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ITALIANI MADE IN INDIA: SU REAL TIME UN NUOVO VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELLE ORIGINI. ECCO I PROTAGONISTI (FOTO)

Italiani Made in India

Lo scorso anno Real Time ha spedito in Cina alcuni ragazzi italiani affinché riscoprissero le proprie origini in Italiani Made in China e raccontassero al pubblico televisivo le differenze culturali delle quali erano loro stessi emblema. Ora il programma torna ma con una nuova destinazione: i sei nuovi protagonisti che si affacceranno questa sera alle 22.10 sul canale 31 dtt saranno di origini indiane e partiranno tutti insieme da Delhi per raggiungere poi le diverse zone in cui si trovano le loro famiglie, in un percorso che li porterà dal Punjab al Rajasthan, da Calcutta a Mangalore fino alla tappa conclusiva di Mumbai.

Italiani Made in India: da questa sera ogni mercoledì su Real Time

Italiani Made in India sarà un viaggio culturale utile anche per mostrare la bellezza del territorio indiano, nonché la vita di un popolo che è sempre più vicino a quello del Belpaese, se si pensa che gli indiani residenti in Italia nel 2015 sono stati circa 150.000. Ma chi sono questi indiani di seconda generazione che, nati e cresciuti nel nostro Paese, hanno vissuto da italiani e poco conoscono delle loro origini?

Italiani Made in India: i sei protagonisti

Nelle otto puntate di Italiani Made in India il pubblico farà la conoscenza di Aroti, Dolly, Gagandeep, Gagan Padda, Mandeep e Margaret, che lasceranno i propri cari e la vita a cui sono abituati per andare alla scoperta dell’India. Conosciamoli meglio.

GAGANDEEP
Gagandeep ha 18 anni e vive con la madre e il fratello minore a Pontinia (Latina), area con un’altissima concentrazione di indiani. La sua famiglia viene da Moga, città del Punjab, a nord dell’India. Gagan arriva in Italia con i suoi genitori all’età di 3 anni e di questi primi anni ricorda soprattutto le difficoltà economiche e le continue tensioni tra mamma e papà. Dopo poco tempo i genitori divorziano, la madre si risposa e le difficoltà relazionali aumentano soprattutto con la famiglia paterna, contraria al divorzio dei suoi. Nel 2008 il padre muore e da quel momento Gagan non ha quasi più contatti con la nonna e gli zii paterni. I famigliari in particolare pare non abbiano voluto dare la parte di eredità paterna che spetterebbe a Gagan e al fratello. I rapporti con i parenti paterni si sono ulteriormente incrinati quando Gagan ha fatto coming out. Per Gagan il mancato rapporto con la famiglia paterna è una ferita aperta da risanare, pertanto il suo obiettivo è deciso e preciso: andare a cercare di parlare con la nonna superando l’ostracismo dei cugini e dei parenti e rivendicare l’eredità del padre che gli spetta.

MARGARET
Margaret ha 29 anni e vive a Orero, un piccolo paesino in provincia di Genova con la madre e la sorella maggiore. È arrivata in Italia all’età di 11 mesi da un orfanotrofio di Ullal, nella regione del Karnataka a sud dell’India. Del suo luogo natale non sa molto e le poche notizie che ha le arrivano da una suora che prestava servizio nell’orfanotrofio. La curiosità sulle sue origini è sempre stata soffocata a causa della sua paura di conoscere, di affrontare una vita diversa e di prendere coscienza di se stessa. Uno dei suoi più grandi affetti è stata la nonna, con la quale ha vissuto per anni fino alla sua morte. Rimane invece come una ferita aperta il rapporto con il padre dal quale non si è sentita mai pienamente capita. Margaret ha così deciso di prendere in mano la sua vita, di lasciare la solitudine di Orero, di abbandonare le sue paure e per farlo deve iniziare dal luogo in cui tutto è cominciato: l’India, da quell’orfanotrofio dove ha trascorso i primi giorni della sua vita. Il suo più grande sogno è quello di riuscire ad avere notizie della sua mamma biologica.

MANDEEP
Mandeep ha 22 anni, è nato ed è cresciuto a Merate integrandosi al 100% nella comunità italiana. La sua famiglia è infatti ricordata dagli abitanti del luogo come una delle primissime famiglie indiane arrivate in città. La famiglia di Mandeep è originaria del Punjab ed è composta dai suoi genitori, da suo fratello e dalla cognata. Vivono tutti insieme come una grande famiglia allargata in una bella casa che affaccia sul lago e sulle montagne; una casa che suo padre Balwinder si è costruito con molta fatica e sudore, il simbolo di anni di sacrifici e duro lavoro che rende Mandeep molto orgoglioso di lui. La vita a casa di Mandeep scorre in perfetto equilibrio tra Italia e India: i suoi genitori cucinano insieme polenta e cassoeula mescolando l’hindi con il dialetto brianzolo. Mandeep studia per diventare infermiere: per lui questo lavoro significa prendersi cura di quelle stesse persone che hanno accolto lui e la sua famiglia. Il viaggio in India per lui sarà una scoperta: anche se è stato qualche volta in Punjab, nel paese dei nonni, non conosce altro dell’India. Sarà un viaggio pieno di stupore, che lo aiuterà a capire se nel suo cuore brianzolo c’è anche una parte indiana, quella parte che fatica a far emergere. Gli piacerebbe rivedere il nonno materno, l’unico che gli è rimasto e che non vede da 6 anni.

