12
maggio

1993, Andrea Scrosati: «Neanche in House of Cards hanno avuto il coraggio di mettere dei nomi di politici reali»

1993 la serie

Presentazione 1993

Il primo appuntamento si chiude con Maria De Filippi e Maurizio Costanzo. E’, infatti, ancora il racconto dell’attualità che ha marchiato quegli anni il fulcro di 1993, sequel di 1992, che nel finale del secondo episodio porterà in scena il tragico attentato organizzato ai danni del noto giornalista. “Qualcosa di mai fatto in una serie televisiva italiana” afferma fiero Andrea Scrosati, nel corso della proiezione in anteprima della fiction di Sky Atlantic, con riferimento proprio all’intreccio tra fatti reali, personaggi fittizi e realmente esistiti. 

L’executive Vice President Programming di Sky Italia aggiunge: “E’ uno di quei casi in cui la seconda stagione è migliore della prima. Spiega che i personaggi sono più completi sottolineando la sparizione dell’effetto straniante per lo spettatore, rispetto alla novità della tipologia di racconto, ed evidenziando le complessità di quell’anno.

1993 – l’anno del terrore

Già, il 1993 -in un parallelismo con la rivoluzione francese- è stato considerato dagli autori come l’anno del terrore, seguito alla rivoluzione e antecedente alla restaurazione:

“Tre furono le stagioni della rivoluzione francese. Per prima venne la Rivoluzione. Poi ci fu il terrore. Infine, la restaurazione. Volendo tracciare un parallelismo, 1992 è stato per noi l’anno della Rivoluzione. Il momento in cui abbiamo sognato la possibilità che il nostro Paese potesse cambiare, sulla spinta delle correnti ascensionali che hanno portato alla ribalta i nostri personaggi”.

Ancora una volta, sarà il punto di vista di Leonardo Notte, rampante manager interpretato da Stefano Accorsi, a far luce sui fatti; espediente narrativo che esonera gli autori da ogni accusa di parzialità o di sottotesti ideologici. L’attore bolognese riparte a stretto contatto con il Silvio Berlusconi, interpretato da Paolo Pierobon, nella speranza di convincerlo ad entrare in politica. E, a proposito di Accorsi, è curioso notare come la dicitura “da un’idea di Stefano Accorsi” che campeggiava nella sigla di 1992, in 1993 sia stata “ridimensionata”.

Non paragonatela a House of Cards: «Frank Underwood è il Pietro Bosco americano»

Il numero uno di Wildside, Lorenzo Mieli, sottolinea la contemporaneità della fiction:

Un racconto di allora che in qualche modo parla di oggi. Io credo che 1993, in maniera totalmente diversa, ma ancora più profonda di 1992, parli di oggi“.

Il produttore sottolinea che proprio in quegli anni si è radicalizzato il concetto di casta e di lotta ad un certo tipo di politica che ora prepotentemente sta tenendo banco. Una fiction che attinge dalla politica e dall’attualità, per molti è naturale associarla ad House of Cards. Ma, attenzione, non fatelo. Malgrado in passato sia stata la stessa Sky a servirsi dei paragoni tra i propri prodotti e le eccellenze a stelle e strisce, in questo caso il direttore delle produzioni originali Sky, Nils Hartmann, non ne vuole sapere:

House of Cards è una serie bellissima però con tutto il rispetto per House of Cards, che va sulla nostra piattaforma, questi paragoni con le serie americane non credo che c’entrino granchè. E’ una serie che vive in autonomia...”

Lo interrompe, con audacia e un pizzico di ironia, Mieli: Frank Underwood è il Pietro Bosco (il politico leghista della fiction, ndDM) americano“.

La stoccata a Netflix di Scrosati

Al top manager, fa eco Scrosati che ne approfitta per lanciare una stoccata a Netflix:

Esatto [...]. Siamo contenti di aver House of Cards. In esclusiva. Da chiarire, perchè diciamo che c’era stata una roba online l’anno scorso, un messaggio di Frank Underwood che diceva che sarebbe stato su un’altra piattaforma. Si sa le promesse dei politici…”

E poi, fa notare che:

“Neanche in House of Cards hanno avuto il coraggio di mettere dei nomi di politici reali [...]. Si sono ben guardati dal fare il salto ulteriore di citare alcuni nomi reali, forse in questo Paese abbiamo avuto un pizzico di coraggio in più“.

L’appuntamento con 1993 è da martedì 16 maggio in prima serata sul canale 110 di Sky.

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1 Commento dei lettori »

1. kalinda ha scritto:

13 maggio 2017 alle 09:49

l’idea è stuzzicante, raccontare fatti veri ma il livello globale è una docufiction di Italia sul 2



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