12
dicembre

VOYAGER: ROBERTO GIACOBBO E’ PRONTO ANCORA A SUPERARE I CONFINI DELLA CONOSCENZA

Roberto Giacobbo

Sì, Roberto Giacobbo è pronto per tornare con una nuova serie del suo Voyager – Ai confini della conoscenza (da stasera, alle ore 21.10, su Rai 2). Poi dove si collochino questi oramai famosi “confini” ancora non è chiaro a tutti, anzi: gli “sconfinamenti” di Giacobbo sono stati spesso stigmatizzati dalla comunità scientifica. Il modo di fare divulgazione dell’ex docente di Teoria e Tecnica dei nuovi Media (a Ferrara) ha fatto storcere il naso a molti uomini di scienza, e alcuni hanno pure fatto sentire la propria voce: per esempio il geologo Mario Tozzi e l’astrofisica Margherita Hack, per dirne due che hanno fatto anche ottimamente i divulgatori; pure Paolo Attivissimo (nomen omen) che, infaticabile, alle “bufale” ha dedicato decine di battaglie, e a Voyager un’attenzione che potremmo definire specifica, se non sistematica.

Giacobbo sembra far spallucce (anche se, negli anni, è sembrato pure più cauto) e si gode la popolarità del suo programma, e la sua personale: non si è fatto mancare i videoclip (come La fine di Gaia di Caparezza, o la nuova versione di Tieni il tempo degli 883), l’ospitata-conduzione di un reality (nella puntata dello scorso 31 ottobre di Pechino Express) e, ovviamente, i libri, fra i quali 2012. La fine del mondo? pubblicato, con il largo anticipo degli oracoli, nel 2009. Chiamare in causa poi la divertente parodia di Crozza è inevitabile, benché non sia fra le più riuscite del comico ligure: Kazzenger, si sa, è l’eloquente titolo.

Bene, Voyager — quello vero, quello nato oramai 13 anni fa, il cui titolo significa “viaggiare” (nello spazio, come nel tempo) — tornerà forte del successo dell’ultima edizione con una puntata interamente dedicata a tre regioni italiane: la Toscana, la Lombardia e l’Umbria. Tanti, ça va sans dire (per rimaner francesi), gli interrogativi. Che misteri custodisce il pavimento del Duomo di Siena e perché risalta la figura di un grande pagano quale Ermete Trismegisto? Cosa hanno in comune la crocifissione di Cristo e Mantova, è possibile che il legionario romano Longino (colui che, secondo la tradizione, avrebbe trafitto il costato di Gesù sulla croce) abbia scelto proprio Mantova per concludere la propria vita portando con sé il sangue di Cristo? Un viaggio, quello nel mistero del Sangue di Cristo, che proseguirà ad Orvieto, e così via.

I “confini della conoscenza” saranno, però, plasticamente superati nel blocco della puntata riservato a “ciò che non si può dire” perché Giacobbo s’interrogherà anche su quel che accade oltre la morte, e non mancheranno testimonianze di chi sostiene di aver “vissuto” un’esperienza “pre-mortale”. E se non è uno “sconfinamento” questo…

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