18
novembre

FRANCO RICCI (AD DI PREMIUM) A DM: LA CHAMPIONS SAREBBE UN INVESTIMENTO DA RIFARE. SIAMO UN POCHINO SOTTOVOLUTATI PER IL CINEMA E LE SERIE

Franco Ricci

Mediaset Premium c’è. Finito il periodo di interim management e in attesa di capire come si evolverà la vicenda proprietaria, la pay tv del Biscione torna padrona delle sue strategie. E, così, domenica 20 novembre lancia il primo match di Serie A in 4K, il derby Milan-Inter, e studia novità sul fronte cinema e serie (per maggiori info clicca qui) per “rimettersi in carreggiata”. A DavideMaggio.it ne parla Franco Ricci, amministratore delegato di Mediaset Premium.

Qual è lo sforzo economico incrementale per trasmettere una partita in 4K?


Una partita in 4K ha più o meno quattro volte la qualità dell’HD. Per trasmettere un canale a 8 megabit, che è più o meno un canale in HD di sport, all’anno si spende qualcosa come 8 milioni di euro. Trasmettere una partita, per una frazione di tempo di due ora e mezza, non è come trasmettere tutto l’anno ma il costo è sostanzialmente quattro volte quello della trasmissione in HD.

Quanti eventi avete in programma di trasmettere?

Abbiamo trasmesso a maggio la finale di Champions League perchè l’Uefa dava la finale di Champions League in 4K, ultra HD; adesso trasmetteremo Milan-Inter. Pensiamo di mandare in onda da qui alla fine del campionato altre quattro o cinque partite che dovremo ovviamente scegliere tra quelle più importanti.

Non avete guadagnato degli abbonati – rispetto ai piani – nel periodo di interim management. Avete già predisposto un piano di recupero?

Faremo successivamente il piano di recupero abbonati, lo metteremo nel budget 2017. Per noi la peak season è il periodo agosto – ottobre perchè è il periodo in cui riparte il campionato e riparte la Champions, in quei mesi si gioca una buona parte dei nostri nuovi abbonati. E’ chiaro che essere stati sottoposti a queste pressioni dell’interim management, della due diligence, ci ha messo in difficoltà. E credo, per i volumi che c’erano in giro per la peak season, sia impossibile recuperarli nei primi sei mesi dell’anno prossimo che non rientrano nella peak season, quando, oltrettutto, concentriamo il massimo dello sforzo operativo, produttivo e di comunicazione. Non sarà facile recuperare gli abbonati persi in questa fase.

Mi colpivano i 100 mila abbonati persi anche sull’online. In effetti di Premium Online se ne parla pochissimo.

Premium Online è un accordo diciamo in esclusiva che abbiamo fatto con Tim. Diciamo che è Tim che ci fornisce questi abbonati e quindi fa la sua vendita sulla sua customer base e sui suoi nuovi clienti. Impacchetta un nostro contenuto, che noi abbiamo confezionato per loro, per venderlo sia alla customer base del broadband sia ai prospect del broadband, ossia ai nuovi abbonati.

A cosa è dovuta la perdita?

In questo momento loro stanno cercando di recuperare il terreno perduto, faremo i conti alla fine dell’anno, ad oggi non abbiamo tutti gli elementi.

Cosa manca a Premium? L’impressione è che ci sia un gap di posizionamento/immagine nei confronti della concorrenza…

Dal punto di vista del calcio non manca nulla anzi addirittura noi abbiamo qualcosa più di loro, perchè la Champions è un prodotto nostro, è la seconda motivazione d’acquisto dopo la Serie A dal punto di vista dello sport.

Quindi la Champions è un investimento da rifare?

Sarebbe un investimento da rifare. Sicuramente potrebbe essere un investimento da rifare, dovremmo valutare tutta una serie di condizioni. Dal punto di vista del cinema e delle serie siamo un pochino sottovalutati, devo ammetterlo, anche perchè siamo figli di Mediaset, e Mediaset fa tanto cinema e serie. Quindi, sotto certi aspetti, per noi è più difficile comunicare questa differenza. Ma io vorrei sottolineare che noi abbiamo due accordi fortissimi, importanti, con Warner e Universal, che sono esclusivi. Non credo dunque che, sul fronte cinema e serie, ci manchi nulla. Non siamo presenti su tutto il resto; per capirci, documentari, bambini…

Disney Channel tornerà?

In questo momento no, perchè la nostra decisione, precedentemente all’arrivo di Vivendi, era di non rinnovare. Poi con Vivendi avevamo rinnovato per altri tre mesi perchè stavano ragionando sul da farsi e volevano prendersi tempo, dopodiché si è chiusa questa cosa e noi oggi quelli di Vivendi non li sentiamo da quattro mesi.



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