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dicembre

ADDIO ZELIG

Michelle Hunziker e Claudio Bisio

Ha ragione il direttore di Canale 5, Giancarlo Scheri, quando, a battenti oramai serrati per “sempre”, sottolinea che con l’archiviazione di Zelig non si è chiusa una trasmissione, ma un grande pezzo di storia della televisione italiana. E se è giusto finirla qui, senza accanirsi ulteriormente nel riproporre un marchio che vent’anni fa ha coinciso con l’avanguardia di una nuova comicità, dieci anni fa con l’eccellenza dell’intrattenimento più popolare, e negli ultimi anni con un’emorragia di idee (e da parte del pubblico d’interesse), è giusto anche rendere giustizia a Zelig in quanto show che rimarrà indelebile nei ricordi di generazioni cresciute a pane e personaggi cult.

Zelig: tutto nacque nella seconda serata di Italia1

Ripercorriamola allora, pur velocemente, l’evoluzione del programma comico che ha preso il nome dall’omonimo locale milanese di cabaret che si trova in viale Monza e che a sua volta aveva preso il nome da un celebre film di Woody Allen del 1983. Inizialmente, quando nel 1997 comincia ad andare in onda in seconda serata su Italia 1, il titolo (che dopo un’edizione diventa sottotitolo) è, Facciamo cabaret, molto pragmatico ma quasi provvisorio benché alla conduzione ci sia già il maestro di cerimonie e comicità della gran parte delle edizioni del futuro Zelig Claudio Bisio. A quest’altezza del viaggio al timone ci finiscono anche Simona Ventura, giovane asso pigliatutto del Biscione, e Massimo Boldi, mentre fra i comici vanno in scena, fra gli altri, Luciana Littizzetto, Enrico Bertolino, Lella Costa e i Fichi d’India (qualcuno avrà ancora nelle orecchie il loro tichi-tic…).

Oltre 9 milioni di spettatori in prime time su Italia1

Col nuovo millennio il titolo diventa semplicemente Zelig e affianco a Bisio arriva Michelle Hunziker, la formula piace sempre di più (si tratta delle stagioni di Ficarra e Picone, di Ale e Franz), e il successo si amplia tanto che nel gennaio del 2003 il programma — ribattezzato Zelig Circus perché ospitato in un Tendone circense a Sesto San Giovanni — è promosso in prima serata (come accaduto già ad alcune puntate del biennio Ventura) e poi spostato su Canale 5 sulla scia di ascolti record registrati su Italia1 superiori ai 9 milioni di spettatori.

L’anno successivo, in una sorta di staffetta fra straniere naturalizzate italiane che della solarità han fatto uno stile di conduzione, Vanessa Incontrada prende il posto di Michelle Hunziker e nel 2007 il carrozzone di comici trova la propria collocazione nel Teatro degli Arcimboldi di Milano: è la consacrazione, per tre edizioni sempre sopra i sei milioni di telespettatori, grazie all’affiatatissima coppia di conduttori e al cast di comici fra i quali spiccano Anna Maria Barbera nei panni di Sconsolata e Flavio Oreglio con le sue poesie catartiche. Nasce l’appendice di seconda serata Zelig Off, partono dei tour estivi per l’Italia e vengono confezionate delle puntate speciali. Intanto, all’interno di Zelig, è esploso il fenomeno Checco Zalone, andato in scena fra il 2006 e il 2008 e approdato al cinema per la prima volta nel Natale del 2009.

L’Incontrada lascia (o è invitata a lasciare il programma) non senza polemiche: la spagnola che, dopo un periodo di stop, diventerà un’attrice di punta della fiction italiana accuserà Zelig d’eccessivo maschilismo e di mancanza di solidarietà dietro le quinte (era l’epoca in cui alcuni giornali s’accaniscono contro l’Incontrada per la forma fisica “appesantita”), mentre la produzione, gli autori e i comici smentiscono categoricamente questa versione dei fatti. In ogni caso nel 2011 e nel 2012 arriva la co-conduzione di Bisio con Paola Cortellesi che porta con sé in dote una grossa quantità di siparietti, imitazioni e parodie musicali (è qui che la New York di Alicia Keys diventa Cuneo) ma non infiamma.

Il flop di Forest e Mannino

Con l’abbandono di Bisio e Cortellesi gli autori storici di Zelig, Gino e Michele, annunciano novità e un parziale ripensamento del loro programma: seguono vari tentativi (la coppia Mago Forest e Teresa Mannino o l’avvicendarsi di diversi presentatori) ma gli anni migliori sono passati e gli ascolti sono vertiginosamente calati.

L’ultima edizione

In questo scorcio di 2016 la celebrazione dell’edizione del congedo con Christian De Sica e il ritorno “a casa” di Michelle Hunziker la quale ha, forse inevitabilmente, pianto nell’ultima delle quattro puntate andate in onda. É stato ripetuto più volte e in diverse sedi: è difficile dire addio, difficilissimo saperlo fare ma è davvero necessario trovare la forza e l’eleganza per farlo, soprattutto quando lo scollamento fra programma e pubblico rischia di diventare indifferenza se non rifiuto (qui la nostra recensione). Rischiando soprattutto di non rendere giustizia alla gloriosa storia del piccolo cabaret milanese che s’è fatto grande show nazional-popolare.

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4 Commenti dei lettori »

1. xxxxx ha scritto:

23 dicembre 2016 alle 15:36

Meno male che lo hanno chiuso. Non se ne poteva più.
Vedrete che tra al massimo 1-2 edizioni chiuderà anche Colorado.
Va comunque dato atto a Zelig di aver scoperto alcuni comici bravissimi (tipo Ale & Franz, la Littizzetto, Manera, lo stesso Bisio, Bertolino, Sconsolata, i mitici Fichi D’India etc.).



2. Lorenzo ha scritto:

23 dicembre 2016 alle 18:38

Giusta decisione … Ma con malinconia e un filo di tristezza perché comunque Zelig e’ stato un grande programma della storia della televisione italiana. Brava la Hunziker ieri sera,commossa nel salutare Bisio e dire addio al programma che l’ha consacrata come conduttrice!



3. FedEx ha scritto:

23 dicembre 2016 alle 18:52

Bene che l’hanno chiuso ma una lacrimuccia ci sta. Se ne va via un pezzo della tv italiana, il padre di tutti gli show comici



4. BohBeh ha scritto:

23 dicembre 2016 alle 22:37

a me mancherà il periodo 2003-2005, quando batteva pure Sanremo negli ascolti…



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