AROTI
Aroti ha 30 anni e vive a Milano dove lavora come assistente per uno studio di avvocati. È stata adottata all’età di 9 anni da una famiglia milanese insieme a suo fratello minore Kamal. Aroti non sa esattamente da quale parte dell’India proviene, sa solo che quando aveva 5 anni e suo fratello era in fasce, la madre li abbandonò lasciandoli insieme a un’altra sorella (di cui Aroti non ricorda nulla) e al padre, che però poco dopo morì di malaria. A quel punto Aroti e i suoi fratelli finirono per strada, finché qualcuno non li aiutò a raggiungere l’orfanotrofio di Calcutta, ma qui perse le tracce della sorella. Per Aroti inizia una nuova vita in Italia, fin quando però nel 2013 una notizia la scuote profondamente: Kamal, il fratello, decide di togliersi la vita. Un altro dolore insopportabile dal quale però riesce a farsi forza e andare avanti ancora una volta. Oggi Aroti vuole tornare in India per riportare suo fratello a “casa” e celebrare simbolicamente i suoi funerali con un rito induista. Vorrebbe anche ritornare a Calcutta per visitare l’orfanotrofio dove ha vissuto la sua infanzia.

GAGANDEEP PADDA
Gagan Padda ha 23 anni e vive con la famiglia a Porto S. Elpidio in provincia di Fermo. Anche lui proviene dalla regione del Punjab, a nord dell’India, cosa di cui va particolarmente orgoglioso. Lui è infatti forse il più indiano dei ragazzi, quello che conosce meglio la cultura e le tradizioni. Gagan Padda lavora con il padre in un calzaturificio e frequenta spesso la chiesa Sikh di cui il padre è tra i fondatori. Padda è un ragazzo solare, estroverso, con una passione smodata per le ragazze. Pur sentendosi italiano al 100%, come lui stesso afferma, Padda frequenta anche ragazzi indiani. Anzi ha addirittura due compagnie, una di ragazzi italiani e una di ragazzi indiani, fra le quali si divide. Padda è molto legato alla sua famiglia e in particolare alle sue nonne. Ha visitato spesso la sua terra di origine, e negli anni è riuscito più volte a vedere la nonna materna. Non vede però la nonna paterna dall’età di sei anni ed è soprattutto per questo che vuole tornare in India. Il suo obiettivo è quello di mettere a posto tutta la documentazione necessaria per far ritornare la nonna in Italia con la sua famiglia. Ovviamente anche la possibilità di visitare Bollywood e le divertenti spiagge di Goa, sarebbero per lui un motivo sufficiente per tornare nel paese natio.

DOLLY
Dolly ha 22 anni e vive ad Alzano Lombardo in provincia di Bergamo. È arrivata in Italia all’età di 11 anni con i genitori e Aj, il fratello minore. Dolly ha anche una sorella minore, di 8 anni, nata in Italia e a cui è molto legata. Nel 2013 il padre, dopo tanti anni in Italia, perde il lavoro e tutti sono costretti a ritornare in India. Dolly però decide di rimanere, non sopporta l’idea di doversi riadeguare alla cultura indiana (di cui non condivide gran parte dei valori), e soprattutto non vuole lasciare Luca, il ragazzo di cui si è innamorata. La famiglia di Luca è ormai diventata la sua seconda famiglia. I genitori anche in India continuano ad avere grossi problemi economici; lei vorrebbe aiutarli di più, ma non avendo un lavoro non riesce come vorrebbe. A causa di ciò sono ormai 6 mesi che non parla con la madre e con il padre. L’unica persona che sente di tanto in tanto è il fratello, che la informa sulle condizioni della famiglia. Dolly vuole ritornare in India per poter riabbracciare i suoi dopo 3 anni, vorrebbe scacciare via tutte le paure che la lontananza incute e poter recuperare un rapporto che sembra sfuggirle di mano giorno dopo giorno.



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1 Commento dei lettori »

1. Luna ha scritto:

1 giugno 2016 alle 18:35

Ho adorato Italiani Made in China ed ho già programmato la registrazione di Italiani Made in India. Ho letto la presentazione delle schede dei protagonisti e sono sicura che non rimarro’ delusa. Complimenti a Real Time e a coloro che hanno avuto l’idea di produrre questi real-documentari. Come direbbe Enzo Miccio “Un tripudio di complimenti e una cascata di applausi” !!!!



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