17
marzo

Mattia Briga a DM: “Senza televisione ho venduto di meno”

Mattia Briga

Mattia Briga

L’ultima novità per Mattia Briga si chiama Miraculous – le storie di LadyBug e Chat Noir. Il rapper fatto conoscere da Amici, nel 2015, canta la sigla della serie animata insieme a Gaia Gozzi (qui i due giocano con le sigle dei cartoni cult). DavideMaggio.it l’ha incontrato nel corso della presentazione del cartone di Super e si è fatto raccontare la nuova esperienza. Non senza chiedere, però, un’opinione sulla nuova giuria del talent show che farà a meno di Loredana Bertè, “acerrima nemica” dell’ex allievo.

Ti avevamo lasciato questa estate con un brano ammiccante, ti ritroviamo alle prese con la sigla di un cartone animato.

La vita è strana. Credo che faccia parte del mio percorso, sono un ragazzo che artisticamente ha sempre scelto di misurarsi su varie sfumature musicali. L’ho dimostrato in televisione, cerco di dimostrarlo con i dischi e ove mi è possibile. Questa cosa è stata molto divertente e sono felicissimo di aver accettato la proposta anche perchè non è un tipo di situazione che ti capita di vivere tutti i giorni.

Se dovessi descriverti con un personaggio di un cartone animato?

Lupin, ma mi pare eccessivo. Chat Noir è timido, anche bello, ma io non sono timido, introspettivo invece sì.

Anche perchè ti descrivi su Twitter come “Calamita dei guai”, “Campione di sogni”, “Ribelle irrecuperabile”.

Sì, calamita dei guai perchè mi lancio a capofitto nelle cose senza pensarci troppo. E’ una vita che campo sull’istinto, mi muovo molto per sensazioni e poi ogni scelta poco ponderata comporta degli ostacoli e dei muri da affrontare. Chiaramente non è mai stata tutta una discesa o una camminata su un sentiero piano. Però insomma credo faccia parte tutto della mia vita, va bene così. Campione di sogni perchè sono inevitabilmente un sognatore, un ragazzo che si è impegnato tanto per raggiungere determinati risultati. Nonostante non lo veda adesso come un punto d’arrivo – anzi lavoro per migliorarmi -  devo ammettere che da quando entravo negli studi di registrazione e lavoravo nel pub facendo le serate con 50 persone, di strada ne ho fatta e questo perchè mi è stato concesso di sognare.

Qual è il prossimo step dei tuoi sogni?

Sicuramente realizzarmi nella mia vita privata che è avulsa dal contesto musicale. Anche migliorarmi come musicista e paroliere però questo è un percorso che non puoi programmare, è un qualcosa che viene con la vita da sè.

Una tappa poteva essere Sanremo. Eri tra i papabili.

Ma io sono sempre stato tra i papabili di qualsiasi cosa.

Avevi presentato un brano?

Ne ho presentati due.

Hanno annunciato la nuova giuria di Amici, non c’è Loredana Bertè.  Saresti stato più tranquillo…

Tutto capita perchè deve capitare. E’ anche chiaro che ad uno come me è simpatico mettere un antagonista o qualcuno che cerchi di tenere botta più o meno con educazione, più o meno con dei mezzi accettabili in televisione. Finchè c’è uno come me va bene Loredana Bertè, quando ci sono dei ragazzi di 18 anni forse non serve.

Ti piace la televisione?

Credo che la televisione sia per chi vuole promuovere la propria arte, il proprio lavoro – che sia uno chef, uno scrittore o un cantante – sia il mezzo più importante di promozione.

Può essere anche uno strumento d’espressione però.

Però quando ti esprimi ti promuovi se hai un prodotto.

Certo, tuttavia non devi avere per forza un prodotto per esprimerti.

Allora non mi serve la televisione, mi esprimo, qua a casa, per strada. Se il desiderio tuo è di esprimerti lo puoi fare ovunque, la promozione invece no. E’ chiaro che quando ho fatto un anno di televisione ho venduto quasi 100 mila copie, quest’anno la tv non c’è stata e ho venduto di meno. E’ un mezzo importante, certo da qui a dire che mi piaccia ce ne corre. Certe cose sì.

Ecco, questa era la mia domanda.

Quando ho fatto Amici è stata un’esperienza formativa importante. Ho conosciuto dei professionisti, ho conosciuto una donna, Maria De Filippi, molto importante per la mia vita. Porto con me un ricordo bellissimo di quella esperienza.



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