna fuori dal Belpaese (maggiori info qui) e, aggiungiamo oggi, ha organizzato anche casting in Spagna e UK alla ricerca di talenti locali da importare in Italia.

X Factor brucia sul tempo Amici e non è una novità. Ad aprire, per primo, le porte della discografia a nuovi volti e nuove voci è stato nel 2008 l’X Factor di Rai2, che al primo tentativo lanciò Giusy Ferreri. Tenuta a battesimo da Tiziano Ferro, che le scrisse il tormentone Non ti scordar mai di me, oltre a produrle il primo album Gaetana, fu proprio il clamoroso successo della cantante palermitana a sdoganare i talent nel mercato della musica, che da lì ha poi conosciuto anche i vari Marco Carta, Valerio Scanu, Alessandra Amoroso, Emma Marrone e via dicendo. Con un primato di Amici che ha il sapore della rivincita.

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4 Commenti dei lettori »

1. Sabato ha scritto:

25 settembre 2017 alle 17:52

Bene il cast internazionale, che rispecchia la società odierna: viviamo in un “mondo globalizzato”, in cui i muri e gli altri tentativi di “contenere” la libertà di movimento delle persone risulteranno assolutamente vani ed inefficaci nei confronti di quella che è una tendenza naturale ed inarrestabile (la globalizzazione, appunto). Anche i concorsi (penso a Miss Italia) ed i talent show se ne sono resi conto: chiudere la gara ad una fetta di possibili concorrenti solo perché “nuovi italiani” significa rinunciare a talenti, voci e personalità potenzialmente irresistibili. Il mercato discografico è “aperto” e “globale”, pertanto è comprensibile la scelta dei talent show di puntare anche su talenti internazionali. Coloro che si dicono contrari al coinvolgimento di cantanti stranieri sono probabilmente gli stessi che hanno criticato – con tanto di insulti razzisti – la scelta della nuova velina bionda, Mikaela Neaze Silva, colpevole a loro dire di non essere veramente bionda (come se Thais o la Corvaglia lo fossero!).



2. Travis ha scritto:

25 settembre 2017 alle 20:13

Ok tutte belle parole. Ma che vengono a fare? Davvero gli fa gola il mercato italiano? In UK lo fanno da anni, se non da sempre e quello è un vero mercato per cui fare i salti mortali pur di arrivarci. Eppure nessuno straniero ci è riuscito nonostante siano arrivati in finale (esempio, l’italiano Andrea Faustini o la finlandese Saara Alto). Quindi alla fine è un’altra genialata di Sky per darsi un tono: li chiama (ormai si è capito, le audizoni non servono a niente) li erge a star e li abbandona.



3. Sabato ha scritto:

26 settembre 2017 alle 08:47

Travis, ti ricordo che anche gli italianissimi Giò Sada, Eva, Gaia, ecc., concorrenti arrivati in finale nelle ultime edizioni di X Factor, non hanno avuto successo. Quindi la possibilità che tutto si riduca ad una popolarità effimera, della durata del programma, è reale, ma vale indistintamente per tutti i concorrenti, italiani e stranieri che siano. Non vedo perciò motivo di considerare il mancato successo dei pochi concorrenti stranieri delle passate edizioni un deterrente al coinvolgimento nel cast di quest’anno di nuovi talenti internazionali.



4. Patrizia ha scritto:

29 settembre 2017 alle 10:11

Non sono assolutamente d’accordo di accettare cantanti NON italiani – addirittura ieri c’erano due ragazze spagnole che vivono a Madrid, nemmeno qui da noi. Tutti ormai hanno capito che l’Italia è il paese del bengodi, ovviamente per i non italiani. Qui siamo in Italia e dobbiamo dare voce alle nostre “voci” (scusate la ripetizione). Ormai gli italiani sono vessati in tutti i modi e in tutti i campi nella loro nazione. E succede solo qui perché ci sono troppi fautori del “accogliamo tutti ad ogni costo”. L’ho già detto e lo ribadisco: Se quest’anno a X-Factor verranno presi concorrenti “internazionali” solo perché fanno pena perché arrivano con i barconi, per me il programma ha chiuso. E mi dispiace perché lo seguo dalla prima puntata della prima edizione targata Rai. A tutto c’è un limite. Siamo masochisti fino all’accesso. Nemmeno più in un programma di canzonette un italiano viene preferito. Spero con tutto il cuore che i giudici abbiano un pò di buonsenso visto che, vedasi Mara, continuano a ripetere che bisogna cantare in italiano. Voglio proprio vedere se un senegalese conosce Dalla o Tenco. Coerenza per favore.



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