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ottobre

REFERENDUM COSTITUZIONALE, PAR CONDICIO IN RAI: ECCO IL REGOLAMENTO

Referendum costituzionale

La recente ospitata di Matteo Renzi a Politics avrà messo in crisi i garanti della parità referendaria. Su Rai3, infatti, il premier ha dato vita ad un serrato botta e risposta con i suoi intervistatori, sfidando così il ferreo regolamento sulla par condicio varato di recente dalla Commissione di Vigilanza. Il provvedimento, attuato in vista del referendum costituzionale di dicembre, è stato approvato all’unanimità con alcune modifiche rispetto al testo iniziale, apportate per arrivare ad una formulazione pienamente condivisa.

Nei programmi d’informazione, le posizioni favorevoli e contrarie alla riforma dovranno rispettare una parità matematica, e la presenza di esponenti di governo nei tg dovrà limitarsi all’attività istituzionale. Inoltre, la Rai pubblicherà quotidianamente sul proprio sito internet i dati del monitoraggio dei tempi di parola. Sono queste alcune delle norme contenute nel regolamento di recente introduzione.

Ecco, per l’esattezza, cosa prevede il regolamento e come funziona la par condicio per la campagna referendaria. Ad elencare gli elementi principali della delibera è stato lo stesso Presidente della Vigilanza, Roberto Fico, in una nota su Facebook:

- in tutte le trasmissioni che trattano il tema del referendum gli spazi sono ripartiti in due parti uguali tra i favorevoli e i contrari al quesito.

- nei programmi di comunicazione politica (tribune, interviste, confronti) la parità è matematica, ma anche nei programmi d’informazione, come i tg, non può essere in alcun modo determinata una situazione di vantaggio per una delle due posizioni.

- alle trasmissioni sul referendum partecipano il comitato promotore, le forze politiche, anche quelle rappresentative delle minoranze linguistiche, e tutti i comitati e associazioni della società civile che abbiano un interesse obiettivo e specifico sul tema del referendum.

- la presenza degli esponenti del Governo nei tg deve essere limitata all’attività istituzionale per garantire completezza e imparzialità dell’informazione. La delibera della Vigilanza richiama infatti il limite contenuto nella legge 515 del 1993, secondo il quale, come ha ripetuto più volte l’Agcom, l’informazione sul Governo deve limitarsi a obiettive esigenze informative legate all’attività dell’esecutivo, senza dare spazio alla propaganda elettorale.

- fino al 4 dicembre la Rai pubblicherà quotidianamente sul proprio sito internet i dati del monitoraggio dei tempi fruiti dai favorevoli e contrari al quesito. L’azienda è chiamata a garantire un efficace e tempestivo riequilibrio di eventuali situazioni di disparità. I dati ufficiali, su cui possono essere irrogate eventuali sanzioni, sono comunque quelli pubblicati dall’Agcom ogni due settimane, e poi ogni settimana a partire dalla terzultima precedente il voto.

- le tribune referendarie si svolgeranno a partire da novembre; i confronti a due si terranno nella fase finale della campagna.

- la Rai deve garantire trasmissioni e pagine televideo ad hoc sul referendum per le persone con disabilità.

Tale regolamento riguarderà, ovviamente, anche la speciale programmazione che il servizio pubblico ha preparato in vista della consultazione elettorale del 4 dicembre prossimo.

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