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ottobre

L’ALLIEVA: UN MIX DI VECCHIO E NUOVO CHE FUNZIONA, NONOSTANTE LE TANTE SBAVATURE

Alessandra Mastronardi

Ha esordito con un buon 20.7% di share L’Allieva, nuova fiction di Rai 1 (stasera la seconda puntata) con Alessandra Mastronardi e Lino Guanciale che, come da noi ipotizzato prima del debutto, andava più o meno a colpo sicuro. Il mix di investigazione e commedia e la figura dell’investigatrice sui generis, che ne sa più della polizia, ricalcavano perfettamente le orme degli illustri precedenti Rai, ovvero i religiosi e le prof che hanno portato al successo il genere seriale dell’azienda pubblica.

L’Allieva: bene cast e personaggi, sceneggiatura da approfondire

Ma il 20.7% è meritato, aldilà del terreno fertile nel quale è germogliato: L’Allieva è un prodotto piacevole, che si fa guardare e che non annoia; il cast fa ciò che è stato chiamato a fare, dando vita a personaggi ben delineati; i tocchi di giallo, rosa, calda commedia familiare e vita mondana si mescolano bene e messi tutti insieme funzionano.

Certo, non c’è tempo di approfondire nulla, ma questo è l’inevitabile rovescio della medaglia. Ad essere trascurata è soprattutto la sceneggiatura, talvolta lasciata quasi al caso: alcuni passaggi non vengono spiegati, passano per assodati e lasciano dei veri e propri buchi. Per esempio, nella prima puntata, nessuno si è stupito che la vittima avesse partorito una settimana prima di morire, eppure nessuno aveva mai notato che fosse incinta. Anche il rapporto tra Alice (Mastronardi) e Claudio (Guanciale) è stato un po’ buttato via, svelato immediatamente e un pochino schizofrenico, con lei che si è invaghita di lui al primo sguardo – decidendo il proprio destino professionale in base a quell’infatuazione – e lui che, severissimo all’apparenza, dopo mezza puntata già ci provava andando incontro a delle resistenze improbabili e fintamente ingenue.

La protagonista de L’Allieva è in realtà un fumetto, una moderna Bridget Jones che poteva essere raccontata con meno ovvietà ma che comunque risulta simpatica e, per essere la protagonista di una fiction Rai, molto fresca. Apprezzabili anche i tentativi narrativi di farla uscire dagli schemi raccontando il suo flusso di pensieri durante le scene.

A ben vedere, in effetti, la forza maggiore della fiction sta proprio, seppur con tutte le sbavature del caso, nell’essere riuscita a coniugare da subito uno schema di racconto classico e tipicamente “antico” con le ossessioni e le passioni dei più giovani. Vedremo come evolverà.

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