18
novembre

L’IMPORTANTE È AVERE UN PIANO: A BOLLANI CONVIENE DARE UN ORECCHIO

L'importante è avere un piano, Stefano Bollani

Queste sono le belle trasmissioni“. Ornella Vanoni ha detto bene. Ospite nella seconda puntata de L’importante è avere un piano, la popolare cantante ha sintetizzato alla perfezione il nostro giudizio sul programma condotto da Stefano Bollani. Quella orchestrata su Rai1 dal compositore e pianista milanese è infatti una partitura pregevole, che unisce intrattenimento, buona musica ed ironia. Il risultato è un vivace concertino televisivo, che tiene incollati per ottanta minuti nonostante la collocazione in seconda serata.

L’importante è avere un piano è tv da ascoltare, ma anche da vedere. Protagonista assoluta è la musica eseguita, improvvisata, contaminata, riarrangiata. Il suono diventa spettacolo, soprattutto quando l’improvvisazione e la tecnica si fondono con effetti sorprendenti. Il segreto della buona riuscita della trasmissione ci sembra evidente: Bollani fa esattamente ciò che più lo diverte. E l’entusiasmo che ne deriva buca lo schermo, arrivando sino al pubblico a casa.

Quello confezionato dal pianista milanese, però, non è un esercizio autoreferenziale: nel corso di ogni puntata, infatti, intervengono anche altri protagonisti per dar vita ad uno spettacolo polifonico. Ieri, ad esempio, Bollani ha aperto la serata con Ornella Vanoni, poi ha coinvolto i ragazzi della JuniOrchestra Santa Cecilia ed ha duettato con l’attore Valerio Mastandrea, improvvisatosi batterista. Notevole l’esibizione del duo musicale Igudesman & Joo, che ha proposto un coinvolgente arrangiamento di I Will Survive, durante il quale abbiamo pure ascoltato un violino suonato con un montalatte elettrico al posto dell’archetto.

In tempi in cui la musica in tv è obbligatoriamente (o quasi) sinonimo di talent show, Bollani propone qualcosa di diverso, toccando le corde dell’ironia ma senza rinunciare ad un valido retroterra di cultura musicale. Il miglior pregio del programma? Quello di non essere banale. Alcuni diranno che una trasmissione così meriterebbe la prima serata; in realtà lo spettacolo rischierebbe di venire disturbato dal frastuono del prime time.

Per Rai1 l’importante è avere un piano, ma meglio se a suonarlo c’è Bollani. L’artista ha infatti portato sulla rete ammiraglia del servizio pubblico un programma cui vale la pena dare un occhio. E un orecchio, ovvio.



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